Iniziano le vendite dei veicoli elettrici pesanti Volvo

Con l’apertura ufficiale del sistema di ordini, prendono il via le vendite della gamma di veicoli elettrici Volvo per applicazioni pesanti.

Volvo Trucks ha aperto ufficialmente il sistema di ordini per la sua gamma di veicoli elettrici pesanti: Volvo FH, Volvo FM e Volvo FMX. La produzione in serie inizierà in autunno e aumenterà gradualmente. Nelle prime fasi, i veicoli elettrici saranno prodotti nello stabilimento emissioni zero di Tuve, a Göteborg.

“Volvo Trucks raggiunge un traguardo importante. I clienti hanno manifestato un forte interesse a effettuare ordini per questi fantastici veicoli. Finora abbiamo proposto a clienti e partner di firmare principalmente lettere di intenti per l’acquisto, ma da questo momento inizieremo a siglare ordini definitivi, un passo fondamentale verso l’elettrificazione”, dichiara Roger Alm, presidente di Volvo Trucks.

Nel 2021 Volvo Trucks ha ricevuto ordini, comprese lettere di intenti per l’acquisto, per più di 1.100 veicoli elettrici pesanti in oltre 20 paesi.

Le versioni elettriche dei veicoli per impieghi medi Volvo FE, Volvo FL e Volvo VNR sono già nella fase di produzione in serie. Attualmente, in Europa, i mercati più importanti per i camion elettrici Volvo sono Norvegia, Svezia e Germania. Nel 2021 Volvo Trucks si è dimostrata l’azienda leader sul mercato europeo dei veicoli elettrici pesanti, con una quota del 42%, e ricopre una posizione di spicco anche in America del Nord.

“La possibilità di offrire soluzioni di trasporto silenziose a zero emissioni di scarico sta diventando chiaramente un importante vantaggio competitivo”, commenta Roger Alm.

Con un totale di sei diversi modelli elettrici in produzione quest’anno, Volvo Trucks offre la più vasta gamma elettrica a livello mondiale nel settore dei veicoli pesanti per varie tipologie di impiego, dalla distribuzione urbana alla gestione dei rifiuti, passando per la cantieristica e il trasporto merci regionale. L’obiettivo dell’azienda è raggiungere con l’elettrico la metà delle proprie vendite totali di veicoli entro il 2030.

Dati:

  • Al momento, sono disponibili per la vendita i trattori dei modelli Volvo FH, Volvo FM e Volvo FMX Electric.
  • Le versioni a telaio rigido faranno il loro ingresso nel mercato nel quarto trimestre del 2022.

A13 Mesocco – Tunnel Gei: avvio dei lavori

Inizieranno il 2 maggio 2022 i lavori principali del progetto tunnel Gei sulla strada nazionale A13 tra San Bernardino e Mesocco.

Il tunnel Gei, messo in funzione nel 1967 e parzialmente rinnovato tra gli anni ’80 e ’90 necessita di interventi di manutenzione lungo i suoi 457 metri.

Il progetto prevede il risanamento del calcestruzzo e delle protezioni superficiali dei paramenti, il rinnovo del manto stradale e del sistema di drenaggio e altri aspetti legati alle infrastrutture elettromeccaniche. È pure previsto un nuovo cunicolo di sicurezza di 55 m che parte a metà del tunnel. L’esecuzione di queste opere realizzate secondo le normative attualmente in vigore, permetteranno un notevole miglioramento della sicurezza all’interno della galleria.

Nello stesso cantiere sono inoltre previsti dei lavori di ristrutturazione e in parte di sostituzione di altri manufatti tra lo svincolo di manutenzione Malabarba ed il portale sud del tunnel Gei. L’obiettivo è quello di avere un’infrastruttura stradale libera da interventi per i prossimi 30 anni.

Il completamento dei lavori è previsto entro il 2024. Durante i lavori la galleria sarà chiusa nei giorni lavorativi durante la notte, tra le 22:00 e le 05:00 (entrambe le corsie) e il traffico sarà deviato sulla strada cantonale H13 tra lo svincolo di San Bernardino e lo svincolo di manutenzione Malabarba appositamente sistemato. Verranno inoltre evitate le deviazioni in paese durante le vacanze estive e i mesi invernali.

I costi del progetto ammontano a circa 14 milioni di franchi.

Traffico pesante, controllati 140’000 veicoli da Confederazione e Cantoni nel 2021

I controlli del traffico pesante sono funzionali alla sicurezza stradale. Lo scorso anno sono stati ispezionati 139 732 mezzi, tra camion, autoarticolati, furgoni e autobus, riscontrando 24 410 irregolarità; in 4650 casi è stato disposto lo stop per veicolo o autista. È quanto emerge dal rapporto in materia, pubblicato oggi congiuntamente da Ufficio federale delle strade (USTRA) e Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC).

I controlli incrementano la sicurezza stradale e assicurano una migliore osservanza delle prescrizioni, favorendo altresì la concorrenza leale tra gomma e rotaia. Da circa vent’anni i Cantoni, su incarico della Confederazione, hanno intensificato le verifiche mobili sui veicoli pesanti: nel 2021 gli organi di polizia, in aggiunta alle attività ordinarie, hanno dedicato complessivamente 94 512 ore agli accertamenti su strada e 96 162 negli appositi centri. A queste operazioni si affiancano quelle svolte dall’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC) sui mezzi pesanti in entrata e in uscita dal territorio svizzero.

Polizie cantonali

Nei sette Centri di controllo traffico pesante (CCTP) della Confederazione sono stati ispezionati un totale di 31 564 autocarri, autoarticolati, autofurgoni e pullman: 12,6 per cento in più dell’anno precedente, durante il quale, causa pandemia, circolavano molto meno camion. Rilevate irregolarità per 1834 veicoli e/o autisti svizzeri (+13%) e 9172 esteri (+21,1%); i fermi sono stati rispettivamente 323 (-4,7%) e 2109 (+3,7%).

Le autorità di polizia effettuano anche controlli mobili, che nel 2021 hanno interessato 58 577 mezzi (+2,7% rispetto al 2020). Sono risultati non in regola 5777 veicoli e/o conducenti svizzeri (-4,5%) e 4137 esteri (+19,1%); per rispettivamente 1342 (+11,6%) e 876 (+38,4%) è scattata la sospensione.

Fra i principali elementi oggetto di irregolarità figurano, come per gli scorsi anni, dimensioni e pesi non conformi (10 654 infrazioni, +15% rispetto al 2020), difetti tecnici (6899, +16,5%) e inosservanza dei tempi di lavoro e di riposo (3964, +19,6%). Sono state riscontrate 41 manomissioni ai sistemi dei gas di scarico (+20,6%), tra cui AdBlue. Si noti che per uno stesso veicolo possono essere rilevate più infrazioni.

UDSC

Lo scorso anno l’autorità doganale ha ispezionato, complessivamente 49 591 autocarri, autoarticolati, autofurgoni e pullman ai valichi di frontiera con operazioni di polizia stradale, contestando infrazioni a 279 mezzi e/o autisti svizzeri e a 3211 veicoli e/o autisti esteri. Anche qui le principali irregolarità riscontrate, sempre considerando la possibilità di attribuzioni multiple, hanno riguardato dimensioni e pesi non conformi (3022 casi), difetti tecnici (354) e inosservanza dei tempi di lavoro e di riposo (310).

Nuovo centro in Ticino operativo dall’autunno 2022

Quest’autunno sarà inaugurato il CCTP di Giornico (nell’area dell’ex acciaieria Monteforno), omologo di Ripshausen situato a nord del San Gottardo e in funzione dal 2009. La nuova struttura consentirà così di estendere le operazioni anche a sud.

L’investimento ammonta a circa 250 milioni di franchi, compresa la realizzazione di un nuovo svincolo autostradale. Con l’entrata in servizio dell’impianto ticinese sarà possibile operare su entrambi i versanti dei valichi alpini di Sempione, San Gottardo e San Bernardino nonché a nord del Gran San Bernardo.

È in fase di realizzazione un centro a Oensingen; operatività prevista: 2023.

Strade nazionali, approvati dal DATEC i programmi dei lavori 2022

Quest’anno la Confederazione investirà circa 2,7 miliardi di franchi in attività di costruzione, sistemazione, manutenzione ed esercizio della rete delle strade nazionali, come da bilancio preventivo stabilito dal Parlamento. Il Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC) ha deliberato il Programma 2022 per le strade nazionali in esercizio e il Programma dei lavori 2022 per il completamento della rete.

Il Parlamento ha adottato i seguenti stanziamenti di bilancio preventivo federale per il 2022: 1,6 miliardi di franchi destinati a interventi di sistemazione e manutenzione e 420 milioni per grandi progetti nell’ambito del Programma di sviluppo strategico strade nazionali (PROSTRA). Inoltre, sono previsti circa 445 milioni per l’esercizio e 269 milioni per il completamento della rete decretata nel 1960.

Le risorse stanziate provengono dal Fondo per le strade nazionali e il traffico d’agglomerato (FOSTRA). Il DATEC ha approvato i programmi dei lavori per la rete stradale 2022 come da preventivo.

Sistemazione e manutenzione

Nel 2022 saranno avviati i lavori principali per i seguenti progetti:

  • N1 SG  San Gallo Ovest – San Gallo Est
  • N2 TI  Bellinzona (fase 1)
  • N2 TI  Campaccio
  • N3 ZH  Ponte sulla Limmat, ripristino
  • N9 VS  Zwischenbergen galleria Casermetta
  • N13 GR  Rothenbrunnen – Vial

Proseguiranno inoltre i lavori principali in corso sui seguenti tronchi:

  • N1 GE  Svincolo Grand-Saconnex
  • N1 AG  Valle della Reuss – Neuenhof
  • N1 ZH  Zurigo Unterstrass – Zurigo Est (galleria artificiale di Schwamendingen)
  • N1 ZH  Effretikon – Ohringen (corsia dinamica)
  • N2 BS  Tangente est di Basilea
  • N2 BL  Sissach – Eptingen
  • N2 LU  Reiden – Sursee
  • N2 NW  Galleria dell’Acheregg – viadotto del Lopper
  • N2 UR  Amsteg – Göschenen
  • N2 TI  Centro di controllo traffico pesante di Giornico
  • N3 GL  Weesen – Murg (Kerenzerberg)
  • N4 SZ  Küssnacht – Brunnen
  • N5 BE  La Neuveville – Bienne Ovest
  • N6 BE  Berna Wankdorf – Muri (corsia dinamica)
  • N8 BE  Interlaken Est – Brienz
  • N9 VD  Vennes – Chexbres
  • N9 VS  Martigny e dintorni
  • N9 VS  Mittenbäch
  • N14 LU/AG/ZG Buchrain – Rütihof

Per informazioni dettagliate su tutti i maggiori progetti riguardanti la rete delle strade nazionali: www.autostradasvizzera.ch.

PROSTRA e grandi opere

Nel 2022 saranno disponibili complessivamente 420 milioni di franchi per progetti del Programma di sviluppo strategico strade nazionali (PROSTRA) nonché per grandi opere. Le risorse verranno investite in larga misura per la realizzazione della seconda canna della galleria autostradale del San Gottardo, l’ampliamento a tre corsie per senso di marcia della circonvallazione nord di Zurigo (N1), il passante di Lucerna (N2) e la circonvallazione di Le Locle (N20).

Manutenzione ordinaria

Oltre ai suddetti fondi, la Confederazione stanzierà circa 445 milioni di franchi per la manutenzione ordinaria (servizio invernale, cura delle aree verdi, ripristino dopo incidenti, pulizia ecc.) delle strade nazionali, volta ad assicurare la fruibilità quotidiana della rete.

Completamento della rete

Per le nuove opere nel 2022 saranno a disposizione 269 milioni di franchi, di cui le quote maggiori saranno assegnate ai seguenti Cantoni: Vallese (105 milioni), Obvaldo (10 milioni), Uri (9 milioni), Svitto (8 milioni).

Mancano ormai pochi tratti (circa 35 km) al completamento della rete nazionale progettata, un incarico condiviso fra Cantoni e Confederazione (rappresentata dall’Ufficio federale delle strade USTRA), nei rispettivi ruoli di committenza e alta vigilanza.

Hyundai Motor accelera la strategia di elettrificazione, puntando al 7% del mercato globale EV entro il 2030

Hyundai Motor Company ha svelato oggi una tabella di marcia strategica per accelerare la sua ambizione di elettrificazione mentre persegue un progresso sostenibile per l’azienda.

Il presidente e amministratore delegato Jaehoon Chang e altri dirigenti hanno presentato i piani agli azionisti e agli investitori, e ad altre varie parti interessate al forum virtuale ‘2022 CEO Investor Day’. L’azienda ha anche svelato gli obiettivi per le vendite e le prestazioni finanziarie da raggiungere entro il 2030.

La tabella di marcia per il veicolo elettrico a batteria (BEV) di Hyundai è supportata da: rafforzamento delle line-up BEV, ottimizzazione della capacità produttiva e garanzia di competitività hardware e software. Secondo il piano, l’azienda mira ad aumentare le vendite annuali globali di BEV a 1,87 milioni di unità e ad assicurare un livello del 7% di quota di mercato globale entro il 2030.

Hyundai ha anche presentato i suoi obiettivi finanziari a medio e lungo termine. L’azienda ha stanziato 95,5 trilioni di KRW di investimenti per le attività future entro il 2030, compresi 19,4 trilioni di KRW per l’elettrificazione e 12 trilioni di KRW per le capacità software.

Entro il 2030, Hyundai mira anche a raggiungere un margine di profitto operativo del 10 per cento o superiore nelle attività EV, migliorando la competitività nelle capacità hardware e software con una linea ampliata. Su base consolidata, mira ad assicurarsi un margine di profitto operativo del 10 per cento.

“Hyundai sta accelerando con successo la sua transizione verso l’elettrificazione e sta diventando un leader globale nei veicoli elettrici nonostante un ambiente commerciale difficile causato dalla carenza globale di chip e dalla pandemia in corso”, ha detto il presidente Chang. “Insieme ai nostri sforzi senza soluzione di continuità per migliorare il valore EV, Hyundai Motor continuerà a garantire la sua sostenibilità aziendale come ‘Mobility Solutions Provider’ attraverso tecnologie avanzate non solo di hardware ma anche di software.”

Rafforzare le line-up BEV
Hyundai Motor ha aumentato l’obiettivo di vendita annuale di BEV a 1,87 milioni di unità entro il 2030 dalle 560.000 unità precedentemente annunciate entro il 2025. L’azienda mira a prendere il 7% di quota di mercato nel mercato globale BEV.

Hyundai prevede di introdurre 17 modelli BEV; 11 modelli del marchio Hyundai insieme a sei modelli del marchio di lusso Genesis entro il 2030, cercando di espandere la gamma di veicoli BEV.

I nuovi modelli BEV di Hyundai includeranno tre modelli di berlina, sei SUV, un veicolo commerciale leggero e un nuovo tipo modello. Quest’anno, Hyundai inizia le vendite di IONIQ 6, seguita da IONIQ 7 nel 2024.

Per il marchio di lusso Genesis la line-up BEV è costituita da due autovetture e quattro SUV, tra cui il GV70 elettrificato che viene lanciato di quest’anno. A partire dal 2025, tutti i nuovi modelli lanciati da Genesis saranno elettrificati.

Ottimizzazione della capacità di produzione EV
Hyundai Motor mira a stabilire un processo di produzione ad alta efficienza per la produzione di BEV per accelerare la sua transizione verso l’elettrificazione. Hyundai Motor Global Innovation Center di Singapore (HMGICS), la pietra miliare per l’innovazione nella catena del valore della mobilità dell’azienda, costruirà una innovativa piattaforma produttiva incentrata sull’uomo. La piattaforma dovrebbe portare un’innovazione radicale nell’efficienza della produzione attraverso un sistema di produzione flessibile, un livello avanzato di automazione e la tecnologia digital twin. L’innovazione sarà estesa, in futuro, agli impianti globali.

Oltre agli impianti di produzione BEV esistenti che si trovano in Corea e nella Repubblica Ceca, Hyundai prevede di espandere gradualmente le sue basi di produzione BEV, a partire da un impianto indonesiano che ha recentemente iniziato a funzionare. L’impianto indonesiano inizierà la produzione di BEV quest’anno per contribuire ad espandere il volume di produzione.

Mentre le basi di produzione BEV si espandono, l’azienda sta cercando di aumentare il tasso di approvvigionamento locale di batterie attraverso alleanze strategiche con aziende di batterie nelle principali regioni, compresi gli Stati Uniti, per garantire una fornitura sufficiente di batterie. Attraverso queste alleanze, l’azienda si aspetta di ottenere più del 50% delle sue batterie al litio di prossima generazione per i BEV a partire dal 2025.

Inoltre, Hyundai diversificherà anche l’approvvigionamento delle batterie per consolidare la competitività dei futuri BEV. L’azienda si è assicurata una fornitura di batterie sufficiente per soddisfare i suoi obiettivi di vendita entro il 2023. Hyundai prevede di continuare la cooperazione con varie aziende di batterie con l’obiettivo di assicurare 170 GWh di batterie per i suoi modelli, compreso il marchio di lusso Genesis entro il 2030.

Per quanto riguarda le batterie di prossima generazione, come la batteria a stato solido, Hyundai sta collaborando con vari partner globali per migliorare la densità energetica e l’efficienza dei costi.

Assicurare la competitività di hardware e software
Hyundai Motor prevede di introdurre un’architettura modulare integrata (IMA), evoluta dalla piattaforma modulare globale elettrica (E-GMP) che è la base di IONIQ 5 e GV60, lanciata con successo nel 2021. L’IMA sarà utilizzata non solo come piattaforma BEV per i veicoli passeggeri di Hyundai Motor, ma anche come piattaforma esclusiva per i veicoli costruiti appositamente (PBV), contribuendo a semplificare i processi di produzione e ridurre i costi.

L’IMA è stata sviluppata per standardizzare non solo il telaio, ma anche il sistema di batterie e il motore. L’architettura innovativa può essere utilizzata per i modelli BEV in tutti i segmenti, migliorando l’autonomia di guida.

A differenza dell’attuale sistema di sviluppo BEV, che ha diversi tipi di pacchi batteria per ogni modello, IMA può essere dotatoa di pacchi batteria standardizzati da collegare in modo flessibile indipendentemente dal modello per migliorare l’efficienza dei costi. Attraverso il sistema cell-to-pack, la nuova architettura può garantire una sufficiente densità di energia e ridurre il tempo di ricarica.

Cinque tipi di motori standardizzati saranno anche installati su IMA secondo le esigenze del modello. Questo sistema modulare di motori può garantire la competitività in termini di costo e peso, nonché l’efficienza del motore.

Hyundai Motor si sforzerà anche di sviluppare architetture software per fornire un’esperienza soddisfacente per i clienti. L’azienda prevede di applicare un aggiornamento over-the-air (OTA) ai nuovi modelli che saranno lanciati a partire dalla fine del 2022, ed espanderlo a tutti i modelli Hyundai entro il 2025. Inoltre, il numero di unità di controllo integrate può essere ridotto di un terzo entro il 2030.

In termini di tecnologia di guida autonoma, l’Highway Driving Pilot (HDP), una funzione di guida autonoma di livello 3, sarà applicata alla Genesis G90 a partire dalla seconda metà di quest’anno. Motional, la joint venture di guida autonoma tra Hyundai Motor Group e Aptiv, prevede di espandere l’area di utilizzo di un robotaxi basato su IONIQ 5 dopo l’inizio del suo servizio commerciale nel 2023 e iniziare i servizi di consegna a guida autonoma quest’anno attraverso la partnership con Uber Eats.

Hyundai realizzerà la trasformazione del software espandendo le aree di business della mobilità, della connettività e di altri servizi basati sui dati, e migliorando la competitività del software. Per fare ciò, l’azienda stabilirà centri specializzati di eccellenza per lo sviluppo del software in Corea e all’estero.

Entro il 2030, l’azienda investirà un totale di 12 trilioni di KRW per aumentare la competitività nelle capacità del software, compresi 4,3 trilioni di KRW sullo sviluppo tecnologico, come la connettività e la guida autonoma, 4,8 trilioni di KRW sugli investimenti strategici per le startup e gli istituti di ricerca, e 2,9 trilioni di KRW sulla tecnologia dell’informazione e della comunicazione (ICT). Dopo il 2030, l’azienda punta al fatturato delle attività legate al software per raggiungere circa il 30 per cento delle vendite totali.

Obiettivi finanziari
Hyundai ha anche rivelato gli obiettivi finanziari a medio e lungo termine fino al 2030, compreso un investimento di 95,5 trilioni di KRW. Dell’investimento totale, 39,1 trilioni di KRW saranno destinati alla ricerca e allo sviluppo, e 43,6 trilioni di KRW alle spese di capitale per migliorare la competitività del business, mentre 12,8 trilioni di KRW saranno dedicati agli investimenti strategici.

Il piano di spesa di 95,5 trilioni di KRW include 19,4 trilioni di KRW per investimenti nel campo dell’elettrificazione per espandere la capacità di produzione di EV, costruire stazioni di ricarica e impegnarsi in alleanze tecnologiche strategiche.

Entro il 2030, Hyundai mira a raggiungere l’obiettivo di un margine di profitto operativo del 10 per cento o superiore nei veicoli elettrici aumentando il volume delle vendite e innovando la struttura dei costi. Il rafforzamento della linea EV, lo sviluppo di batterie efficienti di prossima generazione e l’IMA aiuteranno l’azienda a raggiungere i suoi obiettivi finanziari. Su base consolidata, l’azienda ha fissato l’obiettivo di un margine operativo del 10%.

Come la società ha condiviso all’inizio di quest’anno, Hyundai punta al 13~14 per cento di crescita del fatturato consolidato e al 5,5~6,5 per cento di margine operativo consolidato annuale nel 2022. L’azienda punta a vendite totali di veicoli di oltre 4,3 milioni di unità.

Hyundai Motor si sforza anche di aumentare il valore per gli azionisti attraverso una politica di ritorno favorevole al mercato. Nonostante le preoccupazioni per le incertezze dell’ambiente commerciale nel 2022, la società prevede di mantenere la sua politica di dividendi annuali allo stesso livello dello scorso anno.

Un ulteriore successo nel raggiungimento degli obiettivi di CO2: nel 2021 il BMW Group continua efficacemente il percorso di riduzione delle emissioni

Nel 2021, il BMW Group ha superato ancora una volta in modo significativo i suoi obiettivi europei di emissioni di CO2, proseguendo il suo costante percorso di riduzione delle emissioni. Con emissioni di circa 115,9 grammi per chilometro, secondo il WLTP, in base ad una stima interna l’azienda ha superato di circa dieci grammi l’obbiettivo della flotta di 126 grammi per chilometro nell’UE27+2 (UE, Norvegia, Islanda).

Le emissioni di CO2 della flotta sono state ulteriormente ridotte rispetto all’anno precedente: convertita al ciclo WLTP, la riduzione è stata di circa il 14%. I fattori chiave per il raggiungimento di tale obbiettivo sono state le maggiori vendite di veicoli elettrificati in Europa e aumenti significativi in termini di efficienza delle tecnologie di alimentazione convenzionale.

Nel 2021 Il BMW Group ha lanciato sul mercato due veicoli completamente elettrici di grande successo, la BMW iX e la BMW i4, la cui domanda sta superando le aspettative. In Europa, in particolare, c’è un forte interesse per l’elettromobilità: nel 2021, più di un veicolo su quattro nell’UE27+2 è stato completamente elettrico o ibrido plug-in. Questo successo può essere arricchito anche da due ulteriori traguardi che l’azienda ha raggiunto nel 2021: per la prima volta un veicolo completamente elettrico, la MINI Cooper SE*, è diventata il modello di maggior volume per uno dei marchi del BMW Group. A dicembre 2021 l’azienda ha anche consegnato il suo milionesimo veicolo elettrificato ad un cliente.

Il BMW Group mira a vendere più di 200.000 veicoli completamente elettrici nel 2022, almeno il doppio rispetto alle vendite del 2021. Quest’anno il lancio della versione puramente elettrica di altri due importanti modelli, la BMW i7 e la BMW iX1, aumenterà il numero totale e la percentuale di veicoli elettrificati venduti. Un fattore chiave è il sistema di produzione altamente flessibile e integrato che permette di costruire veicoli con un motore a combustione e modelli elettrici su un’unica linea. Nel 2022, il BMW Group produrrà almeno un veicolo completamente elettrico in ciascuno dei suoi stabilimenti in Germania.

Nel 2021, il BMW Group ha ancora una volta rafforzato i propri obiettivi per ridurre significativamente le emissioni di CO2 e si è anche impegnato a seguire un percorso per raggiungere l’obiettivo di 1,5 gradi per limitare il riscaldamento globale. Il BMW Group prevede di ridurre le emissioni di CO2 di ciascun veicolo di almeno il 40% entro il 2030. L’azienda è diventata la prima casa automobilistica tedesca a aderire alla campagna “Business Ambition for 1,5° C” lanciata dalla “Science-Based Targets Initiative” e si impegna a raggiungere l’obiettivo della completa neutralità climatica al più tardi entro il 2050.

Strade nazionali: il Consiglio federale adotta il limite di spesa per esercizio e manutenzione e propone ampliamenti mirati

In occasione della seduta del 26 gennaio 2022 il Consiglio federale ha fissato il limite di spesa 2024-2027 per l’esercizio, la manutenzione e gli adeguamenti relativi alle strade nazionali esistenti, per un totale di circa 8,4 miliardi di franchi. L’Esecutivo propone inoltre di inserire nella Fase di potenziamento 2023 del PROSTRA (Programma di sviluppo strategico delle strade nazionali) cinque progetti di ampliamento già cantierabili e richiede al Parlamento lo sblocco di 4,3 miliardi di franchi. Gli interventi sono finalizzati a incrementare la sicurezza stradale, ridurre l’impatto ambientale e migliorare la viabilità.

Le strade nazionali forniscono un importante contributo al sistema dei trasporti svizzero poiché, decongestionando la rete viaria secondaria di Cantoni, città e Comuni, creano le condizioni per promuovere trasporto pubblico e ciclabilità, oltre ad aumentare la sicurezza stradale, nelle aree densamente popolate.

Conservazione del valore della rete esistente

Per garantire un’infrastruttura autostradale efficiente occorre investire continuamente in esercizio, manutenzione e sistemazione. Questo significa ad esempio armonizzare e ammodernare gli impianti elettromeccanici, allestire impianti di gestione del traffico e stazioni di ricarica veloce per i veicoli elettrici o realizzare centri di controllo e aree di stazionamento per il traffico pesante. Occorre inoltre assicurare il servizio invernale, manutenzionare scarpate e spartitraffico, ripulire le condotte di drenaggio e le aree di sosta. I fondi servono anche a incrementare la sicurezza sulle strade e tutelare l’ambiente. Ne consegue un fabbisogno finanziario che va dai 2,086 ai 2,131 miliardi di franchi all’anno, per un totale di circa 8,4 miliardi nel quadriennio 2024-2027. La parte del leone, con costi compresi fra 1,113 e 1,139 miliardi di franchi all’anno, spetta alla conservazione del patrimonio infrastrutturale e impiantistico. In particolare, l’adeguamento a disposizioni di legge, norme e direttive vigenti richiede integrazioni strutturali dell’esistente (che rientrano nella voce «sistemazione intesa come interventi di adeguamento»), per un ammontare compreso fra i 539 e i 552 milioni di franchi annui. La restante somma, che va dai 434 ai 440 milioni di franchi all’anno, è destinata all’esercizio.

Ampliamenti mirati

La situazione attuale vede ampi tratti delle strade nazionali ormai al limite della capacità. La soluzione più immediata alle ineluttabili criticità future consiste nell’utilizzo più efficiente dell’infrastruttura esistente: in particolare si punta a estendere i sistemi segnaletici per la limitazione dinamica della velocità e a intervenire sul codice stradale, ad esempio consentendo il superamento a destra in caso di code o introducendo il principio di immissione «a cerniera» nei restringimenti di carreggiata. Nonostante l’utilità di tali interventi, sui tratti più fortemente congestionati sono necessari lavori di ampliamento, per evitare spostamenti di traffico verso la rete stradale subordinata, fenomeno che porta a un aumento dell’inquinamento acustico nelle aree residenziali e a una riduzione della sicurezza.

Gli interventi di ampliamento vengono pianificati e sottoposti a revisione quadriennale nell’ambito del PROSTRA. I cinque progetti N1 Wankdorf – Schönbühl, N1 Schönbühl – Kirchberg, N1 Rosenbergtunnel a San Gallo, N2 Rheintunnel a Basilea e N4 Fäsenstaubtunnel a Sciaffusa hanno raggiunto uno stadio molto avanzato e saranno cantierabili entro i prossimi quattro anni. Il Consiglio federale propone pertanto di inserirli nella Fase di potenziamento 2023 e di deliberarne definitivamente l’attuazione. A tal fine chiede al Parlamento un credito d’impegno di 4,002 miliardi di franchi lordi (prezzi aggiornati al 2020, IVA e rincaro esclusi). A questi si aggiungono 52 milioni per lo scambio di tracciato fra ferrovia e autostrada della Glattal, in coordinamento con la realizzazione della galleria ferroviaria di Brütten, e 300 milioni per la stesura degli altri progetti di ampliamento.

Razionalizzazione dei progetti di completamento della rete

La rete autostradale svizzera fu definita nel 1960 con il decreto federale concernente la rete delle strade nazionali (NEB). Mancano ormai poco meno di 40 chilometri al completamento, seppure dall’originaria progettazione i requisiti relativi a tracciati e configurazione delle autostrade siano fortemente cambiati. Il decreto prevedeva infatti il ricongiungimento fra N1 e N3 al centro della città di Zurigo, con la cosiddetta «ipsilon», ma tale soluzione oggi non appare più al passo coi tempi, per cui il tratto dovrà essere stralciato dal decreto NEB.

Routesuisse salue les investissements dans le réseau des routes nationales

routesuisse salue la volonté d’investir dans le réseau des routes nationales notamment afin de maintenir la fonctionnalité du réseau et pour éliminer les points noirs, tant en matière d’accidents que d’embouteillages. Les investissements prévus dans l’infrastructure routière nationale sont à la fois durables, bénéfiques pour la sécurité routière et nécessaires pour répondre aux besoins futurs d’une Suisse comptant bientôt 10 millions d’habitants.

Crédit-cadre 2024-27

Le Conseil fédéral propose un crédit-cadre de 8,433 milliards de francs pour la période de quatre ans allant de 2024 à 2027. L’entretien courant et le maintien de la substance d’une part (quelque 1,1 milliards de francs par an), ainsi que la mise aux normes des installations et l’adaptation des infrastructures d’autre part (plus de 500 millions de francs par an) constituent les investissements les plus importants prévus dans ce paquet. Enfin, environ 440 millions de francs par année seront investis en faveur de la sécurité et de la résilience du réseau routier national.

Etape d’aménagemen t 20 2 3

Les perspectives en matière de fluidité du trafic sont alarmantes : à l’horizon 2030 environ un quart du réseau des routes nationales sera frappé par des surcharges de trafic notables. La majorité de ces tronçons se situe dans les régions urbaines, où habitent et travaillent la majorité de la population. Pour limiter les embouteillages et réduire les nuisances dues au trafic ainsi que les accidents, il est nécessaire d’augmenter les capacités sur les tronçons concernés.

Les projets retenus par le Conseil fédéral sont les suivants : Wankdorf-Schönbühl et Schönbühl-Kirchberg à Berne ; Kreuzbleiche-Neudorf (3ème tube au tunnel de Rosenberg), Tunnel sous le Rhin à Bâle, 2ème tube du tunnel de Fäsenstaub. En plus, il propose d’intégrer trois projets repris des cantons sur les tronçons remis à la Confédération en 2018 : échangeur autoroutier de Bellinzone-Locarno, l’autoroute de l’Oberland zurichois et le contournement de Netstal. Les investissements correspondants s’élèvent à plus de 4,3 milliards de francs.

Position de routesuisse

routesuisse salue la volonté d’investir quelque 8,4 milliards de francs dans le maintien et l’amélioration du réseau existant, ainsi que 4,3 milliards de francs pour réaliser et planifier d’importants projets. Il est en effet essentiel de d’adapter nos routes nationales, véritable colonne vertébrale de la mobilité en Suisse, aux besoins et défis du 21ème siècle.

Face aux perspectives alarmantes présentées par le Conseil fédéral dans le rapport explicatif, la réalisation des projets adoptés par le Parlement dans un horizon de temps raisonnable constitue un défi pour la Confédération. A cet égard, Olivier Fantino, directeur de routesuisse : rappelle que « les projets d’augmentation des capacités permettent généralement de décharger le réseau secondaire et donc de réduire les accidents et les nuisances dues au trafic. » Il est donc particulièrement important de les réaliser rapidement, ainsi que de tenir compte des besoins spécifiques des cantons et régions concernées.

L’Ufficio federale dell’energia assegna il premio energetico svizzero Watt d’Or 2022

Nella serata di oggi, 6 gennaio 2022, l’Ufficio federale dell’energia assegna per la quindicesima volta il Watt d’Or, il rinomato premio nel settore dell’energia. I vincitori del 2022 sono: Le FFS (Categoria Tecnologie energetiche), Verora AG di Edlibach, Canton Zugo (Categoria Energie rinnovabili) e schaerraum ag di Horw, Canton Lucerna (Categoria Edifici e territorio). Il trofeo Watt d’Or, che riproduce una palla di neve, sarà consegnato ai vincitori da un’illustre giuria, presieduta per la prima volta dalla consigliera nazionale Susanne Vincenz-Stauffacher. A causa della pandemia, la premiazione si terrà in una cerchia molto ristretta, ma potrà essere seguita in livestreaming (www.wattdor.ch) via Internet.

Già oggi le imprese e le scuole universitarie svizzere innovative stanno mettendo in pratica con successo e determinazione i futuri scenari energetici. In loro onore, l’Ufficio federale dell’energia (UFE) ha istituito il premio Watt d’Or, sigillo di qualità per l’eccellenza in ambito energetico. Il premio Watt d’Or è stato assegnato per la prima volta nel 2007. L’obiettivo è di far conoscere prestazioni fuori dal comune nel settore dell’energia e di motivare in questo modo l’economia, la politica e il vasto pubblico a scoprire i vantaggi delle tecnologie energetiche d’avanguardia.

Il riconoscimento non prevede premi in denaro. Nel quadro del concorso Watt d’Or 2022, entro metà luglio 2021 sono stati inoltrati 31 progetti, valutati poi da un gruppo di esperti. Per la tornata finale sono stati selezionati 11 contributi. Tra questi, la giuria, presieduta per la prima volta da Susanne Vincenz-Stauffacher, ha selezionato i progetti vincitori nelle quattro categorie Watt d’Or. Quest’anno non c’è nessun vincitore nella categoria della mobilità.

I vincitori del Watt d’Or 2022

Categoria Tecnologie energetiche: FFS

FFS: consumo flessibile dell’energia elettrica in anticipo sui tempi- ridurre i picchi di consumo dell’orario cadenzato grazie a una gestione del carico intelligente. Le Ferrovie Federali Svizzere (FFS) se ne intendono di reti: in primo luogo la rete ferroviaria, che ogni giorno trasporta più di 800 000 passeggeri in tutto il Paese, e poi la rete elettrica. Le FFS hanno sono state tra le prime a svolgere un ruolo pionieristico nel settore dell’elettrificazione e da oltre cento anni gestiscono le proprie centrali e la propria rete elettrica. Con il ricorso alle tecnologie digitali, oggi esse compiono un ulteriore passo avanti nell’innovazione. Invece di realizzare ulteriori e costosi impianti di produzione di energia elettrica per coprire il consumo o, in gergo tecnico, il carico, le FFS si affidano a un sistema digitale di gestione del carico sviluppato internamente. In caso di picchi, che si verificano ripetutamente con l’orario cadenzato, il software disinserisce per un breve lasso di tempo il sistema di riscaldamento dei vagoni e degli scambi. Così facendo, le FFS rendono il consumo più flessibile e, in qualità di «prosumer», ottimizzano l’interazione con la produzione. Con questo sistema, le FFS saranno in grado entro il 2023 di controllare in modo flessibile 70 megawatt. Esse assumono così un ruolo esemplare anche per tutta la rete elettrica svizzera.

Categoria Energie rinnovabili: Verora AG

Sulle colline del Canton Zugo alcuni pionieri lavorano a tecnologie a emissioni negative. Il carbone vegetale della Verora AG permette di catturare il CO2 per secoli. Nella regione morenica di Menzingen/Neuheim si trova il germe delle ancora giovani tecnologie a emissioni negative (NET). Dal 2012 la Verora AG, un gruppo di agricoltori della regione zughese, vi produce carbone vegetale, partendo dagli scarti delle potature di alberi e arbusti rimasti allo stato naturale. L’impianto di pirolisi necessario per questo processo di lavorazione è stato sviluppato negli ultimi 10 anni dal team di Verora, che è riuscito a trasformare il prototipo dello spin-off universitario tedesco Pyreg GmbH in un impianto di produzione affidabile. il carbone vegetale riduce la formazione di gas serra durante la digestione delle mucche, se usato come additivo per i mangimi, diminuisce l’odore di ammoniaca nella stalla, aumenta il contenuto di nutrienti dei fertilizzanti e del compost, rende i terreni agricoli più resistenti e fertili e fissa in essi il CO2 per diversi secoli.

Categoria Edifici e territorio: schaerraum ag

Con il nuovo principio di pianificazione «RaumRaster» le costruzioni in legno diventano attrattive sotto il profilo economico rispetto all’edilizia convenzionale. A Horw (LU) la schaerraum ag ha realizzato l’edificio commerciale e residenziale «neuRaum», neutrale sotto il profilo climatico. L’edificio a più piani costruito con legno regionale eccelle grazie a un principio di pianificazione modulare, il RaumRaster. Uno «scheletro» di legno che poggia su fondamenta in calcestruzzo, in grado di reggere l’intero peso dell’edificio. Per la sua costruzione sono stati impiegati supporti modulari flessibili e combinabili con una dimensione di 3,5 × 3,5 × 3 metri. Grazie a questo principio, l’edificio è stato costruito in solo otto mesi. Anche la sofisticata impiantistica permette di risparmiare a livello di risorse ed energia e di conseguenza sui costi. In ogni abitazione, l’impiantistica domestica, incluso il bagno, il mobile con il lavandino, il riscaldamento, il raffreddamento e la ventilazione, viene inserita in un modulo prefabbricato. Grazie all’abbinamento intelligente della tecnologia climatica con pali energetici, pompa di calore e pannelli solari sul tetto e sulla tettoia nonché con un accumulatore a batteria, l’edificio produce circa il 50 per cento di energia in più rispetto a quella che consuma. Un metodo di costruzione molto economico permette infine di avere prezzi d’affitto di circa il 20 per cento inferiori alla media locale. In conclusione: il modello «RaumRaster» della schaerraum AG risulta essere un metodo promettente per la costruzione di case plurifamiliari in legno, rispettose del clima, senza spreco di risorse ed economiche.

Strade nazionali e ambiente: pubblicato il rapporto 2021 dell’USTRA

Le tematiche ambientali rivestono grande importanza nel settore delle strade nazionali, dove l’Ufficio federale delle strade (USTRA) promuove un intenso programma di misure ecologiche nel corso delle varie attività costruttive, manutentive e operative. Il rapporto Strade nazionali e ambiente 2021, oltre a illustrare gli sforzi compiuti e i risultati finora conseguiti, evidenzia in quali ambiti l’Ufficio intende sfruttare nuove potenzialità.

Tra gli esempi significativi rientrano protezione fonica, tutela delle acque, promozione della biodiversità lungo le autostrade, riciclo, riduzione del consumo energetico.

Protezione fonica

Per arginare la rumorosità causata dal traffico veicolare, principale fonte di inquinamento acustico in Svizzera, l’USTRA ha finora investito circa 3,1 miliardi di franchi in varie tipologie di misure lungo la rete delle strade nazionali. Si tratta di barriere e dune antirumore, pavimentazioni fonoassorbenti e rivestimenti insonorizzanti per muri di sostegno e imbocchi di gallerie, coperture e semicoperture autostradali. Ad oggi il 93 per cento dei 2254 km su cui si estende la rete è strutturato in modo da tutelare adeguatamente la popolazione da disagi acustici eccessivi.

Per i prossimi dieci anni circa l’USTRA ha in programma ulteriori interventi di mitigazione sonora per quasi 800 milioni di franchi, di cui la maggior parte destinata alla realizzazione di barriere a pannello o a terrapieno; su altri 500 chilometri si procederà inoltre alla sostituzione del manto stradale.

Tutela delle acque e delle falde freatiche

Le acque reflue stradali presentano un’elevata concentrazione di residui da abrasione di freni, pneumatici e asfalto e contengono inoltre ghiaia, sabbia e rifiuti. Prima di essere immesse in corsi e specchi d’acqua naturali vengono pertanto filtrate e trattate. Ogniqualvolta sia possibile l’USTRA punta sul metodo di «smaltimento a bordo strada»: l’acqua defluisce nel terreno adiacente scorrendo sulle cosiddette «banchine», dove si ripulisce tramite processi di deperimento naturali.

Se la capacità di assorbimento del suolo o lo spazio a disposizione sono insufficienti, l’USTRA installa appositi impianti di trattamento (SABA) che, al pari dei processi di filtraggio e infiltrazione naturali nel terreno, ripuliscono le acque reflue prima che confluiscano in un corso o specchio d’acqua. Ciascun impianto è in grado di trattare le acque di scarico di circa 4 chilometri di autostrada; a differenza dei depuratori riesce a trattenere anche i metalli pesanti. I SABA sono importanti altresì in caso di incidenti stradali: in presenza di prodotti infiammabili o chimici sulla carreggiata, le acque inquinate sono raccolte in bacini di acqua piovana con scolmatore e in vasche di accumulo, da cui vengono correttamente smaltite prima di raggiungere gli impianti di filtraggio.

Promozione della biodiversità

Quando ben curate, le aree verdi e le scarpate lungo le strade nazionali sono habitat preziosi per animali e piante. L’impegno dell’USTRA si concentra in particolare su accorgimenti intesi a collegare e valorizzare gli ambienti naturali di rettili, anfibi, insetti, uccelli e mammiferi: la massima espressione di questo tipo di interventi sono i ponti faunistici che passano sopra le autostrade, ma anche varchi minori per rettili e anfibi hanno un ruolo altrettanto importante.

Strategia energetica 2050 della Confederazione

In tema di energia l’USTRA è attivo su più fronti. In primo luogo si impegna ad attuare soluzioni per ridurre al minimo il proprio consumo energetico, per esempio dotando le gallerie di sistemi di ventilazione specifici o di illuminazione LED, già installata in oltre la metà dei circa 280 tunnel totali da attrezzare entro il 2030.

In secondo luogo l’Ufficio si appresta a varare un piano che consenta a terzi di utilizzare fabbricati ed elementi infrastrutturali siti lungo le strade nazionali per la produzione di energia rinnovabile, come ad esempio le barriere antirumore.

Infine, sull’intera rete è in corso l’installazione, a cura di gestori privati, di stazioni di ricarica veloce per i veicoli elettrici. L’iniziativa, di portata cruciale per incentivare la mobilità elettrica, prevede entro il 2030 di equipaggiare ciascuna delle complessive cento aree di sosta con quattro punti fast charge. Al momento la copertura è a quota 20.

1064 camion a CNG per Amazon

Dal produttore italiano di veicoli commerciali Iveco si lavora a pieno regime sulla linea di produzione dei veicoli a CNG: dalla linea esce un autocarro a CNG dopo l’altro. Infatti Amazon, il gigante americano del commercio online, ha ordinato ben 1064 camion alimentati a CNG! Il rivenditore online, che offre la più ampia scelta di libri, CD e video al mondo, negli USA ha già puntato su centinaia di autocarri a biogas per ridurre in modo sostenibile le emissioni di CO2 della sua flotta di distribuzione.

Amazon ha firmato anche in Europa una commessa storica di camion a CNG, che permette al colosso del commercio online di compiere un grande passo avanti verso il suo obiettivo di gestire una flotta per il trasporto completamente sostenibile nell’ambito del programma Amazon Freight Partner. Dei 1064 veicoli a CNG ordinati, è già stato consegnato un primo lotto di 216 unità Iveco S-Way a CNG. A partire dalla metà del 2022, altre 848 unità saranno consegnate ai partner di tutta Europa, che le utilizzeranno per conto di Amazon.

Tutti i 1064 camion a CNG montano modernissimi motori a gas naturale FPT Industrial Cursor-13, equipaggiati con serbatoi da 1052 litri, i più grandi in assoluto, con un’autonomia prevista di ben 620 chilometri tra un rifornimento e un altro. Gli 848 veicoli che verranno consegnati nel 2022 saranno dotati anche del cosiddetto «Iveco Driver Pal», l’assistente vocale di bordo all’avanguardia con funzioni Amazon-Alexa.

Gerrit Marx, Chief Executive Officer designato di Iveco Group, è soddisfatto: «Siamo all’avanguardia nelle tecnologie della propulsione a gas naturale da 25 anni e abbiamo sviluppato soluzioni che consentono agli operatori di ridurre notevolmente le emissioni fin da oggi. La collaborazione con aziende leader a livello mondiale come Amazon dimostra l’affidabilità dei nostri prodotti innovativi e il nostro impegno per raggiungere l’obiettivo di decarbonizzazione del settore dei trasporti entro il 2050.»

Gerrit puntualizza inoltre che da Iveco Group anche in futuro i motori a combustione alimentati con carburanti rinnovabili continueranno a svolgere un ruolo di apripista: «Infatti questa è l’unica soluzione praticabile, già ampiamente disponibile sul mercato per ridurre le emissioni. Tanto più che un camion a CNG alimentato a biogas può ridurre le emissioni di CO2 fino al 95 % in un’analisi well-to-wheel rispetto al diesel, contribuendo così in maniera efficace alla decarbonizzazione».

Fonte e Foto: CNG-Mobility

Spazi di circolazione per la mobilità lenta

 Il trasporto merci con microveicoli elettrici e cosiddette bici cargo è in piena espansione. Questa tendenza porta a impegnare ulteriormente lo spazio sulle strade urbane che, a parere del Consiglio federale, in futuro dovrà essere maggiormente sfruttato a favore della mobilità lenta. È quanto emerge da un rapporto stilato in adempimento dei postulati 18.4291 (Burkhart) e 15.4038 (Candinas) e del quale l’Esecutivo ha preso atto nella seduta del 10 dicembre 2021. Il documento contiene inoltre le linee guida da considerare per le fasi successive.

In città e agglomerati le strade sono sempre più affollate da veicoli di tipologie diverse che si contendono lo spazio disponibile, con un conseguente aumento del rischio di incidenti. Prendendo le mosse da alcuni interventi parlamentari, il Consiglio federale ha studiato in un apposito rapporto, ora disponibile, una serie di possibili strategie per ottimizzare l’utilizzo degli spazi ridotti e la convivenza dei differenti utenti stradali.

Obiettivi del Consiglio federale

Nel definire i lavori, il Governo persegue un triplice obiettivo.

  • Sostenibilità: riconoscere la crescente importanza dei veicoli a emissioni zero, meno ingombranti e più lenti, che aiutano a ridurre le emissioni di CO2 e sfruttare meglio gli spazi limitati.
  • Sicurezza: rendere la circolazione più sicura, con particolare riguardo alla ciclopedonalità, da favorire in fase di progettazione e realizzazione di infrastrutture stradali negli spazi ristretti delle città.
  • Regole chiare e trasparenti: puntare su soluzioni semplici e innovative per la classificazione dei veicoli e la definizione delle norme di utilizzo.

Alla luce di questi elementi l’Esecutivo propone le seguenti nuove disposizioni.

  • In linea di principio, il marciapiede rimane riservato ai pedoni, con l’estensione a monopattini, pattini a rotelle e altri mezzi non motorizzati privi di trazione elettrica.
  • Nelle aree ciclabili sono ammesse le biciclette classiche, semi e completamente elettriche. Dal punto di vista giuridico, questa categoria è costituita da microveicoli senza obbligo di patente, fino a 250 chili di peso (contro gli attuali 200) e un metro di larghezza, con velocità massima di 25 chilometri all’ora. Per le e-bike veloci è prevista una deroga: i modelli con pedalata assistita e velocità massima fino 45 chilometri all’ora potranno circolare sia in zone riservate alle bici sia su strada.
  • I veicoli elettrici con peso massimo di 450 chili (patente M o F) possono utilizzare la rete ciclabile senza superare il limite di 25 km/h.
  • Le persone con disabilità motoria e gli anziani potranno continuare a guidare appositi ciclomotori senza patente.
  • Come ad oggi, i microveicoli elettrici dovranno essere provvisti almeno di un manubrio o un’asta di appoggio e di due freni indipendenti. I mezzi non conformi a tali requisiti rimangono esclusi dalle strade pubbliche.

Prossimi passi

Il DATEC tradurrà queste linee di indirizzo in un piano normativo, valutando l’efficacia dei provvedimenti dal punto di vista operativo e organizzativo; partendo da queste basi preparerà un progetto di revisione del codice stradale.

Grazie a Powerpass, ŠKODA permette di accedere a una delle più grandi reti di ricarica della Svizzera e d’Europa

Mobilità elettrica in qualsiasi momento in tutta Europa: per i conducenti dello ŠKODA ENYAQ iV è un’esperienza semplice e comoda grazie a Powerpass. Un’unica app o un’unica carta RFID consentono di utilizzare in quasi tutti i paesi europei più di 260’000 punti di ricarica in una delle più grandi reti di ricarica d’Europa. Oltre 6’500 punti di ricarica si trovano in Svizzera e garantiscono la possibilità di eseguire la ricarica in modo comodo e semplice in tutto il Paese. E a questi si aggiungono anche le stazioni di ricarica rapida della rete IONITY, in fase di continuo ampliamento. La fatturazione avviene su base mensile. L’app permette di controllare in qualsiasi momento tutte le operazioni di ricarica e i costi e di gestire le proprie wallbox ŠKODA iV. 

Grazie a Powerpass, ŠKODA permette di accedere a una delle più grandi reti di ricarica della Svizzera e d'Europa - 211126 Powerpass mapa normal

Una gita da Zurigo a Genova o Lione? Chi guida uno ŠKODA ENYAQ iV può contare su un’autonomia fino a oltre 520 km nel ciclo WLTP e utilizzare la rete esistente di stazioni di ricarica lungo l’intero percorso. Anche per viaggi particolarmente lunghi attraverso l’Europa, come da Vienna ad Amsterdam, da Berlino a Nizza o da Firenze a Copenaghen non è più richiesta in anticipo una pianificazione dettagliata. La ricarica della batteria durante una pausa caffè di 15 minuti è sufficiente per percorrere il tratto fino al successivo punto di ricarica. L’app Powerpass di ŠKODA conosce le soste per la ricarica che meglio si adattano al percorso programmato.

Grazie all’app Powerpass, chi guida un modello ŠKODA iV può utilizzare con estrema facilità la più grande rete di ricarica rapida presente in Europa e Svizzera con oltre 2’000 colonne di ricarica, che assieme alle altre stazioni di ricarica pubbliche offre complessivamente più di 260’000 punti di ricarica. Come i servizi online mobili di ŠKODA Connect e le wallbox ŠKODA iV, il servizio Powerpass è un elemento del sistema ecologico ŠKODA iV, introdotto dalla casa automobilistica ceca contestualmente alla elettrificazione della sua gamma di modelli. Tramite un’unica app smartphone o un’unica carta RFID (RFID: Radio Frequency Identification) consente di eseguire una ricarica comoda e non complicata.

Accesso uniforme alle colonne di ricarica in tutta Europa, modalità di fatturazione trasparente
Oltre alle colonnine per la ricarica rapida della rete di ricarica europea IONITY, al cui ampliamento partecipano anche ŠKODA AUTO e il gruppo Volkswagen, si contano molti altri punti di ricarica pubblici di altri gestori. Anche per viaggi all’estero, l’utente non deve più preoccuparsi di carte o modalità di accesso differenti. Invece di essere gestito individualmente in ogni punto di ricarica, il servizio Powerpass viene gestito centralmente a un prezzo di mercato trasparente (corrente alternata, corrente continua, IONITY) ed è elencato nella fatturazione mensile, che fornisce una panoramica delle operazioni di ricarica e dei costi. Il servizio Powerpass di ŠKODA funziona con tariffe unitarie, a prescindere dalla stazione di ricarica presso la quale viene effettuata la ricarica. Gli acquirenti svizzeri dello ŠKODA ENYAQ iV usufruiscono dell’esenzione del canone nel corso del primo anno se optano per la tariffa «Charge faster».

Attivazione della carta RFID tramite l’app
La carta RFID, con la quale un utente Powerpass anche senza smartphone può autenticarsi contactless presso una colonna di ricarica, viene inviata gratuitamente per posta dal fornitore di elettricità Elli. Per questo è richiesta l’installazione preventiva dell’app e la registrazione a una tariffa. Il cliente può ordinare la carta tramite questa e collegarla quindi al proprio conto. Successivamente nell’app è possibile visualizzare in qualsiasi momento il modello tariffario attivato, i prezzi attuali della ricarica, le carte registrate e lo svolgimento delle operazioni di ricarica. Inoltre, tramite l’app è possibile effettuare anche la ricarica domestica presso una wallbox ŠKODA iV, se questa supporta un accesso remoto e l’attivazione delle operazioni di ricarica mediante le carte RFID.

Slancio alla mobilità a CNG con 1064 camion Amazon

Il gigante americano dell’e-commerce Amazon investe nella logistica a gas. Per rendere la consegna dei suoi pacchi più sostenibile possibile in Europa, Amazon ha ordinato a Iveco 1064 camion alimentati a CNG. Grazie al biogas, sono praticamente neutri in termini di CO2.

Il rivenditore online Amazon, che offre la più vasta scelta di libri, CD e video al mondo, utilizza già centinaia di camion a biogas per ridurre le emissioni di CO2 della sua flotta di distribuzione. Le esperienze positive con la mobilità a CNG hanno spinto la società statunitense a utilizzare questa tecnologia anche per le consegne in Europa. E, com’è tipico dell’America, in grande stile. Per questo Amazon ha ordinato 1064 Iveco S-Way con motore a CNG.

È già stata consegnata una prima partita di 216 motrici per semirimorchio con motore a CNG. Altre 848 unità saranno consegnate ai partner logistici di tutta Europa a partire dalla metà del 2022. Le emissioni di CO2 dei camion a CNG sono inferiori del 35% rispetto a quelle degli omologhi diesel della stessa categoria. «E un camion a CNG alimentato a biogas può ridurre le emissioni fino al 95% rispetto al diesel in un’analisi well-to-wheel, ossia dal pozzo di estrazione alla ruota», spiega Gerrit Marx, CEO designato di Iveco Group.

Utilizzando il biogas per i 1064 camion a CNG, il gigante dell’e-commerce mostra come chiudere i cicli in tutta Europa e contribuire in modo significativo alla protezione dell’ambiente. E questo al di là dei confini nazionali, perché le emissioni di CO2 non conoscono frontiere. In questo modo, da fanghi di depurazione e rifiuti organici si può ricavare nuova energia per il trasporto sostenibile di milioni di pacchi. Ciò che conta non è il tipo di propulsione, ma solo la provenienza dell’energia che, come nel caso del biogas, deve essere rinnovabile.

«La collaborazione con aziende leader a livello mondiale come Amazon dimostra inoltre l’affidabilità dei nostri prodotti innovativi e il nostro impegno a raggiungere l’obiettivo di decarbonizzazione del trasporto merci su strada entro il 2050», così Gerrit Marx sottolinea l’importante ruolo dei veicoli a CNG nel trasporto pesante, aggiungendo: «Questa è l’unica soluzione praticabile già ampiamente disponibile sul mercato per ridurre le emissioni.»

Lo hanno già riconosciuto anche in Svizzera diverse aziende, esperti di logistica e spedizionieri, che utilizzano veicoli a CNG e puntano sul biogas, un carburante nazionale privo di combustibili fossili.

Strategia 2.0: IONITY accelera l’espansione della propria rete di ricarica rapida

IONITY gestisce già oggi la più grande rete europea di stazioni di ricarica ad alte prestazioni accessibili alla maggior parte delle vetture elettriche. La joint venture sta ora accelerando il passo nella sua ulteriore espansione. Entro il 2025, il numero di sedi dovrebbe aumentare dalle circa 400 attuali a oltre 1.000. In prospettiva, saranno disponibili circa 7.000 punti di ricarica – più del quadruplo di quelli attuali (circa 1.500).

La rete IONITY utilizza lo standard di ricarica europeo Combined Charging System (CCS). Grazie alla tecnologia a 800 volt delle colonne di ricarica, la Porsche Taycan può ricaricarsi fino a raggiungere il suo pieno potenziale, pari a 270 kW. Utilizzando il Porsche Charging Service, i guidatori svizzeri di modelli Taycan si avvantaggiano anche di un prezzo uniforme e ridotto in modo significativo sulle stazioni di ricarica rapida IONITY, attualmente pari a 0,37 franchi svizzeri per chilowattora (0,33 euro all’estero).

«Stiamo sperimentando un aumento dell’elettromobilità e delle relative infrastrutture di ricarica ad alte prestazioni. In Porsche si prevede che entro il 2025 il 50% delle auto consegnate in tutto il mondo saranno parzialmente o interamente elettriche – e oltre l’80% alla fine del decennio. Investendo nella joint venture IONITY stiamo inviando a tutti i clienti il segnale importante che continueremo ad aumentare il comfort dell’elettromobilità», dice Oliver Blume, CEO di Porsche AG.

Gli azionisti di IONITY sono il Gruppo BMW, Mercedes Benz AG, Ford Motor Company, Hyundai Motors con KIA, il Gruppo Volkswagen con Audi e Porsche, e in futuro anche la società di investimenti Blackrock*.

La strategia IONITY 2.0: una rete più densa per una maggiore comodità
In futuro, i punti di ricarica IONITY saranno realizzati non solo sulle autostrade europee, ma anche presso le grandi città e lungo le strade federali di maggior traffico. In queste nuove stazioni il numero di punti di ricarica verrà aumentato da sei a dodici. Inoltre, ulteriori punti di ricarica verranno aggiunti alle sedi esistenti lungo i tragitti dove la domanda di ricarica è elevata.

Nell’ambito del concept rappresentativo «Oasis», IONITY vuole aumentare in modo significativo il comfort e l’assistenza. Rispetto a oggi, l’azienda intende pertanto acquisire in proprio più terreni, dove sorgeranno parchi di ricarica con proprie strutture di ristorazione e negozi associati.

Porsche Charging Service con quasi 200.000 punti di ricarica
Il Porsche Charging Service permette di accedere in tutto il mondo a punti di ricarica di fornitori diversi, tra cui IONITY. Attualmente sono collegati in 20 Paesi europei circa 200.000 punti di ricarica, di cui quasi 6.500 dotati di una potenza di ricarica DC superiore a 50 kW. La fatturazione centralizzata è gestita da Porsche. Oltre alla rete della joint venture IONITY, Porsche sta progettando proprie stazioni di ricarica rapida premium lungo le più importanti vie di traffico europee.

Nelle sedi Porsche Destination Charging, i clienti potranno ricaricare gratuitamente i propri modelli elettrici e ibridi plug-in Porsche in punti particolarmente popolari. Il programma fornisce già adesso oltre 2.700 punti di ricarica AC in oltre 70 Paesi, come ad esempio presso hotel selezionati, ristoranti, aeroporti, centri commerciali, club sportivi e porti turistici. Un’ulteriore espansione è in pieno svolgimento.

* La partecipazione alla joint venture è soggetta all’approvazione delle Autorità competenti.

Più apparecchi, minore consumo di elettricità

I frigoriferi, i computer o le lavatrici consumano sempre meno elettricità. È quanto emerge da un’analisi condotta sui grandi elettrodomestici e sui dispositivi elettronici venduti in Svizzera, commissionata dall’Ufficio federale dell’energia (UFE). Nel periodo in esame (2002-2020) il consumo totale di energia degli apparecchi è diminuito significativamente (-15,6%), e questo nonostante nello stesso intervallo di tempo il numero di apparecchi sia aumentato (+41,8%). I dati analizzati provengono dall’Associazione settoriale Svizzera per gli apparecchi elettrici per la casa e l’industria (FEA) e dall’Associazione economica svizzera della tecnica d’informazione, comunicazione e organizzazione (Swico).

Nel 2020 sono stati rilevati in Svizzera 49,5 milioni di grandi elettrodomestici e apparecchi IT, per ufficio e dell’elettronica d’intrattenimento, che insieme hanno consumato 6578 milioni di kWh di energia elettrica (11,8% del consumo di energia elettrica finale in Svizzera). Si tratta del 41,8 per cento in più di apparecchi rispetto al 2002 (34,9 mio. di unità). Tuttavia, il loro consumo di energia elettrica è inferiore di 1216 milioni di kWh (-15,6%) rispetto al 2002 (7794 mio. kWh).

Grazie ai grandi progressi tecnologici raggiunti, dal 2000 l’aumento dell’efficienza degli apparecchi IT, per ufficio e dell’elettronica d’intrattenimento (56,0%) è maggiore di quello dei grandi elettrodomestici (30,3% dal 2002). Lo dimostra anche il consumo specifico per apparecchio, calcolato sulla base del consumo medio di tutti gli apparecchi: per i grandi elettrodomestici è diminuito da 386 kWh a 276 kWh tra il 2002 e il 2020, mentre per i dispositivi elettronici è sceso da 129,8 kWh a 47,9 kWh tra il 2000 e il 2020.

Grandi elettrodomestici (dati 2002-2020)

  • Nel 2020 in Svizzera erano in uso circa 18,4 milioni di grandi elettrodomestici, ovvero il 36,0 per cento in più rispetto al 2002 (13,5 mio. di unità). Nello stesso periodo il loro consumo di energia è diminuito del 2,7%: da 5232 a 5090 milioni di kWh.
  • Dal 2002 si denota un considerevole aumento dell’efficienza energetica in tutte le categorie di apparecchi.
  • L’aumento di efficienza è di circa il 30%. Il maggiore utilizzo dovuto alla pandemia di coronavirus non è stato preso in considerazione.
  • Nella categoria dei grandi elettrodomestici, i maggiori energivori sono le cucine e i forni elettrici (1419 mio. kWh), gli apparecchi di refrigerazione (1042 mio. kWh) e le asciugatrici (800 mio. kWh).
  • Da marzo 2021 nell’UE valgono nuove etichette di efficienza energetica. Per quanto riguarda congelatori e frigoriferi, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie e display elettronici (televisori, schermi), le nuove etichette torneranno a fare un distinguo solo tra le classi A – G, quindi senza le estensioni +. Anche in Svizzera queste nuove etichette sono state introdotte da marzo 2021, con un periodo di transizione valido sino alla fine del 2021. Ci si aspetta che questo cambiamento porterà ad un ulteriore sviluppo positivo dell’efficienza degli apparecchi elettrici.

Apparecchi IT, per ufficio e dell’elettronica d’intrattenimento (dati 2000- 2020)

  • Nel 2020 in Svizzera erano in uso circa 31,0 milioni di apparecchi IT, per ufficio e dell’elettronica d’intrattenimento, ovvero il 54,3 per cento in più rispetto al 2000 (20,1 mio. di unità). Nonostante le prestazioni più elevate e un maggiore periodo di utilizzo, nello stesso intervallo di tempo il loro consumo di energia è diminuito del 43,0 per cento, passando da 2612 a 1488 milioni di kWh.
  • Nel segmento dell’intrattenimento (TV, video e set-top box), l’efficienza energetica è aumentata notevolmente tra il 2000 e il 2020 (+55,4%). Ma c’è un però: la quota di televisori di grandi dimensioni (diagonale dello schermo superiore a 32 pollici) è un fattore di incremento dei consumi. Tali apparecchi necessitano di più energia per superficie, poiché dispongono di funzioni supplementari.
  • Nel segmento degli apparecchi IT, tra il 2000 e il 2020 tutte le categorie di dispositivi sono diventate più parsimoniose in termini di consumo energetico (+50,2%).
  • Grazie all’aumento di efficienza conseguito, nel 2020 il consumo di energia degli apparecchi IT, per ufficio e dell’elettronica d’intrattenimento è stato di 1862 milioni di kWh (55,1%) inferiore al consumo estrapolato per uno stesso numero di apparecchi con il grado di efficienza del 2000.
  • Le ragioni del notevole calo del consumo sono da ricercare nei progressi tecnologici ma anche nelle mutate preferenze dei consumatori (minori acquisti di desktop, in compenso più laptop e tablet), nell’introduzione di requisiti minimi per il consumo in modalità stand-by o nell’effetto dell’introduzione di etichetteEnergia o marchi come «Energy Star».
  • L’aumento delle vendite più consistente rispetto al 2000 è stato registrato nell’ambito dei notebook (+ 5,3 mio.), dei tablet (+4,6 mio.) e dei set-top box (+3 mio.).
  • Risalta il forte aumento per quanto riguarda gli schermi (+12,8%) rispetto al 2019. Uno dei motivi di questo aumento potrebbe risiedere nell’obbligo di telelavoro introdotto nell’anno di pandemia 2020. Nel 2020 sono state maggiori rispetto all’anno precedente anche le vendite di notebook (+2,2%) e proiettori (+3,3%).

Bosch amplia il proprio portfolio di prodotti per la mobilità a idrogeno

Bosch ha ampliato il proprio portfolio di prodotti per la mobilità a idrogeno aggiungendo componenti per i sistemi di stoccaggio, come le valvole o i regolatori di pressione dei serbatoi. A questo scopo, il fornitore di tecnologie e servizi ha intrapreso una partnership tecnologica con l’azienda italiana OMB Saleri, grazie alla quale i prodotti verranno ulteriormente sviluppati. “Nella corsa per arrivare alla neutralità climatica, l’idrogeno rappresenta un elemento importante del mix di sistemi di propulsione del futuro” ha dichiarato Uwe Gackstatter, presidente della divisione Bosch Powertrain Solutions. “La collaborazione con OMB Saleri ci permetterà di offrire componenti per i serbatoi a idrogeno per la produzione di massa. “

L’obiettivo è il mercato globale per le soluzioni di rifornimento di idrogeno
La domanda di sistemi di propulsione alimentati a idrogeno crescerà fortemente nei prossimi anni, in particolare, per i veicoli commerciali. Bosch prevede che, entro il 2030, circa uno su otto dei nuovi veicoli commerciali immatricolati nel mondo saranno alimentati dalla cella a combustibile. Con l’accordo sottoscritto, Bosch e OMB Saleri giocheranno un ruolo da protagonisti nella fornitura di componenti per gli impianti di rifornimento a idrogeno. La loro collaborazione include un accordo per la concessione in licenza e lo sviluppo di diversi prodotti legati alle soluzioni per lo stoccaggio dell’idrogeno a pressioni comprese tra i 350 e i 700 bar. I team di ingegneri delle due parti laveranno per sviluppare ulteriormente i prodotti esistenti con lo scopo di ottimizzarli per la produzione di massa.

L’esperienza di Bosch e OMB Saleri insieme
Questa collaborazione unisce il know-how dei due partner. L’azienda italiana di tecnologia OMB Saleri, con sede a Brescia, è considerata uno dei maggiori esperti mondiali in componenti per soluzioni di stoccaggio dell’idrogeno. In quanto partner, Bosch beneficerà dell’esperienza ingegneristica, di una moderna infrastruttura di test e banchi di prova per l’H2 e di componenti che hanno già dimostrato il loro valore nelle applicazioni iniziali. In cambio, Bosch porterà la propria esperienza nella commercializzazione di prodotti innovativi, oltre a una rete globale di sviluppo e produzione in grandi volumi.

Bosch lavora alle celle a combustibile mobili e fisse
Bosch ritiene che l’idrogeno abbia un futuro assicurato come vettore di energia e sta investendo fortemente in quest’area. Tra quest’anno e il 2024, l’azienda investirà complessivamente circa 600 milioni di euro nelle applicazioni fuel cell per la mobilità e altri 400 milioni di euro in quelle stazionarie per la generazione di elettricità e calore. Il portfolio per i veicoli spazia da singoli sensori a componenti essenziali come il compressore elettrico e le pile, fino a moduli fuel cell completi.

Migros sulla buona strada per il traguardo climatico con il biogas

Migros Basilea apre una propria stazione di rifornimento di biogas per essere ancora più sostenibile in futuro. Grazie a camion a biogas, il gigante arancione sull’ansa del Reno compie un grande passo in avanti verso un’economia circolare e un trasporto CO2-neutro. E la flotta a biogas continuerà a crescere.

Entro il 2030 la Cooperativa Migros Basilea ridurrà le emissioni di CO2 della propria flotta di veicoli commerciali dell’80%. Oltre all’ottimizzazione delle rotte di trasporto e dello sfruttamento dei veicoli, ciò avverrà anche attraverso un rinnovamento della flotta. Oltre 30 camion diesel saranno progressivamente sostituiti da tecnologie di propulsione alternative. Oltre a un camion elettrico e, di recente, uno a idrogeno, il rivenditore al dettaglio svizzero punta anche su cinque camion e un furgone a biogas. E poiché la flotta di biogas continuerà a crescere fino al 2030, è stata messa in funzione ora una propria stazione di rifornimento di biogas nello stabilimento della centrale operativa di Münchenstein BL.

«L’obiettivo primario è ridurre i viaggi al minimo indispensabile e, in ogni caso, minimizzare le emissioni di CO2. Per questo motivo, nei prossimi anni rinnoveremo via via la nostra flotta di camion», spiega Pierre Müller, direttore della logistica di Migros Basilea. E aggiunge: «L’impiego definisce la rispettiva tecnologia di propulsione. Sarebbe sbagliato credere che una sola tecnologia di propulsione possa essere una panacea!» Certo, sui tragitti più brevi in città, compresi tra 10 e 200 chilometri al giorno, si preferisce la propulsione elettrica, ma per i tragitti più lunghi i camion a CNG alimentati a biogas sono la soluzione ideale. Pertanto, nell’ambito del rinnovamento della flotta entro il 2030 si prevedono 5 camion a idrogeno, 12 elettrici e 12 a biogas.

«I costi aggiuntivi rispetto ai camion diesel sono assolutamente contenuti, soprattutto per i veicoli a biogas. I camion elettrici sono molto più costosi e i camion a idrogeno sono disponibili solo in modalità “pay per use”», afferma Müller. Per quanto riguarda il biogas, l’esperto di logistica ha addirittura un ulteriore vantaggio: quello di poter chiudere i cicli. Il biogas nasce dalla fermentazione di resti biogeni come scarti di carne e verdure e in futuro sarà prodotto anche con i prodotti invenduti delle filiali Migros. «I prodotti che non possiamo fornire a organizzazioni benefiche vengono quindi destinati a un altro scopo utile e utilizzati per la propulsione dei nostri camion alimentati a gas», afferma soddisfatto Pierre Müller. Ogni anno circa 2000 tonnellate di biomassa possono così essere impiegate in modo sensato. In questo modo si riduce la quantità di rifiuti, si risparmiano costi di smaltimento e la biomassa viene immessa nell’economia circolare, anziché bruciata inutilmente in un inceneritore: una situazione assolutamente vantaggiosa per tutti!

Ulteriori esempi di aziende di trasporto e spedizione che puntano sul biogas, carburante nazionale privo di combustibili fossili, nonché informazioni generali sull’economia circolare e notizie attuali sulla mobilità a CNG sono disponibili sulla piattaforma informativa trilingue www.cng-mobility.ch. E chi vuole mettersi al volante di un camion a biogas può farlo alla Transport-CH, la principale fiera del settore dei trasporti in Svizzera, che si terrà a Berna dal 10 al 13 novembre 2021. In un «test drive» vi è l’opportunità unica di toccare con mano questa forma di propulsione sostenibile che, grazie al biogas svizzero, consente di giungere a destinazione con emissioni neutre anche con un camion di grandi dimensioni.

«transport-CH»: Volkswagen Veicoli Commerciali presenta la sua gamma di modelli al completo a Berna

Dal 10 al 13 novembre 2021, l’area del BERNEXPO ospita l’undicesima edizione di «transport-CH», il salone svizzero dedicato ai veicoli commerciali, che per quattro giorni diventa il punto d’incontro di tutto il settore. Al padiglione 3.0 presso lo stand B002, Volkswagen Veicoli Commerciali sfoggia l’intera gamma di modelli, dal nuovo Caddy al Transporter 6.1. Il Caddy, completamente rivisitato, si presenta al «transport-CH» nella sua veste più versatile come Combi e Cargo Maxi. Per la prima volta il tuttofare è basato sul pianale modulare trasversale (MQB), impiegato anche nella Golf 8. Questo permette l’integrazione nel Caddy di numerose nuove tecnologie e lo rende ancora più pratico, efficiente e superlativo, trasformandolo al tempo stesso in uno smartphone su ruote.

Volkswagen Veicoli Commerciali porta al salone tutta la sua gamma di modelli Commerce, dal nuovo Caddy all’e-Crafter, passando per il Transporter 6.1. Nel padiglione 3.0 allo stand B002, su una superficie di 700 m2 circa, sono esposti 8 veicoli, tra cui il Caddy in versione completamente rivisitata. Prodotto in più di tre milioni di esemplari in oltre 40 anni, il Caddy si annovera tra i van più piccoli in assoluto e offre la massima versatilità anche con l’ultima generazione. Ogni dettaglio è stato completamente rivoluzionato. Per la prima volta, questo bestseller si basa sul pianale modulare trasversale (MQB), grazie al quale la nuova serie prevede l’integrazione di tecnologie di alto livello. Gli innovativi sistemi di assistenza aumentano la sicurezza e il comfort, i sistemi di infotainment interconnessi e i sistemi operativi digitalizzati trasformano il Caddy in uno smartphone su quattro ruote e la nuova tecnologia «twin dosing» consente ai motori turbodiesel (TDI da 75, 102 e 122 CV) di funzionare con un’efficienza mai vista prima d’ora. In alternativa è disponibile anche il motore a benzina TSI da 114 CV con disattivazione dei cilindri, altrettanto efficiente e sostenibile. Prossimamente, a completare l’offerta si aggiungerà il motore a gas naturale sovralimentato (TGI).

Un altro attesissimo protagonista firmato Volkswagen Veicoli Commerciali è il Transporter 6.1, che offre una postazione di lavoro digitalizzata, funzioni di guida parzialmente automatizzate e un’ampia gamma di sistemi di assistenza, comprendenti numerose opzioni per la sicurezza e il comfort, a seconda delle esigenze del cliente. Dall’assistenza al mantenimento della corsia «Lane Assist», al «Front Assist» con funzione di frenata d’emergenza City, fino alla regolazione automatica della distanza ACC con limitatore di velocità, il Transporter 6.1 dispone di tutti gli strumenti per innalzare gli standard di sicurezza nel segmento dei veicoli commerciali leggeri, tanto che quest’anno è stato dichiarato il van più sicuro dal consorzio Euro NCAP.

Le tante sovrastrutture e gli allestimenti esposti presso lo stand mostrano magistralmente l’incredibile varietà delle soluzioni di trasporto realizzabili con i modelli Volkswagen Veicoli Commerciali. A Berna sono esposti due Transporter 6.1 Furgone, uno con l’allestimento interno da veicolo per trasporti refrigerati di Fröhlich e l’altro con l’allestimento interno di Bott, un pianale di fabbrica, un 9 posti destinato al trasporto di persone, completo di rampa Warpel per l’accesso delle sedie a rotelle, e un cassone con rampa di Baldinger. L’e-Crafter completamente elettrico con cassone ribaltabile Ariva mostra un ulteriore allestimento interessante. Il Caddy Cargo con passo lungo è esposto con l’allestimento interno di Sortimo. 

Lidl Svizzera: ulteriore netta riduzione dell’impronta carbonica

A Lidl Svizzera è stato conferito per la sesta volta il marchio CO2 NEUTRAL di Swiss Climate ed è riuscita a ridurre ancora notevolmente le emissioni di CO2 aziendali. L’impresa di commercio al dettaglio riduce la sua impronta carbonica di un ulteriore 11 percento.

Lidl Svizzera lavora con una gestione della CO2 che, tra le altre cose, rileva annualmente l’impronta carbonica aziendale, sviluppa e adotta provvedimenti volti alla riduzione e compensa le emissioni di gas serra aziendali rimanenti. Dal 2019 Lidl Svizzera rileva inoltre l’impronta carbonica complessiva, quindi anche le emissioni risultanti dall’assortimento. Dal 2016 Lidl Svizzera opera a impatto aziendale neutro in termini di CO2 e per questo viene certificata annualmente con il marchio CO2 NEUTRAL di Swiss Climate.

I risultati si vedono: Lidl Svizzera si è classificata al 9° posto nella classifica “aziende rispettose del clima in Svizzera nel 2021” di Bilanz, Le Temps e dell’istituto statistico Statista.

Tra i motivi della riduzione dell’impronta carbonica dell’11 percento c’è ad esempio la riduzione dei refrigeranti sintetici nella refrigerazione dei prodotti. Lidl Svizzera sostituisce sistematicamente i refrigeranti sintetici, dall’elevato potenziale di gas serra, con refrigeranti naturali ed ecologici. Lidl Svizzera ha ridotto inoltre i trasporti con veicoli aziendali.

Verso la sostenibilità con efficienza

Essendo uno smart discount, efficienza e semplicità sono le competenze chiave di Lidl Svizzera. Solo la massima efficienza consente di ottenere uno straordinario rapporto qualità-prezzo. La massima efficienza favorisce inoltre in modo sostenibile l’ambiente e il clima. I processi ottimizzati evitano lo spreco sconsiderato di chilometri logistici, materiali riciclabili, mezzi di produzione, alimenti o energia.

Ecco come Lidl Svizzera è diventata la prima impresa di commercio al dettaglio svizzera nella grande distribuzione in cui tutte le filiali e i centri di distribuzione sono stati certificati conformemente alla norma ISO 50001 relativa all’efficienza energetica.

Iniziativa Science Based Targets

Per Lidl Svizzera, un commercio sostenibile è uno degli obiettivi fondamentali per un futuro degno di essere vissuto. Grazie allo sviluppo di una strategia climatica e ad obiettivi climatici concreti, basati sul metodo dei Science Based Targets, Lidl Svizzera compie ora coerentemente il prossimo importante passo verso la protezione del clima. Ciò contribuisce notevolmente al rispetto dell’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici che mira a limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi Celsius.

Già ad agosto 2020 il Gruppo Schwarz, che rappresenta tutta la società, ha aderito ufficialmente all’Iniziativa Science Based Targets e si è impegnato a formulare obiettivi climatici scientificamente convalidati, i cosiddetti Science Based Targets, che sono ora stati promossi dall’Iniziativa Science Based Targets. Entro il 2030, in tutti i paesi Lidl ridurrà le emissioni aziendali dell’80 percento (rispetto al 2019). Essendo uno dei maggiori dettaglianti alimentari, sotto l’egida del Gruppo Schwarz Lidl può fornire un contributo misurabile alla protezione climatica e al raggiungimento dell’obiettivo.

In quanto parte del Gruppo Schwarz, anche Lidl Svizzera ha definito obiettivi e misure concrete, sulla base dei bilanci climatici a disposizione, i quali mirano a ridurre costantemente le emissioni di CO2 in azienda e nella catena di fornitura. Nell’ambito della propria strategia climatica Lidl segue l’approccio mirato innanzitutto a evitare, poi a ridurre e laddove impossibile altrimenti a compensare le emissioni. Gli obiettivi si basano sui Science Based Targets convalidati del Gruppo Schwarz.

La gestione dei parcheggi come chiave di volta per la mobilità negli agglomerati

 La rete dei trasporti svizzera mostra sempre di più i suoi limiti: nelle città e negli agglomerati, nelle ore di punta si formano ingorghi e i treni sono sovraffollati. La gestione dei parcheggi può contribuire a far sì che i centri continuino a essere ben accessibili. È quanto emerge da un nuovo studio dell’Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE).

Lo studio ha analizzato quali fattori vengono ritenuti importanti in relazione alla gestione dei parcheggi. Sulla base di esempi concreti sono stati presentati in modo approfondito procedure e soluzioni sensate, nonché il potenziale e i limiti della gestione dei parcheggi nei diversi tipi di agglomerato.

La gestione dei parcheggi influenza il trasporto individuale motorizzato (TIM), ad esempio a seguito della determinazione sul territorio del numero di parcheggi e della loro relativa ubicazione o gestione. A livello regionale, il TIM può essere raggruppato con impianti P+R o piattaforme dei trasporti e il traffico legato alla ricerca di un parcheggio può essere coordinato tramite un sistema di gestione. Lo studio è giunto alla conclusione che solo mediante approcci che considerano la strada e la ferrovia nonché le particolari strutture insediative è possibile facilitare la risoluzione dei problemi di traffico negli agglomerati.

Il programma Traffico d’agglomerato offre la possibilità a Confederazione, Cantoni, città e Comuni di gestire congiuntamente, in base alle proprie responsabilità, lo sviluppo delle infrastrutture di trasporto negli agglomerati. Il Piano settoriale dei trasporti e il programma Traffico d’agglomerato della Confederazione definiscono inoltre il perimetro entro cui elaborare e attuare misure concrete.

Lo studio sulla gestione dei parcheggi rientra nella serie di rapporti dell’ARE dedicati alla «Gestione della mobilità negli agglomerati». Gli altri rapporti sulla tematica menzionata riguardano le interfacce tra reti nazionali, regionali e locali negli agglomerati nonché gli effetti dei cambiamenti strutturali negli insediamenti sui trasporti.

I risultati più importanti sono stati riassunti in una pubblicazione finale che offre pure una buona panoramica sui tre studi di base, corredata da sette schede informative su singole tematiche specifiche.

Fonte: Admin.ch

PoLuMe: terminata la fase di affinamento del progetto generale

Mercoledì 22 settembre a Melano si è di nuovo riunita la Commissione di accompagnamento politico del progetto di potenziamento dell’autostrada da Lugano a Mendrisio (PoLuMe) mediante l’utilizzo dinamico della corsia di emergenza. Oltre all’Ufficio federale delle strade (USTRA) hanno partecipato i rappresentanti del Cantone, delle Commissioni regionali dei trasporti del Mendrisiotto e del Luganese e dei Comuni direttamente toccati dal progetto. Obbiettivi dell’incontro: informare in merito alle prese di posizione degli enti coinvolti, discutere sugli approfondimenti richiesti e sui miglioramenti apportati da USTRA e chiarire il successivo iter di approvazione del progetto.

Delle principali richieste di approfondimento scaturite dalla consultazione cantonale della scorsa primavera, USTRA ha in particolare analizzato e presentato quelle depositate dal Consiglio di Stato ticinese. Le ulteriori verifiche effettuate hanno permesso di confermare la necessità di realizzare un nuovo svincolo tra Mendrisio e Lugano sud e di confermarne la posizione di Melano come la più idonea ed efficace. Senza tale svincolo, l’evoluzione del traffico all’orizzonte 2040 porterebbe infatti un importante aumento di passaggi di veicoli lungo la strada cantonale di tutti i comuni coinvolti, specialmente nel comune di Melano.

Per quanto riguarda lo svincolo di Melano, sono state individuate delle soluzioni che permettono un suo miglior inserimento paesaggistico, grazie alla parziale copertura delle rampe e della rotonda nella zona di interscambio con la strada cantonale.

I piani presentati hanno inoltre dimostrato che il progetto PoLuMe permette, in una fase successiva, di spostare in galleria anche il tracciato da Melano nord a Mendrisio.

L’incontro ha pure permesso di spiegare come le osservazioni inoltrate dalle Commissioni regionali dei trasporti e dai Comuni durante la consultazione cantonale hanno potuto essere integrate da USTRA nel progetto generale rifinito.

I funzionari cantonali presenti hanno infine riferito del parere positivo del Consiglio di Stato sulle migliorie apportate al progetto PoLuMe durante la fase di affinamento e del suo sostegno alla continuazione della procedura di approvazione.

 

A breve sarà pertanto avviata la consultazione degli Uffici federali. Se tutto procederà come previsto, il Consiglio federale dovrebbe poter approvare il progetto generale verso la fine del 2022.

Nel frattempo USTRA si è dichiarata disponibile per approfondire alcune osservazioni più puntuali durante degli incontri bilaterali con i Comuni, mentre ulteriori aspetti potranno essere meglio sviluppati nelle successive fasi di elaborazione del progetto.

Meno morti e feriti gravi sulle strade svizzere

Nella prima metà del 2021 hanno perso la vita sulle strade svizzere complessivamente 86 persone, 14 in meno rispetto ai primi sei mesi del 2020. Cala anche il numero di feriti gravi, da 1690 a 1579, mentre perdura la crescita di quello degli infortunati gravi fra gli e-biker. È quanto si ricava dalle statistiche semestrali sull’incidentalità stradale curate dall’Ufficio federale delle strade (USTRA).

Netta diminuzione dell’incidentalità grave sulle strade svizzere nel primo semestre di quest’anno rispetto allo stesso periodo di quello precedente: i morti sono 86 (2020: 100), i feriti gravi 1579 (2020: 1690).

Occupanti di autovetture

Diminuiscono i decessi fra chi viaggia in automobile, che da 37 passano a 27. I feriti gravi sono 274 (2020: 294): gli incidenti sono stati provocati principalmente da sbandamento e perdita di controllo del veicolo.
Nei sinistri in cui la responsabilità è presumibilmente della persona infortunata gravemente si osserva una diminuzione dell’influsso dell’alcol e un incremento dell’eccesso di velocità come causa principale.

Motociclisti

In questa categoria si registrano 18 morti (2020: 17) e 423 feriti gravi (2020: 437). Si rileva un netto aumento degli infortunati gravi nella fascia di età tra 45 e 54 anni (da 64 a 89), a fronte di un calo significativo tra i 35-44enni (da 71 a 57) e i 55-64enni (da 100 a 71). Sul totale registrato, 103 sono allievi conducenti (2020: 84), di cui 32 hanno ottenuto la patente secondo la vecchia modalità (accesso diretto alla categoria superiore).

La maggior parte degli episodi è conseguenza di sbandamento o perdita di controllo del mezzo oppure si verifica durante una manovra di svolta. In caso di presunta responsabilità dell’infortunato grave, le cause più frequenti sono distrazione e disattenzione nonché mancato adeguamento della velocità.

Pedoni

15 pedoni (2020: 16) sono deceduti e 166 hanno riportato ferite gravi (2020: 187), con un calo marcato tra i 45-74enni.

Ciclisti tradizionali

Nei primi sei mesi dell’anno, 8 ciclisti sono morti (2020: 9) e 350 sono stati feriti in modo grave (2020: 427) in incidenti dovuti perlopiù a sbandamento o perdita di controllo del mezzo e spesso per responsabilità propria del conducente.

E-biker

Nella prima metà del 2021 sono morti 9 conducenti di bici elettriche (2020: 6) e 235 hanno subito lesioni gravi (2020: 213); 43 (1 morto e 42 feriti gravi) con un modello veloce, 201 (8 e 193, rispettivamente) con una versione lenta. In quest’ultima categoria, il numero di infortunati gravi nella fascia di età 65-74 anni è cresciuto da 30 a 49 unità.

Nella maggior parte dei casi con morti e feriti gravi si tratta di episodi di sbandamento o perdita di controllo del veicolo. Quando la responsabilità è presumibilmente del conducente, le cause più frequenti sono disattenzione o distrazione, comportamento errato e impiego scorretto del mezzo da parte del ciclista.

Mezzi simili a veicoli

Come lo scorso anno, non si registrano morti tra gli utenti di questa tipologia di micromobilità (pattini in linea, tavole a rotelle, mini-monopattini ecc.). Cresce tuttavia il numero dei feriti gravi, che passa da 24 a 30, di cui 18 sono bambini.

Monopattini elettrici

Nelle statistiche sugli incidenti i monopattini elettrici sono assegnati a due categorie diverse a seconda delle loro caratteristiche: «ciclomotori» oppure «altri veicoli motorizzati». Al pari dell’intero 2020, nel primo semestre del 2021 non si rilevano decessi in questa categoria di utenti; i feriti gravi sono tuttavia 31 (2020: 19). 20 incidenti sono avvenuti per colpa del conducente, principalmente per guida sotto l’effetto dell’alcol, disattenzione e distrazione oppure velocità inadeguata. Il numero di feriti gravi è particolarmente elevato tra i 35-44enni e i 45-54enni.

I monopattini a trazione elettrica di potenza pari o minore di 500 W e che non superano i 20 km/h sono categorizzati come ciclomotori leggeri. Alcuni modelli e altre tipologie di veicoli simili disponibili sul mercato hanno potenza e velocità maggiori, per cui non sono omologati per circolare sulla pubblica via: gomme di piccole dimensioni, motore possente, alta velocità e conseguente instabilità nonché baricentro elevato li rendono ad alto rischio di incidenti.

La statistica semestrale degli incidenti stradali si basa sui dati dell’apposito sistema informativo dell’USTRA, che registra i sinistri segnalati dalla polizia verificatisi sulle strade e sulle piazze pubbliche con coinvolgimento di almeno un veicolo motorizzato, una bicicletta o un mezzo simile a veicolo. Il bilancio di metà anno si intende provvisorio: i dati definitivi seguiranno nella primavera 2022.

 

Previsioni del traffico estate 2021

Da fine giugno a metà settembre si prevede traffico intenso, con code e rallentamenti sulle strade svizzere in coincidenza con l’esodo dei vacanzieri, soprattutto dal venerdì alla domenica e in prossimità dei grandi agglomerati urbani, sui raccordi, al San Gottardo e nelle regioni turistiche. Non si escludono inoltre ulteriori difficoltà ai valichi di frontiera dovute all’attuale contesto pandemico, per cui si consiglia di informarsi per tempo sulle disposizioni per l’ingresso oltre confine.

I disagi alla circolazione per le numerose partenze si concentreranno principalmente sull’A2, in particolare nelle aree di Zurigo, Berna, Basilea, Lucerna, Lugano e nei pressi della galleria del San Gottardo, ma anche sull’A13, la strada del San Bernardino. In direzione sud si attendono code e criticità soprattutto a luglio e agosto, mentre verso nord si preannuncia traffico intenso da metà luglio a metà settembre. In caso di bel tempo, inoltre, si prevede un aumento del traffico durante i fine settimana in tutta la Svizzera.

Autostrade

Tratti interessati:

§ A1 area di Zurigo

§ A1 Härkingen – Wangen a.A.

§ A1/A6 regione di Berna

§ A1 regione di Losanna

§ A1 Ginevra (direzione Francia)

§ A2 Basilea

§ A2/A14 regione di Lucerna

§ A2 Altdorf – Biasca (galleria autostradale del San Gottardo)

§ A2 Lugano – Chiasso (direzione Italia)

§ A3 Walenstadt – Reichenburg

§ A8 attorno a Interlaken – Spiez

§ A8 Sarnen – diramazione di Lopper

§ A13 Coira-Nord – Reichenau

§ A13 Sarganserland – Zizers 

Strade principali e valichi di frontiera

Possibili disagi sui seguenti tratti:

§ Spiez – Kandersteg (partenze)

§ Gampel – Goppenstein (rientri)

§ Brunnen – Flüelen (Axenstrasse)

§ Raron – Briga

§ Bellinzona – Locarno

§ nonché su diverse strade principali dell’Oberland bernese, dei Grigioni e delle valli laterali del Vallese.

§ Probabili attese anche ai valichi di frontiera di Bardonnex, Chiasso, Au, Koblenz, St. Margrethen e Thayngen.

Stazioni di trasbordo

Anche se in estate i treni sono meno utilizzati, non sono da escludere del tutto tempi di attesa alle stazioni di trasbordo, seppure più contenuti rispetto al periodo invernale. Inoltre, essendo aperto il passo dell’Oberalp, la stazione omonima non sarà in funzione.

 

A2 Secondo tubo San Gottardo: iniziati i lavori preliminari ad Airolo e Göschenen

Il secondo tubo della galleria autostradale del San Gottardo sta nascendo concretamente. Dai disegni e piani sulla carta si passa alla costruzione vera e propria. Sia ad Airolo che a Göschenen sono infatti iniziati i lavori preliminari. Queste opere comprendono lo spostamento dell’uscita del cunicolo di servizio e infrastrutturale, lo scavo della galleria di accesso per superare le zone geologicamente disturbate, la preparazione dei depositi del materiale proveniente dallo scavo della galleria, i lavori agli impianti ferroviari delle FFS e dello svincolo provvisorio.

 

Lo spostamento dell’uscita del cunicolo di servizio e infrastrutturale e il cunicolo d’accesso

 

Il primo importante lavoro in corso è sicuramente lo spostamento del cunicolo di servizio e infrastrutturale del primo tubo, che si trova sull’asse della futura galleria e deve pertanto essere spostato per i primi 300 metri circa, in modo tale da essere sempre operativo anche durante i lavori.

Il secondo importante lotto riguarda i lavori di scavo dei cunicoli d’accesso mediante una fresatrice dal diametro di 8 metri che raggiungerà le zone di disturbo geologiche, dove le fresatrici meccaniche non possono essere utilizzate a causa della conformazione della roccia. Queste zone disturbate verranno superate mediante l’utilizzo dell’esplosivo.

 

Altri lavori preliminari a sud

 

Ad Airolo si stanno preparando a Madrano (campo sportivo) e in zona “Valbianca” (funivie di Airolo) le aree di cantiere e quelle per i depositi del materiale di scavo proveniente dalla galleria, dove sorgeranno anche dei nuovi posteggi. È inoltre prevista tutta una serie di opere preparatorie che riguardano l’esecuzione dello svincolo provvisorio A2 (per chi proviene da Airolo e si dirige verso nord), la costruzione dell’accesso di cantiere in zona Stalvedro, la realizzazione del nuovo ponte Canaria sul riale Garegna, nonché l’abbassamento del piano stradale della strada comunale in corrispondenza del sottopasso FFS Foppe.

Infine, per permettere il trasporto del materiale di scavo sono previste delle opere di tecnica ferroviaria che concernono principalmente gli adeguamenti dei binari, le modifiche all’impianto della linea di contatto e la costruzione di nuovi manufatti per il prolungo di un binario.

 

 

I due Infocentri

 

Ad Airolo e Göschenen sono in allestimento due Infocentri (quello a sud si trova al primo piano dello stabile adiacente alla stazione, mentre quello nord nella sala dell’ex Buffet della stazione di Göschenen) che daranno la possibilità ai visitatori di informarsi sul progetto e sull’avanzamento dei lavori, grazie anche ad un’esposizione multimediale. I due centri apriranno le loro porte il 1° agosto 2021.

 

Il nuovo sito web

 

Da qualche giorno è disponibile il sito web dedicato al progetto consultabile all’indirizzo galleriasangottardo.ch. Qui sono accessibil in tre lingue (italiano francese e tedesco) tutte le informazioni riguardanti il progetto, le immagini e le webcam che mostrano i lavori in corso, le notizie di attualità dal cantiere, i contatti per il pubblico e per i media e tanto altro ancora.

 

Evento con la popolazione

 

Il 16 giugno 2021 è prevista ad Airolo una serata informativa sui lavori in corso, alla quale – nei limiti previsti dalle misure di protezione Covid-19 – potrà partecipare la popolazione di Airolo.

A13 Cadenazzo – Sant’Antonino: lavori notturni per la posa della nuova pavimentazione fonoassorbente

Prendono avvio il prossimo lunedì 19 aprile 2021 i lavori di rifacimento della pavimentazione stradale sul tratto della A13 compreso tra Sant’Antonino (zona Sottopasso Alptransit) e Cadenazzo. La pavimentazione che verrà posata sarà di tipo fonoassorbente, in modo tale da ridurre le emissioni foniche prodotte dai veicoli, a vantaggio della qualità di vita della popolazione che risiede lungo questo tratto. Oltre alla sostituzione dell’asfalto, nell’ambito di questi lavori verranno pure posate nuove barriere elastiche al centro della carreggiata, ciò che contribuirà ad un aumento della sicurezza.

I lavori si svolgeranno nelle ore notturne, dal lunedì sera al sabato mattina, dalle ore 21.00 alle ore 05.30 (sabato fino alle ore 06.00). Durante le fasi di cantiere sarà comunque mantenuta in esercizio almeno una corsia per senso di marcia, mentre per circa due settimane tra l’incrocio in zona “Brico” di Cadenazzo e lo svincolo verso i centri commerciali di Sant’Antonino il traffico verrà gestito in modo alternato mediante un semaforo o degli agenti di sicurezza. Durante il giorno verranno ripristinate le due corsie per senso di marcia con una segnaletica provvisoria.

La velocità massima in corrispondenza del cantiere sarà ridotta a 60 km/h (sia di giorno, che di notte) con la possibilità di una sua riduzione fino a 50 km/h in prossimità dei passaggi di carreggiata, durante le ore notturne o in situazioni particolari.

La conclusione dei lavori, meteo permettendo, è prevista entro metà giugno. L’investimento totale ammonta a circa 2,8 milioni di franchi, tutti a carico della Confederazione.

 

Previsioni del traffico Pasqua 2021

Nonostante la situazione legata al coronavirus, si attendono maggiori spostamenti durante i giorni festivi, con ripercussioni sui tempi di percorrenza. Dal momento che le festività pasquali cadono relativamente presto quest’anno, i volumi di traffico talvolta elevati potrebbero interessare, oltre agli assi nord-sud, anche le strade situate nelle regioni sciistiche.

Solitamente le partenze per Pasqua iniziano già nel primo pomeriggio del mercoledì santo; nonostante la pandemia, si devono pertanto prevedere rallentamenti e tempi di attesa, soprattutto in direzione sud, al portale nord della galleria autostradale del San Gottardo. Stessa situazione annunciata per le giornate di giovedì e venerdì santo. Per evitare di trovarsi imbottigliati nel traffico è opportuno mettersi in viaggio mercoledì o giovedì mattina presto. In alternativa alla strada del San Gottardo si consiglia la A13 del San Bernardino. Il clima di incertezza non consente invece di fare previsioni in merito alla situazione ai valichi di frontiera.

I primi rientri sono attesi già nel tardo pomeriggio di domenica, per proseguire poi il lunedì dell’Angelo.

Strade principali e valichi di frontiera

Sono possibili disagi temporanei sui seguenti tratti:

  • Spiez – Kandersteg

  • Gampel – Goppenstein

  • Brunnen – Flüelen (Axenstrasse)

  • Raron – Brig

  • Bellinzona – Locarno

  • nonché su diverse strade nelle località sciistiche dell’Oberland bernese, del Ticino, dei Grigioni e delle valli laterali vallesane.

Treni navetta

Per le partenze sono previsti tempi di attesa tra le 10.00 e le 15.00 alle stazioni di carico di Realp per il valico della Furka, Kandersteg per il Lötschberg e Klosters-Selfranga per la Vereina.

Per i rientri sono possibili attese tra le 11.00 e le 18.00 a Oberwald per la Furka, a Goppenstein per il Lötschberg e a Sagliains per la Vereina.

Ulteriori informazioni

Casella vocale di Viasuisse: al numero telefonico 163 (90 centesimi per scatto alla risposta + 90 centesimi al minuto); emittenti radio nazionali SRF, RTS e RSI; siti internet: www.tcs.ch, www.ffs.ch, www.teletext.ch (traffico stradale 800 – 813), www.bls.ch; app: TCS Traffico.

 

A2 Centro di controllo per veicoli pesanti Giornico: al via la costruzione del nuovo svincolo

Nell’ambito dei lavori di costruzione del Centro di controllo per veicoli pesanti (CCVP) in corso sul sedime della ex Monteforno a Giornico, ha preso avvio in questi giorni il completamento delle bretelle per il nuovo svincolo autostradale. Queste collegheranno la A2 alla strada cantonale, attraverso una nuova rotonda di accesso al piazzale che ospiterà le infrastrutture principali di controllo e dosaggio del traffico pesante. Questi lavori si svolgeranno all’esterno della carreggiata autostradale e non avranno pertanto influssi particolari sul traffico di transito.

Nel corso dei prossimi mesi proseguirà anche l’edificazione dei tre edifici per le attività di controllo dei mezzi pesanti che verranno affidate alla polizia cantonale ticinese, come pure la costruzione del nuovo piazzale di stoccaggio e dosaggio dei veicoli pesanti.

Il nuovo CCVP che sta sorgendo a Giornico, lo ricordiamo, sarà operativo a partire da fine 2022 e farà parte dei 13 centri di competenza che la Confederazione sta realizzando sul territorio nazionale per gestire in modo efficace il traffico pesante attraverso le Alpi, migliorando notevolmente l’attuale situazione precaria a livello logistico, della sicurezza e dell’ambiente.

L’investimento complessivo a carico della Confederazione ammonta a circa 250 milioni di franchi.

 

A2 Bellinzona Sud-Bellinzona nord: si concretizza l’atteso risanamento fonico

Prendono avvio in questi giorni i primi lavori per il risanamento globale del tratto autostradale compreso fra gli svincoli di Bellinzona Nord e Bellinzona Sud, aperto al traffico nell’anno 1971. Nell’ambito di questi lavori verrà eseguito l’atteso ulteriore risanamento fonico dell’intero tratto, a protezione delle abitazioni che si trovano nelle adiacenze dell’autostrada, migliorando così notevolmente la qualità di vita dei cittadini e fornendo un importante contributo alla tutela dell’ambiente.

 

In concreto, nell’ambito di questo progetto, in base all’Ordinanza contro l’inquinamento fonico (OIF), verranno posate di nuove pareti foniche e verrà effettuata la manutenzione di quelle esistenti. Verrà sostituita anche l’attuale pavimentazione e verrà posato un asfalto di tipo fonoassorbente. Tutte queste misure considerano uno scenario di traffico con orizzonte 2030, come pure la messa in servizio del futuro semisvincolo di Bellinzona e permetteranno di ridurre sensibilmente il rumore, in modo tale che i parametri di legge verranno rispettati.

Quest’anno si lavorerà principalmente al di fuori dell’asse autostradale (dunque quasi senza intralci al traffico): verrà dato infatti avvio all’esecuzione di tre nuovi impianti di trattamento delle acque. Questi ultimi raccoglieranno le acque inquinate provenienti dal campo autostradale e le purificheranno prima che le stesse vengano immesse nel fiume Ticino.

Gli altri interventi, oltre a quelli per il risanamento fonico e gli impianti di trattamento delle acque, saranno i seguenti: potenziamento delle infrastrutture elettriche; posa delle nuove barriere di sicurezza; risanamento dei cordoli dei manufatti e delle recinzioni di protezione; rifacimento completo della segnaletica orizzontale e infine installazione della nuova segnaletica verticale, compreso l’impianto per la gestione delle grandi deviazioni (pannelli a messaggeria variabile), che sarà aggiornato e reso maggiormente dinamico, facilitandone la lettura da parte dell’utenza.

La durata complessiva dei lavori sarà di quattro anni.

Nel contempo verrà pure realizzato il nuovo semisvincolo di Bellinzona: l’inizio dei lavori è tuttora ancora subordinato all’approvazione dei piani di competenza cantonale.

L’investimento complessivo a carico della Confederazione ammonta a circa 170 milioni di franchi.

 

Più licenze per motociclette, ritiri stabili

Lo scorso anno hanno conseguito la licenza di condurre per motoveicoli oltre 30 000 persone, corrispondenti a un aumento del 27 per cento rispetto al 2019. Un’impennata riconducibile verosimilmente al fatto che dal 1° gennaio 2021 non è più possibile accedere direttamente alla categoria massima A. Scende, invece, il numero di patenti revocate: -1,8 per cento, con eccesso di velocità e guida in stato di ebbrezza in testa alle cause del provvedimento. È quanto emerge dalle statistiche annuali dell’Ufficio federale delle strade (USTRA) su misure amministrative e autorizzazioni a condurre.

A fine 2020 in Svizzera si registravano complessivamente 4 204 665 patenti per motoveicoli, pari a un incremento di 19 989 unità rispetto all’anno precedente (+0,5%). Particolarmente marcato il numero di neopatentati in questo segmento: 30 472, ossia 27 per cento in più, che in larga misura potrebbe spiegarsi con la scelta di sfruttare l’ultima possibilità di accedere direttamente alla categoria A, consentita sino alla fine del 2020. Pressoché invariato rispetto al 2019 (+1%), invece, il dato relativo alle licenze per automobili, pari a 6 055 570 al 31 dicembre.

Revoche di nuovo in lieve crescita

Secondo la statistica USTRA sulle misure amministrative, nel 2020 sono state ritirate complessivamente 78 483 patenti, cifra che si attesta per il secondo anno consecutivo sotto quota 80 000. Sono aumentati invece, rispettivamente del 9,7 per cento e del 15 per cento, gli annullamenti delle licenze in prova (1335) e le revoche di patenti per allievo conducente (4043).

In 29 553 casi la sanzione è stata irrogata per eccesso di velocità (+7,8% rispetto al 2019), in 11 931 per guida in stato di ebbrezza (-9,1%). Le patenti sospese per guida pericolosa causata da disattenzione sono state 7985 (+1,3%), in aumento per la seconda volta consecutiva dopo anni di costante flessione.

Rispetto al 2019 sono diminuite le revoche per guida sotto l’influsso di sostanze stupefacenti (4402, -7,6%). Fra le altre cause del provvedimento amministrativo rientrano tossicodipendenza (2170 casi, -12,2%), alcolismo (1349, -6,0%) e distrazione al volante (telefonare, mangiare); quest’ultima è cresciuta del 10,5 per cento (1674 casi), in controtendenza rispetto agli ultimi tre anni.

Meno sospensioni di patenti estere

Nel 2020 sono state invalidate 18 157 patenti estere, vale a dire -18,7 per cento rispetto al 2019. Come per le licenze svizzere, il motivo principale è stato l’eccesso di velocità (9477 episodi, -22,3%).

 

A2 Biasca-Faido: al via la seconda fase del risanamento fonico nel comparto Biaschina

Prende il via il prossimo lunedì 22 febbraio 2021 la seconda fase dei lavori di risanamento del tratto della A2 compreso fra Giornico e Faido, denominato comparto “Biaschina”. Dopo la posa della segnaletica provvisoria per gestire il traffico durante le diverse fasi di cantiere, verrà dato inizio ai lavori veri e propri che comprendono il risanamento fonico della tratta (mediante la costruzione di ripari anti-rumore e la posa di pavimentazione con caratteristiche fonoassorbenti), la sostituzione dei giunti per i manufatti, il risanamento delle banchine nelle gallerie e il rinnovo delle barriere di sicurezza. Attività che saranno sospese durante il prossimo periodo invernale per essere poi riprese nella primavera 2022 e terminate entro l’estate 2022.

I lavori sono organizzati in diverse fasi (sia diurne che notturne), in modo tale da ostacolare il meno possibile il traffico di transito (ad esempio durante i periodi di forte esodo): fino a metà del mese di aprile a disposizione dell’utenza vi saranno due corsie verso nord ed una in direzione sud. Successivamente le corsie a disposizione del traffico saranno due per ogni direzione di marcia (nelle ore diurne).

L’investimento complessivo previsto ammonta a circa 40 milioni di franchi, tutti a carico della Confederazione.

 

Mobility pricing: il Consiglio federale vuole consentire lo svolgimento di progetti pilota

Nella seduta del 3 febbraio 2021, il Consiglio federale ha deciso di porre in consultazione una legge volta a legittimare lo svolgimento di progetti pilota relativi al mobility pricing e consentirne il sovvenzionamento. A seconda dell’impostazione progettuale, la responsabilità spetterà a Cantoni e Comuni o a organizzazioni interessate. Diverse regioni hanno già comunicato l’intenzione di aderire all’iniziativa.

Il mobility pricing può contribuire a risolvere i problemi di traffico: è quanto emerso da un’analisi teorica degli effetti basata sui dati del Cantone di Zugo. La base giuridica necessaria per testare lo strumento in condizioni reali è costituita da una nuova legge, elaborata dal Consiglio federale e ora posta in consultazione.

La nuova legge federale, di durata limitata a dieci anni, consentirà a Cantoni e Comuni di sperimentare sistemi di tariffazione innovativi con cui influenzare la domanda di trasporto e il comportamento degli utenti, tanto nel traffico motorizzato privato quanto nel settore dei trasporti pubblici. Si creeranno inoltre le premesse per poter erogare contributi federali ai test, dal momento che i riscontri ottenuti, tra cui per esempio il grado di apprezzamento fra l’utenza, possono essere di interesse nazionale.

Responsabilità di Cantoni, Comuni e organizzazioni

La legge distingue due tipologie di progetti: a pagamento di una tassa e a partecipazione volontaria. I primi sono di pertinenza esecutiva cantonale e comunale; richiedono l’approvazione del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC) nonché l’autorizzazione del Cantone che ospita il progetto sperimentale. I secondi, invece, possono essere condotti anche da organizzazioni interessate.

Diverse regioni hanno manifestato il loro interesse al riguardo. Il DATEC è attualmente impegnato a mettere a punto e concretizzare le idee pervenute insieme ai Cantoni, città e Comuni aderenti. Alcune di queste ipotesi saranno oggetto di studi di fattibilità, con l’obiettivo di individuare le proposte realizzabili.

Suddetti studi, che dovrebbero essere pronti entro il 2022, sono condotti in parallelo all’iter legislativo, in modo da poter avviare i progetti pilota non appena la nuova legge entrerà in vigore: allo stato attuale, si prevede l’inizio del 2024.

La consultazione si svolgerà dal 4 febbraio al 17 maggio 2021.

 

A2 Semisvincolo di Bellinzona: approvazione dei piani cresciuta in giudicato

La Segreteria generale del Dipartimento dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni DATEC ha infatti comunicato di recente l’avvenuta crescita in giudicato della decisione di approvazione dei piani del progetto A2 Semisvincolo di Bellinzona (per la parte di competenza federale). Grazie a questa decisione USTRA potrà quindi avviare nel corso del 2021 le procedure di messa in appalto delle opere, con l’obiettivo di dare avvio ai lavori nel 2022.

Il nuovo Semisvincolo di Bellinzona, lo ricordiamo, prevede la costruzione di una rotonda in territorio di Monte Carasso/Bellinzona e di due rampe di raccordo all’autostrada da e per sud, allo scopo di alleggerire il traffico da e per Lugano/Locarno sulle due sponde del fiume Ticino (strade cantonali).

L’esecuzione sarà coordinata con le opere di competenza cantonale, la cui crescita in giudicato dell’approvazione di progetto è attesa prossimamente.

Il Parlamento dà impulso alla propulsione a biogas nel trasporto merci

Dopo il Consiglio degli Stati, ora anche il Consiglio nazionale ha preso una decisione storica per il trasporto merci svizzero con l’obiettivo di incentivare i veicoli commerciali a emissioni ridotte e i camion a biogas. In futuro l’impiego di biogas e biogas liquefatto (LBG, liquefied bio gas) permetterà dunque un risparmio sulla TTPCP.

 

Ogni giorno aziende di trasporto e spedizionieri devono fare i conti con i costi. Oltre alle tratte e agli orari del trasporto, cercano di ottimizzare anche i costi d’esercizio. Nel nostro paese una voce di spesa fissa per definire il prezzo dei servizi di trasporto è la TTPCP. La tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni è una tassa federale che dipende dal peso totale del veicolo, dal livello di emissione nonché dai chilometri percorsi in Svizzera e nel Principato del Liechtenstein.

 

Finora solo i camion a propulsione elettrica hanno beneficiato di un’esenzione dalla TTPCP. Secondo la mozione presentata nel 2019 alla Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio degli Stati, e accolta prima dal Consiglio degli Stati e ora anche dal Consiglio nazionale, il Consiglio federale deve dunque adeguare regolarmente ai nuovi sviluppi tecnologici leggi e ordinanze nell’ambito dei veicoli commerciali. Di conseguenza, ulteriori veicoli commerciali con motori alternativi potranno beneficiare di una riduzione della TTPCP.

 

I vantaggi sono notevoli anche per i camion alimentati a biogas o LBG. Vediamoli con un piccolo esempio: un camion da 40 tonnellate con vecchio motore diesel (Euro 0, 1, 2) deve versare una TTPCP di oltre 99’000 franchi per una prestazione annua di 80’000 chilometri. Ma anche un camion con un moderno motore diesel Euro 6 e quindi emissioni molto più basse non è da meno, con un contributo di quasi 73’000 franchi l’anno.

 

In futuro per i mezzi pesanti alimentati con gas rinnovabile è prevista un’esenzione parziale. La precisa entità di questa riduzione sarà chiara appena sarà disponibile l’avamprogetto di attuazione relativo alla mozione. Una cosa però è già certa: l’impiego di biogas e LBG ripagherà le aziende di logistica. A trarne vantaggio sarà anche l’ambiente: l’anno scorso l’Ufficio federale di statistica ha stimato per il trasporto merci svizzero una prestazione di 17’800 milioni di chilometri-tonnellata. Svolgendo al più presto almeno una parte di queste operazioni con camion a biogas o LBG, si potrebbero risparmiare notevoli quantità di CO2. Diverse aziende svizzere di logistica stanno già rinnovando le loro flotte di veicoli, puntando su gas rinnovabili per ridurre i gas serra.

 

L’industria svizzera del gas si impegna già da anni alla promozione di veicoli commerciali a emissioni ridotte. La decisione del Parlamento è stata dunque accolta con grande favore. «Oggi la circolazione stradale è la principale causa dei gas serra in Svizzera. I carburanti privi di fossili come biogas, LBG e idrogeno possono contribuire enormemente, soprattutto nel trasporto merci, al raggiungimento degli obiettivi ambientali e climatici della Svizzera», spiega Daniela Decurtins, direttrice dell’Associazione svizzera dell’industria del gas ASIG. «Siamo felici di vedere che la politica crei condizioni quadro vantaggiose a favore di chi utilizza veicoli commerciali senza fossili con motori alternativi».

 

 

Nuove norme della circolazione dal 1° gennaio 2021

Il 1° gennaio 2021 entreranno in vigore diverse nuove regole per una viabilità più sicura e scorrevole. Novità anche riguardo alle patenti di guida.

Le modifiche in sintesi

Traffico motorizzato:

Immissione a cerniera su restringimenti di carreggiata ed entrate autostradali: Ovunque termini una corsia di marcia sarà obbligatorio adottare il sistema a cerniera, qualunque sia il motivo del restringimento di carreggiata: riduzione di corsie, incidenti, cantieri o altro. Si circola regolarmente fino alla zona di chiusura per procedere poi a imbuto dando la precedenza alternatamente ai veicoli provenienti dalla corsia chiusa, consentendo quindi il rientro ai veicoli che marciano sulla parte di carreggiata interrotta. L’obiettivo è quello di sfruttare tutto lo spazio a disposizione evitando cambi troppo anticipati, come spesso avviene oggi, allo scopo di fluidificare il traffico. I mezzi in immissione rimangono tuttavia soggetti all’obbligo di precedenza, per cui non devono forzare il passaggio.
Il sistema si applicherà anche alle entrate autostradali in caso di traffico rallentato. Il mancato rispetto del principio a cerniera sarà sanzionato con una multa disciplinare.

Corridoio di emergenza: In autostrada si dovrà lasciare un corridoio di emergenza per i mezzi di soccorso, anche se non si vedono o sentono arrivare, e questo già quando si avanza a passo d’uomo. Il varco deve essere creato tra la corsia sinistra più esterna e quella adiacente a destra nelle strade a tre corsie o al centro delle stesse in presenza di due corsie soltanto. L’inosservanza del nuovo obbligo sarà sanzionata con una multa disciplinare.

Superamento a destra: In autostrada rimane valido l’imperativo di circolare a destra. Tuttavia, se sulla corsia accanto (a sinistra e/o centrale nelle strade a tre corsie) si forma una coda, si potrà superare a destra, con la dovuta prudenza, anche in assenza di incolonnamenti paralleli. Resterà invece vietato il sorpasso a destra, cioè il cambio di corsia per sopravanzare un veicolo con successivo rien ro a sinistra, sanzionabile con una multa disciplinare.

100 km/h per autotreni leggeri: In autostrada le autovetture e i furgoni che trainano un rimorchio di peso non superiore alle 3,5 tonnellate potranno circolare al massimo a 100 km/h, purché rimorchio, motrice e pneumatici siano adatti a tale velocità. Prima di mettersi in viaggio è opportuno chiarire le questioni riguardanti velocità e peso massimi consentiti con il rivenditore o l’importatore oppure presso l’ufficio della circolazione competente in occasione di un controllo del veicolo.

Nuove e vecchie regole di comportamento in autostrada sono illustrate nella seconda edizione, ampliata, della «Guida autostradale» (www.astra.admin.ch/guida-autostradale).

Mobilità lenta:

Svolta a destra con il rosso per bici e motorini: Il principio «rosso = stop!» rimane sempre valido, ma non per i conducenti di biciclette e ciclomotori che, in presenza di apposito segnale (velocipede giallo e freccia), potranno infatti svoltare a destra anche con semaforo rosso, ricordandosi di dare sempre la precedenza a pedoni e traffico trasversale. Dovranno invece fermarsi e aspettare il verde laddove non vi sia alcun segnale complementare.

Bambini della primaria in bici sul marciapiede: I bambini fino ai 12 anni potranno circolare in bicicletta sul marciapiede, ma soltanto in assenza di piste o vie ciclabili. La precedenza resta ai pedoni, a cui i piccoli ciclisti dovranno fare attenzione.

Strade ciclabili: Nelle zone 30 potranno essere realizzate strade ciclabili che, in deroga all’abituale regola della precedenza a destra, avranno la precedenza rispetto alle vie in immissione, sulle quali saranno collocati i segnali «Stop» o «Dare precedenza». Sulla carreggiata potrà essere presente (non obbligatoriamente) il pittogramma giallo della bicicletta. Continuerà a vigere la velocità di 30 km/h.

Stazionamenti:

Gli stalli di ricarica per le auto elettriche saranno indicati con il nuovo simbolo «Stazione di ricarica», mentre si potrà ricorrere alla segnaletica orizzontale verde per delimitare le aree di parcheggio in modo da facilitare il reperimento delle colonnine.

NUOVE PRESCRIZIONI PER LA PATENTE DI GUIDA

Lezioni di guida dai 17 anni: Dal 1° gennaio 2021, chi farà richiesta della licenza per allievo conducente per autovetture prima del compimento del 20° anno di età dovrà maturare 12 mesi di esperienza al volante. Per poter sostenere l’esame di guida a 18 anni pur rispettando il periodo di apprendimento di un anno, il rilascio della licenza di allievo potrà essere anticipato a 17 anni. La regola dei 12 mesi non si applica agli aspiranti conducenti che hanno già compiuto 20 anni.

Eliminato l’accesso diretto alla categoria A illimitata per i conducenti di motoveicoli: In futuro si dovrà guidare per almeno due anni un motoveicolo di categoria A limitata a 35kW prima di poter passare a modelli di potenza superiore. L’accesso diretto sarà consentito soltanto a chi necessita di condurre tali mezzi per lavoro, vale a dire meccanici, agenti di polizia o esperti della circolazione.

 

A2 svincolo di Bellinzona Sud: entrano in servizio le due nuove rotonde

Sono state messe in servizio in questi giorni le due nuove rotonde realizzate allo svincolo di Bellinzona sud presso il nodo ovest (verso Locarno) e quello est (lato Bellinzona).

Queste due nuove rotonde sostituiranno il vecchio impianto semaforico e regoleranno – migliorandola – la fluidità del traffico in uscita dall’autostrada e sul tratto Bellinzona-Locarno.

Nell’ambito di questi lavori, avviati la scorsa primavera, oltre alla costruzione delle nuove rotatorie, sono state anche ammodernate la pavimentazione dei raccordi stradali, le barriere di sicurezza, la segnaletica verticale ed orizzontale, nonché l’illuminazione dello svincolo. È stata inoltre posata una segnaletica provvisoria sul raccordo in uscita verso Bellinzona (per chi proviene da sud), con l’obiettivo di migliorare la fluidità del traffico nelle ore di punta del mattino. Se questa misura darà gli effetti sperati, la segnaletica sarà posata in modo definitivo.

Il cantiere chiuderà definitivamente i battenti nelle prossime settimane, quando saranno concluse le sistemazioni finali all’esterno del campo stradale.

L’investimento complessivo per la realizzazione dell’opera ammonta a circa 6,5 milioni di franchi.

 

A2 Giornico: posata la prima pietra degli edifici del nuovo centro di controllo dei TIR

Alla presenza di diverse autorità cantonali e comunali, della polizia cantonale e della direzione dell’Ufficio federale delle strade USTRA, si è svolta oggi a Giornico la posa della prima pietra dei tre edifici che a partire dalla fine del 2022 ospiteranno il nuovo Centro di controllo dei veicoli pesanti CCVP. Grazie a quest’ultimo sarà possibile garantire maggior sicurezza per tutti gli utenti dell’autostrada.

 

Il nuovo CCVP di Giornico sta sorgendo sul sedime della ex Monteforno e farà parte dei 13 Centri di competenza che la Confederazione sta realizzando sul territorio nazionale per gestire in modo efficace il traffico pesante attraverso le Alpi. Avrà le caratteristiche di un centro “maxi” (quindi di dimensioni importanti) e affiancherà quello già attivo di Ripsahausen (Canton Uri) nel controllo dei TIR che transitano lungo l’asse del San Gottardo.

 

Situato in posizione strategica per effettuare questi controlli, ovvero prima della rampa in salita verso la galleria del San Gottardo, il CCVP permetterà inoltre di gestire il traffico pesante in direzione nord, mediante il sistema di dosaggio, migliorando sensibilmente l’attuale situazione precaria a livello logistico, della sicurezza e dell’ambiente. Consentirà anche di disporre di posteggi a lunga durata per la pausa notturna degli autotrasportatori o per poter stoccare i camion in caso di difficoltà (panne, nevicate, chiusure delle dogane, ecc.).

 

Questo progetto non si limita tuttavia alla costruzione del nuovo CCVP, ma prevede anche tutta una serie di altre opere, come l’area multiservizi, un nuovo svincolo autostradale, la costruzione di tracciati stradali, ponti, sottopassi, una nuova rotonda, un impianto di trattamento delle acque provenienti dall’autostrada ed infine il risanamento dei terreni inquinati.

 

Grazie a questo progetto – per il quale la Confederazione investirà circa 250 milioni di franchi – si potranno inoltre creare degli indotti a livello regionale e diversi nuovi posti di lavoro per la polizia cantonale ticinese, a cui verrà affidato il compito di gestire il CCVP.

 

Anche l’area industriale di Giornico, grazie al nuovo svincolo autostradale, godrà di un allacciamento all’autostrada, con tutti i vantaggi che ciò comporta.

I lavori per la costruzione del nuovo CCVP proseguiranno ancora fino a fine 2022, quando è prevista la messa in esercizio definitiva, che sarà preceduta da una fase di test.

 

 

A13 Galleria del San Bernardino: chiusure notturne per lavori di manutenzione

A partire dalla prossima domenica 4 ottobre e sino al 30 ottobre 2020 (notti tra sabato e domenica escluse), la galleria del San Bernardino verrà completamente chiusa al traffico dalle ore 22.00 alle ore 05.00 per poter effettuare dei lavori di manutenzione al vano di ventilazione.

I veicoli leggeri (≤18 t, ≤2.30 m) potranno transitare sulla strada del Passo del San Bernardino, mentre i veicoli pesanti e i pullman, a partire dalle ore 20.00, verranno deviati da Bellinzona e Sargans verso l’autostrada A2 (San Gottardo).

A causa delle condizioni meteo, il Passo del San Bernardino potrebbe essere chiuso completamente al traffico (prima di mettersi in viaggio, per informazioni sullo stato delle strade USTRA invita a consultare il sito internet www.truckinfo.ch o a telefonare al numero 163).

In allegato trovate un volantino informativo che viene distribuito all’utenza tramite le aree di servizio, gli enti turistici grigionesi e ticinesi e le dogane svizzere.

L’USTRA si scusa per i possibili disagi che questa chiusura potrebbe comportare

 

1º semestre 2020: aumentano ancora gli incidenti gravi in e-bike

Le statistiche sull’incidentalità stradale dei primi sei mesi di quest’anno evidenziano un ulteriore incremento di episodi gravi con coinvolgimento di biciclette elettriche, in continuità con l’andamento degli ultimi anni ma in controtendenza con il numero complessivo di infortunati gravi (morti e feriti gravi), in costante diminuzione.

Nella prima metà del 2020 hanno perso la vita sulle strade complessivamente 19 persone in più in confronto allo stesso periodo del 2019 (2020: 95; 2019: 76; 2018: 102), mentre sul lungo termine si conferma il trend in calo per quanto riguarda i feriti gravi: sono 1614 contro i 1687 e i 1778 dei due anni precedenti. La riduzione del numero di infortunati gravi è più marcata su autostrade e semiautostrade rispetto alla restante rete viaria.

Spesso colpa della velocità

Il mancato adeguamento della velocità costituisce la causa più frequente degli incidenti gravi, specie di quelli provocati alla guida di e-bike: vale in oltre il 20 per cento dei casi, contro appena l’8 per cento nel 1° semestre del 2019. Gli e-biker feriti in maniera grave sono passati da 148 a 207, quelli deceduti da 7 a 6.

Tachimetro per e-bike veloci e luci anche di giorno

Per migliorare la sicurezza degli utenti di e-bike, a metà agosto il Consiglio federale ha posto in consultazione diverse nuove disposizioni, fra cui obbligo di luci diurne, tachimetro sui modelli veloci e casco anche per chi viaggia in sella a quelli più lenti.

 

CO2, meno sanzioni grazie al CNG

Sono tempi duri per gli importatori svizzeri di auto. Stanno infatti pagando caro, cioè a suon di sanzioni, la predilezione degli automobilisti per i veicoli che emettono troppo CO2. Ma la soluzione c’è: è la propulsione a CNG, che con quelle elettriche e ibride, consente di ridurre le emissioni.

 

Le auto acquistate in Svizzera nel 2019 sono costate agli importatori ben 78,1 milioni di franchi di sanzioni sul CO2. Una pena draconiana, inflitta perché il nuovo messo in circolazione ha causato lo sforamento degli obiettivi in materia di emissioni. Per il 2020, gli importatori prevedono persino un’ulteriore stangata, quantificabile in diverse centinaia di milioni. Il valore limite di 130 g CO2/km è infatti sceso a 95. E ne è stato fissato uno anche per i veicoli commerciali leggeri, pari a 147 g CO2/km.

 

Le sanzioni per il 2019 hanno colpito soprattutto Amag, Porsche e Mercedes-Benz Svizzera, che per i 118’880 veicoli importati hanno dovuto sostenere l’83 percento delle penali totali irrogate dalla Confederazione, vale a dire quasi 65 milioni di franchi. La politica osanna i veicoli elettrici, ibridi e plug-in per l’esiguità delle loro emissioni di CO2. Ma per la maggior parte degli svizzeri che vogliono acquistare una nuova vettura, queste propulsioni non figurano tra i desiderata. Al tutto si aggiungono i ritardi nelle consegne dovuti al lockdown e il fatto che molti paesi europei – ma non la Svizzera – incentivano l’acquisto delle elettriche.

 

Ma un’alternativa ecologica e collaudata c’è: sono i veicoli a CNG, che emettono il 25 percento in meno di CO2 rispetto ai diesel e ai benzina. Facendo poi il pieno di solo biogas, questa propulsione è praticamente a emissioni zero e, quindi, ancora più rispettosa del clima. Dal punto di vista del bilancio ambientale, i veicoli a CNG alimentati con carburanti rinnovabili non hanno nulla da invidiare alle elettriche ricaricate con energie rigenerabili.

 

Al CNG erogato oggi ai distributori svizzeri è addizionato in media un 23,6 percento di biogas. Per questo la Confederazione ne ha innalzato la quota computabile dal 10 al 20 percento. Questa decisione ha effetti positivi sulle emissioni di CO2 delle auto a CNG. Questo 20 percento viene infatti «abbonato» al calcolo delle loro emissioni carboniche. Quelle rilevanti per il clima sono solo l’80 percento, dato che l’anidride carbonica prodotta dalla combustione del biogas è stata precedentemente prelevata dall’atmosfera con la crescita delle materie prime.

 

I veicoli a CNG sono quindi un’ottima alternativa per l’ambiente, gli acquirenti e gli importatori. Il primo trae infatti vantaggio dalle emissioni minime di CO2, i secondi ci guadagnano in termini di costi di esercizio ridotti e gli ultimi possono ridurre parzialmente l’entità delle sanzioni, che a seconda del modello scelto possono calare di varie migliaia di franchi a veicolo. Puntando sul CNG si crea quindi una win-win-win situation che va tenuta in considerazione all’acquisto di un’auto.

 

Descrizione del progetto POLUME

Il limite nord del Progetto generale si situa presso la Galleria di Gentilino. Le due canne di quest’ultima verranno ampliate a 3 corsie e verrà costruita una nuova canna a 2 corsie che servirà per l’accesso in autostrada da Lugano Nord verso nord, rendendo notevolmente più sicuro l’entrata in autostrada.

Procedendo verso sud, si arriva al comparto di Grancia, dove è prevista la realizzazione di:

  • un nuovo semisvincolo autostradale con entrata in direzione sud ed uscita in direzione nord;

  • una nuova canna a due corsie della galleria Melide-Grancia, che verrà inizialmente utilizzata per deviare il traffico autostradale durante i lavori di ampliamento delle due canne attuali e per essere poi riconvertita a strada cantonale per il traffico locale fra Melide e Grancia;

  • l’aggiunta della corsia d’emergenza alle gallerie esistenti, da dedicare a corsia di marcia durante le ore di punta (“Pannenstreifumnutzung” PUN);

  • una nuova uscita autostradale in direzione sud per Melide, attraverso la nuova galleria cantonale;

  • una nuova passerella pedonale che collegherà l’abitato di Grancia con la strada cantonale e la Roggia Scairolo.

Si giunge così al comparto di Melide, dove è previsto:

  • l’adeguamento della rampa d’uscita esistente (raccordo alla strada cantonale) ed una parziale nuova semi-copertura

  • la cessione al Comune dell’imbarco di cantiere per un futuro utilizzo quale porto turistico;

  • la creazione dei presupposti per uno scambio intermodale (strada, ferrovia, navigazione) presso la stazione FFS;

Spostandosi ancora a sud, si giunge al comparto di Bissone, dove si realizzerà:

  • una nuova galleria autostradale (Bissone-Maroggia) a due canne e tre corsie per implementare la PUN;

  • la parziale demolizione dell’attuale tracciato autostradale e la sua trasformazione in strada cantonale;

  • la riqualifica della strada cantonale lungo la litoranea (mobilità lenta);

Infine giungiamo al comparto di Maroggia-Melano, dove si prevede di:

  • demolire e trasformare parzialmente in strada cantonale l’attuale tracciato autostradale sino alla Valmara;

  • costruire un nuovo semisvincolo tra Maroggia e Melano (uscita in direzione sud e entrata/uscita in direzione nord);

  • valorizzare la zona della riva a lago fra Melano e Capolago, mediante la messa a disposizione del materiale di scavo;

  • riqualificare la zona Tannini e i campeggi, con cessione finale del porto di cantiere al Comune, quale porto turistico.

Bertrand Piccard dà il segnale di partenza per l’elettromobilità a idrogeno in Svizzera

Una grande giornata per l’elettromobilità a idrogeno in Svizzera: con la messa in funzione della prima stazione di rifornimento di idrogeno AVIA al mondo a San Gallo, Bertrand Piccard dà il segnale di partenza per un ciclo ecologico che metterà il traffico stradale su una strada promettente verso una svolta energetica.

 

Bertrand Piccard: «Ciò che il settore privato svizzero sta creando è unico al mondo. Alcuni credevano che l’industria dell’idrogeno fosse una pura utopia. Ma la Svizzera sta dimostrando che i veicoli commerciali e le autovetture a propulsione elettrica possono essere alimentati con idrogeno pulito e guidati senza emissioni di CO2. Oltre allo sviluppo di un settore economicamente redditizio, qui si parla di grandi progressi per l’ambiente – con vantaggi convincenti per i clienti. Il rifornimento richiede solo pochi minuti. Il funzionamento è elettrico al 100%. La potenza e l’autonomia sono elevate. E non ci sono fumi di scarico nocivi dal tubo di scarico, ma puro vapore acqueo. Molti pionieri hanno unito il loro know-how per arrivare a questo importante momento per l’ambiente – non con le parole, ma con i fatti.»

 

Dopo una fase pilota durata diversi anni, i membri dell’Associazione H2 Mobilità Svizzera e le loro aziende partner stanno portando avanti il nuovo sistema di mobilità elettrica in Svizzera. Ciò consentirà il funzionamento senza emissioni di CO2 dei veicoli commerciali elettrici e delle autovetture che circolano a idrogeno verde.

Entro la fine di quest’anno sulle strade svizzere circoleranno i primi 50 veicoli elettrici a celle a combustibile Hyundai XCIENT (autoarticolati da 36 tonnellate).

 

Con l’apertura della prima stazione di rifornimento di idrogeno AVIA al mondo a San Gallo, entra in funzione la seconda stazione di rifornimento pubblica della Svizzera, dopo quella di Coop a Hunzenschwil (dal 2016). Entro fine 2020 saranno in funzione le prime sei stazioni di rifornimento di idrogeno sull’asse Lago di Costanza – Lago Lemano, a San Gallo (SG), Rümlang (ZH), Hunzenschwil (AG), Zofingen (AG), Berna (BE) e Crissier (VD). Tutte proporranno idrogeno verde per veicoli commerciali (350 bar) e autovetture (700 bar). Osterwalder St.Gallen AG offre idrogeno verde come prima stazione di rifornimento con la denominazione
H2 ZERO.

 

Dal 2021 al 2025 si procederà ad un’ulteriore crescita con un totale di 1’600 veicoli commerciali idrogeno-elettrici e una rete completa di stazioni di rifornimento di idrogeno (entro il 2023). Allo stesso tempo, si prevede che il volume delle autovetture a funzionamento ecologico idrogeno-elettrico aumenterà in modo significativo. Il rifornimento avverrà esclusivamente con idrogeno di alta qualità prodotto al 100 % da fonti di energia rinnovabile.

 

Il nuovo sistema svizzero di mobilità elettrica in sintesi

Hydrospider, Hyundai Hydrogen Mobility (HHM), l’associazione H2 Mobility Switzerland e H2 Energy stanno attualmente sviluppando in Svizzera una mobilità elettrica senza emissioni. La base di tutto ciò è fornita da un ecosistema aziendale che unisce diversi attori del settore dell’energia e della mobilità in un sistema organizzato privatamente. Ogni parte di questo ciclo, dalla fonte di energia alla produzione e all’utilizzo nei veicoli elettrici, funziona senza emissioni di CO2.

Il ciclo chiuso inizia con la produzione di idrogeno verde da parte della Hydrospider AG. Dapprima ciò avviene in un nuovo impianto di produzione presso la centrale idroelettrica di Alpiq a Gösgen (SO). L’idrogeno viene prodotto esclusivamente in Svizzera con energia elettrica proveniente da energie rinnovabili (idroelettrica, solare, eolica) – il che lo rende privo di emissioni e rispettoso del clima. Si tratta di idrogeno completamente verde che è conforme alla norma SAE J2719.

Hyundai Hydrogen Mobility AG importerà fino a 1.600 camion elettrici a celle a combustibile entro il 2025. I primi dieci camion di serie sono in viaggio verso l’Europa. L’approvvigionamento di idrogeno, la costruzione dei veicoli commerciali, le infrastrutture e la rete di stazioni di rifornimento per i primi 50 camion Hyundai XCIENT Fuel Cell sono pronti. I camion rimorchio da 36 tonnellate dovrebbero essere sulle strade svizzere entro la fine del 2020. Saranno messi a disposizione dei trasportatori e delle aziendi di logistica in base al principio del “pay-per-use” per la distribuzione delle merci in Svizzera.

I membri dell’associazione H2 Mobility Svizzera introducono i veicoli commerciali e allestiscono l’infrastruttura di rifornimento a livello nazionale con 350 bar e 700 bar (per veicoli commerciali e autovetture). Il numero di stazioni di servizio sarà gradualmente aumentato nei prossimi anni per rifornire il crescente volume di veicoli commerciali di idrogeno verde. Entro la fine del 2020 saranno in funzione stazioni di rifornimento di idrogeno a San Gallo (SG), Rümlang (ZH), Hunzenschwil (AG), Zofingen (AG), Berna-Bethlehem (BE) e Crissier (VD). In diverse stazioni di servizio viene fornito l’idrogeno verde anche con la denominazione H2 ZERO.

In qualità di business innovator, H2 Energy AG gestisce la piattaforma centrale per l’implementazione del sistema di mobilità (centro di competenza per la tecnologia e l’amministrazione aziendale).

Hyundai e Toyota stanno già offrendo in Svizzera autovetture elettriche di serie alimentate a idrogeno.

I vantaggi dell’elettromobilità a idrogeno per i clienti e per l’ambiente: produzione locale e indipendente, mobilità senza emissioni (vapore al posto dei gas di scarico), propulsione a motore elettrico (silenziosa ed efficiente), rifornimento rapido (confronto con i veicoli convenzionali) e una considerevole autonomia.

L’idrogeno ha anche il vantaggio di poter essere immagazzinato. “Power to Gas” è una tecnologia chiave per integrare nel sistema energetico l’elettricità proveniente da fonti rinnovabili come l’energia idroelettrica, fotovoltaica o eolica – compreso il suo utilizzo nel settore della mobilità.

 

Osterwalder San Gallo apre il primo distributore AVIA al mondo per il rifornimento di idrogeno

La tendenza alla mobilità elettrica è innegabile. Con l’apertura della prima stazione di rifornimento di idrogeno AVIA al mondo a San Gallo, l’associazione AVIA e il suo membro Osterwalder St. Gallen AG danno ora il segnale di una nuova partenza. Con la disponibilità di idrogeno verde nelle stazioni di servizio svizzere, l’elettromobilità a idrogeno diventerà una vera alternativa per ridurre le emissioni di CO2 nel traffico stradale.

 

Patrick Staubli, amministratore delegato dell’Associazione AVIA: „Nel mondo di oggi ci attendono nuove sfide. Anche l’Associazione AVIA si preoccupa del cambiamento climatico, perché anche noi vogliamo dare il nostro contributo a un ambiente rispettoso del clima. In qualità di membro fondatore di H2 Mobility Support Association Switzerland, l’associazione AVIA è convinta che l’idrogeno svolgerà in futuro un ruolo importante come fonte di energia per la mobilità. Per questo motivo, diverse aziende associate all’AVIA stanno progettando la costruzione di una stazione di rifornimento di idrogeno”.

 

Le parole sono già seguite dai fatti. Dal 7 luglio 2020 le autovetture e i veicoli commerciali potranno fare il pieno di idrogeno verde presso la prima stazione di rifornimento di idrogeno AVIA al mondo in Oberstrasse 141 a San Gallo. Questo sarà proposto con la nuova designazione H2 ZERO ed è conforme lo standard SAE J2719. L’idrogeno verde è attualmente prodotto in Svizzera da Hydrospider AG da fonti energetiche rinnovabili al 100% con zero emissioni di CO2.

 

Martin Osterwalder, VR di Osterwalder St. Gallen AG: „Con l’apertura di questa stazione di servizio a San Gallo facciamo un passo importante verso la stazione di servizio ecologica del futuro. La grande differenza: per noi questo futuro è già realtà. La stazione di rifornimento di idrogeno verde è arrivata.“

 

Patrick Staubli conferma che questo è solo l’inizio. Oltre alla costruzione di stazioni di rifornimento di idrogeno, le aziende associate all’AVIA stanno avviando collaborazioni con i fornitori locali di energia elettrica per garantire una produzione di idrogeno ecologica e locale. Osterwalder St. Gallen e St. Gallisch-Appenzellische Kraftwerke AG (SAK) hanno fondato la Hydrogen Production Ostschweiz AG, che dall’estate 2021 produrrà idrogeno verde locale a Kubel (SG).

 

Martin Osterwalder: «Da oggi i nostri clienti possono fare il pieno di idrogeno verde prodotto da Hydrospider AG in Svizzera. Questo assicura l’approvvigionamento in una prima fase. Con la produzione nelle immediate vicinanze, possiamo migliorare ulteriormente la nostra impronta ecologica a partire dalla metà del 2021.»

Produzione di idrogeno verde e altre stazioni di rifornimento AVIA H2 in Svizzera

 

Anche altre aziende associate all’Associazione AVIA stanno preparando la loro “propria” stazione di rifornimento di idrogeno. La Osterwalder Zürich AG aprirà nell’autunno 2020 la seconda stazione di rifornimento di idrogeno AVIA a Rümlang (Zurigo). Nel febbraio 2021, la stazione di rifornimento di idrogeno della società affiliata Schätzle AG, Lucerna, sarà la terza stazione di rifornimento di idrogeno AVIA a Geuensee (LU). Altri distributori sono pianificati.

 

Sono sul tavolo anche i prossimi piani per la produzione locale di idrogeno verde. A Basilea, l’azienda membro dell’AVIA Fritz Meyer AG e il fornitore di servizi energetici IWB stanno esaminando la possibilità di costruire un elettrolizzatore presso la centrale idroelettrica di Birsfelden per offrire all’industria dei trasporti e ad altre parti interessate idrogeno verde prodotto localmente.

 

AVIA – Partenza verso un futuro già presente

 

Nel 1927, diversi importatori svizzeri indipendenti di prodotti petroliferi si sono riuniti e hanno fondato l’Associazione svizzera degli importatori indipendenti di prodotti petroliferi (AVIA) in Svizzera. Questa associazione, organizzata come cooperativa, rappresenta gli interessi delle medie imprese.

 

Oltre 90 anni dopo, l’AVIA gestisce la più grande rete di stazioni di servizio della Svizzera, con circa 600 distributori. AVIA INTERNATIONAL è stata fondata nel 1960. Oggi il marchio AVIA è presente in 15 Paesi europei ed è composto da oltre 90 aziende associate con oltre 3.000 stazioni di servizio. Le aziende associate all’AVIA in Svizzera hanno affrontato insieme molte sfide:

 

·            Lo sviluppo di un marchio di olio minerale conosciuto in Europa

·            La sicurezza dell’approvvigionamento grazie a serbatoi condivisi

·            Lo sviluppo della più grande rete di stazioni di servizio della Svizzera

 

Patrick Staubli: “Anche se l’AVIA parte dal presupposto che i carburanti benzina e diesel continueranno ad essere i vettori energetici più utilizzati per il trasporto privato ancora per molto tempo, anche le nuove energie come l’idrogeno acquisteranno importanza in futuro. L’AVIA vuole sostenere questo sviluppo e quindi sta cambiando, nel 2020, anche il nome dell’organizzazione.“

 

Modifica dell’etichettaEnergia per le automobili nuove a partire dal 1° gennaio 2021

Il Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC) ha previsto una nuova classificazione delle categorie di efficienza energetica nell’etichettaEnergia per le automobili nuove. La modifica si rende necessaria a seguito della verifica annuale delle categorie di efficienza energetica prescritta dall’ordinanza sull’efficienza energetica (OEEne). Grazie a questo adeguamento viene assicurato che solo un settimo di tutti i nuovi modelli di automobili rientri nella categoria di efficienza A, la più alta. Le nuove categorie entreranno in vigore il 1° gennaio 2021.

Da marzo 2003 l’etichettaEnergia per le automobili dev’essere apposta in modo ben visibile su ogni nuovo veicolo in vendita. L’etichetta suddivide i veicoli in sette categorie di efficienza, dalla A alla G: la categoria A corrisponde alle automobili più efficienti, la G a quelle comparativamente meno efficienti.  L’etichetta contiene anche altri dati, quali ad esempio il consumo di carburante o le emissioni di CO2 prodotte dal veicolo, e consente pertanto di valutare anche i fattori energetici e ambientali al momento dell’acquisto.

Modifiche principali

I dati principali dell’etichettaEnergia vengono calcolati e aggiornati annualmente dal DATEC. Inoltre, vengono verificati anche i fattori per il calcolo dell’equivalente benzina per l’energia primaria e le emissioni di CO2 derivanti dai processi preliminari, in considerazione degli adeguamenti alle nuove conoscenze della scienza e della tecnica e agli sviluppi internazionali.

Sono state introdotte modifiche per l’elettricità, poiché il mix di energia elettrica fornito è stata ricalcolato sulla base dei dati disponibili più attuali. Ora, contiene una quota più contenuta di elettricità importata e di vettori energetici non verificabili.

Anche alla voce idrogeno sono previste modifiche: ora la composizione del mix di idrogeno alle stazioni di servizio svizzere contiene una maggiore quantità di energia idroelettrica.

Dal 1° gennaio 2020 la media delle emissioni di CO2 non viene più indicata sull’etichettaEnergia, ma si deve continuare a indicare solo nei listini prezzi e nei configuratori online. Nel 2020 il valore era di 174 g/km (calcolato sulla base di dati WLTP- Worldwide Harmonized Light-Duty Vehicles Test Procedures) ovvero 142 g/km sulla base dei valori NEDC (Nuovo ciclo di guida europeo).

Per l’anno 2021 il nuovo valore è di 169 g/km (WLTP) ovvero 136 g/km (NEDC). Questi valori sono calcolati sulla base delle automobili nuove messe in circolazione per la prima volta tra il 1° giugno 2019 e il 31 maggio 2020.

Nuovo metodo di calcolo e NEDC/WLTP

Dal 1° gennaio 2020 è cambiato il metodo di calcolo delle categorie di efficienza energetica delle automobili nuove che non tiene più in considerazione il peso a vuoto del veicolo. Contemporaneamente si passerà dall’attuale procedura di prova NEDC alla nuova procedura WLTP. Pertanto, in futuro, tutti i dati contenuti nelle informazioni per la clientela dovranno basarsi su valori WLTP, se disponibili. Viene fatta un’eccezione per i veicoli per cui si dispone solo di dati NEDC e per i quali non è possibile calcolare i valori WLTP, come i veicoli in stock.

Traffico ancora in crescita sulle strade nazionali

Resta elevata l’intensità della circolazione sulle strade nazionali e aumentano le code. Per migliorare la viabilità l’Ufficio federale delle strade (USTRA) ha definito una serie di misure che puntano tra l’altro a ottimizzare la gestione del traffico e sfruttare meglio l’infrastruttura esistente: rientrano in tale strategia i limiti di velocità dinamici e il controllo di accesso alle rampe.

Aumentano di circa 100 milioni i chilometri percorsi sulle strade nazionali nel 2019 rispetto all’anno precedente, per un totale di 27,8 miliardi di veicoli-km; di questi, quasi il 18 per cento è attribuibile al trasporto merci. Dopo un leggero calo tornano a salire le code, che totalizzano la cifra di 30 230 ore. Le cause sono sostanzialmente invariate: in primo luogo l’intensità del traffico, a seguire incidenti e cantieri. La maggior parte delle ore di coda è stata registrata su A1 e A2 (Zurigo/Winterthur, Berna, Regione del Lemano / Basilea, Lucerna, Sottoceneri), ma vi sono stati disagi anche nella regione di Lucerna per la chiusura plurisettimanale della Axenstrasse, dovuta alla caduta massi dell’estate del 2018.

Nel 2019 il traffico è aumentato maggiormente sulle strade ordinarie rispetto alle autostrade, a dimostrazione del fatto che, quando sulla rete nazionale si formano code, i veicoli si spostano sulle vie secondarie.

Interventi per fluidificare la circolazione

Per i prossimi quattro anni l’Ufficio federale delle strade (USTRA) ha definito una roadmap con misure concrete per la viabilità, fra cui una migliore gestione del traffico. Si punta ad esempio sui limiti di velocità dinamici e sul controllo di accesso alle rampe in entrata e uscita dalle strade nazionali, con impianti da realizzare celermente e senza attendere gli interventi di regolare manutenzione. Inoltre, a partire dal 1° gennaio 2021, sarà consentito superare a destra i veicoli incolonnati: insieme al corridoio di emergenza e all’immissione a cerniera, anche questa nuova norma consentirà di sfruttare meglio gli spazi di circolazione disponibili.

Per ridurre le ore di coda l’USTRA intende inoltre migliorare le interfacce fra le singole gerarchie di rete, coadiuvando il tutto con la corsia di emergenza dinamica, su tratti e per periodi ben delimitati, e singoli interventi di potenziamento nell’ambito del Programma di sviluppo strategico delle strade nazionali (PROSTRA). È il Parlamento a pronunciarsi sui progetti e sul loro ordine di priorità, definendo in linea generale ogni quattro anni quali di essi dovranno essere realizzati.

Con i suoi circa 1860 chilometri di estensione, al 31 dicembre 2019 la rete delle strade nazionali rappresentava quasi il 3 per cento dell’intera infrastruttura viaria svizzera e assorbiva circa il 41 per cento dell’intero traffico stradale.

Prima stazione di ricarica veloce per auto elettriche: si parte da Inseli (LU) in A2

Il 26 giugno 2020 è stata inaugurata la prima stazione di ricarica veloce per veicoli elettrici presso un’area di sosta autostradale. Nel corso dei prossimi 10 anni ne seguiranno altre 99 sull’intera rete, come previsto dalla Roadmap mobilità elettrica 2022 promossa dalla Confederazione. Includendo anche le aree di servizio, in totale saranno disponibili 160 postazioni e circa 600 punti di ricarica.

La Confederazione, in linea con la roadmap firmata a fine 2018 insieme a esponenti di Cantoni e città nonché rappresentanti del settore per promuovere la mobilità elettrica, è impegnata nella realizzazione di stazioni di ricarica veloce presso le aree di sosta della rete stradale nazionale. L’infrastruttura specifica, elemento fondamentale per l’espansione dei veicoli elettrici, deve prevedere sistemi universali e non discriminatori, vale a dire: consentire l’erogazione compatibile con diverse tipologie di connettori; garantire accesso e pagamento non vincolati all’apertura di un account utente; accettare le carte di credito usate in Svizzera.

Il pieno di elettricità presso l’area di sosta Inseli

Situata lungo la A2 (direzione Lucerna) in territorio del Comune di Eich, sul lago di Sempach, l’area può ospitare 47 automobili ed è la prima della rete nazionale a disporre di colonnine di ricarica veloce, quattro nello specifico, gestite da Primeo Energie e Alpiq E-Mobility AG.

Il coordinamento fra gestore e Ufficio federale delle strade (USTRA), dalla pianificazione alla realizzazione, è stato estremamente efficiente, permettendo l’entrata in servizio dell’impianto a soli quindici mesi dall’appalto, grazie al tempestivo inserimento nel progetto di ristrutturazione dell’area dei lavori di allacciamento elettrico e scavo delle condotte per cablaggi.

Importanza della mobilità elettrica per la Svizzera

Un obiettivo della Strategia energetica 2050 è di limitare a 95 grammi di CO2 per chilometro le emissioni prodotte dalle automobili nuove a partire da inizio 2020, obiettivo che vede un contributo significativo dell’elettrico.

A fine 2019 la quota di veicoli di questo tipo sul totale delle autovetture (6 160 262) era pari allo 0,6 per cento (28 716 unità). Rispetto all’anno precedente, fra i mezzi di nuova immatricolazione la trazione elettrica è più che raddoppiata: 13 197 unità nel 2019, ovvero un aumento del 143,9 per cento (che equivale al 4,2 per cento delle neoimmatricolazioni).

Colonnine di ricarica veloce nelle aree di sosta della rete nazionale

Le condizioni giuridiche per le stazioni di ricarica veloce sulle aree di sosta sono state introdotte nella legge sulle strade nazionali in sede di dibattito parlamentare sul Fondo per le strade nazionali e il traffico d’agglomerato (FOSTRA). L’USTRA si impegna affinché nei prossimi anni le strade nazionali siano dotate di una rete globale e capillare di impianti efficienti, collocati su un totale di 100 aree di sosta e affidati a gestori selezionati. Includendo le aree di servizio (di competenza cantonale o privata), l’obiettivo a regime nel 2030 è la disponibilità di circa 600 punti di ricarica per complessive 160 stazioni.

Fra le otto candidature pervenute durante la gara avviata a settembre 2018 ne sono state selezionate cinque per l’aggiudicazione dell’appalto a inizio marzo 2019: Gottardo Fastcharge SA, Groupe e SA, Fastned B.V., Primeo Energie / Alpiq E-Mobility AG e SOCAR Energy Switzerland GmbH. A ciascuna di queste ditte sono assegnate 20 aree di sosta da attrezzare. Le autorizzazioni hanno durata trentennale. I costi per la predisposizione di potenze elettriche adeguate in loco, stimati a circa 50 milioni di franchi (circa mezzo milione per area) saranno prefinanziati dall’USTRA e restituiti dai gestori mediante apposito canone.

A13 Galleria del San Bernardino: chiusure notturne per lavori di manutenzione

A partire dal prossimo lunedì 29 giugno e sino al 3 luglio 2020 (notti tra sabato e domenica escluse), la galleria del San Bernardino verrà completamente chiusa al traffico dalle ore 22.00 alle ore 05.00 per poter effettuare dei lavori di manutenzione al vano di ventilazione.

I veicoli leggeri (≤18 t, ≤2.30 m) potranno transitare sulla strada del Passo del San Bernardino, mentre i veicoli pesanti e i pullman, a partire dalle ore 20.00, verranno deviati da Bellinzona e Sargans verso l’autostrada A2 (San Gottardo).

In allegato trovate un volantino informativo che viene distribuito all’utenza tramite le aree di servizio, gli enti turistici grigionesi e ticinesi e le dogane svizzere.

L’USTRA si scusa per i possibili disagi che questa chiusura potrebbe comportare.

A2 svincolo di Bellinzona Sud: messa in servizio della viabilità provvisoria

Allo svincolo A2 di Bellinzona Sud – per poter realizzare le due nuove rotonde che regoleranno e miglioreranno la fluidità del traffico in uscita dall’autostrada e sulla strada cantonale Bellinzona-Locarno – sarà necessario attuare delle deviazioni provvisorie all’esterno delle aree di lavoro, in modo da poter garantire sempre la viabilità senza chiusure di corsie.

Nella notte fra oggi, martedì 16 giugno, e domani, mercoledì 17 giugno, verrà quindi messa in esercizio una rotonda provvisoria presso il nodo ovest (verso Locarno), dove si circolerà fino a fine settembre.

In seguito, nella notte fra giovedì 18 e venerdì 19 giugno al nodo est (lato Bellinzona) verranno dismessi i semafori attualmente presenti e verrà messa in esercizio la viabilità provvisoria che rimarrà operativa fino a fine agosto.

Il programma dei lavori potrebbe subire delle modiche a dipendenza delle condizioni meteorologiche.

USTRA cercherà di limitare al massimo i disagi. S’invita l’utenza alla prudenza e al rispetto della segnaletica di cantiere.