Tutti gli utenti della strada devono contribuire al finanziamento delle infrastrutture per strasseschweiz
Le varianti presentate per la tassazione dei veicoli elettrici dal Consiglio federale “rendono l’automobilità ancora più costosa e frenano la mobilità elettrica. Invece di promuovere la transizione verso la mobilità elettrica, la Svizzera mette a rischio il raggiungimento dei propri obiettivi climatici” secondo Auto Schweiz.
Il Consiglio federale vuole che tutti i veicoli, indipendentemente dal tipo di propulsione, contribuiscano finanziariamente alle infrastrutture di trasporto. Con un tasso di copertura dei costi del 156%, pari a quasi 13 miliardi di franchi all’anno in tasse e imposte, l’industria automobilistica svizzera e gli automobilisti sono già oggi chiamati a pagare più del dovuto. Gli automobilisti pagano quindi molto più dei costi che causano.
La tassa sull’energia elettrica di ricarica per i veicoli elettrici è una nuova imposta che grava ulteriormente sul portafoglio della popolazione e “per questo motivo deve essere respinta”. Il fatto che a partire dal 2030 i proprietari di veicoli elettrici dovranno pagare una nuova tassa sulla mobilità elettrica analoga alle imposte sugli oli minerali è controproducente, vista la stagnazione delle vendite di veicoli elettrici. Thomas Rücker, direttore di auto-svizzera, spiega: «Si tratta di tre colpi mortali per la mobilità elettrica: in primo luogo, un’ulteriore tassa che grava sulle famiglie; in secondo luogo, rende poco attraente la guida di auto a emissioni zero; in terzo luogo, la Confederazione rende molto più difficile il raggiungimento degli obiettivi climatici nel settore dei trasporti».
«La politica dei trasporti svizzera deve tenere maggiormente conto delle esigenze della popolazione», chiede il presidente di Auto Schweiz Peter Grünenfelder. Nell’ambito di un sondaggio rappresentativo commissionato all’istituto gfs.bern, Auto Schweiz ha esaminato l’opinione e la percezione dell’elettorato svizzero sul tema dei trasporti. Lo studio rappresentativo pubblicato il 13 settembre 2025 mostra chiaramente che due terzi degli intervistati considerano già oggi i costi dei trasporti un onere gravoso per il bilancio familiare. Considerando che la quota di mercato delle auto elettriche è inferiore al 5% del parco auto totale, questo è il momento meno opportuno per introdurre una tassa sulle auto elettriche. Mentre nei paesi europei la mobilità elettrica è esente da tasse per favorire la diffusione delle tecnologie di propulsione a emissioni zero, la Confederazione fa esattamente il contrario. “Proprio in questa situazione di incertezza economica non è possibile tollerare un ulteriore aumento dei costi della mobilità individuale e commerciale”.
Tassazione dei veicoli elettrici già prevista per il 2030
Il Consiglio federale vuole che tutti i veicoli, indipendentemente dal tipo di propulsione, contribuiscano finanziariamente alle infrastrutture di trasporto. I proprietari di veicoli elettrici dovrebbero versare un contributo equivalente, analogamente alle imposte sui prodotti petroliferi. Ciò richiede una modifica della Costituzione federale. Nella sua seduta del 26 settembre 2025, il Consiglio federale ha avviato la relativa procedura di consultazione con due varianti equivalenti. La tassazione dei veicoli elettrici è prevista a partire dal 2030.
Tutti gli utenti della strada devono contribuire al finanziamento delle infrastrutture per strasseschweiz
strasseschweiz accoglie con favore l’intenzione del Consiglio federale di includere i veicoli elettrici e ibridi ricaricabili nel finanziamento delle infrastrutture stradali utilizzate mediante una tassa sostitutiva. Tra le varianti proposte, la tassazione basata sull’energia elettrica caricata sembra adeguata, a condizione che la riscossione avvenga sul veicolo e non alla stazione di ricarica. strasseschweiz si aspetta allo stesso tempo che il Consiglio federale garantisca gli afflussi di fondi previsti dalla Costituzione nel Fondo per le strade nazionali e il traffico d’agglomerato (FSTA). L’introduzione di una tassa sostitutiva deve avvenire in modo progressivo, coordinato e compatibile con il raggiungimento degli obiettivi di emissione di CO2 del settore automobilistico.
Parità di trattamento
Da anni strasseschweiz si impegna a favore di un finanziamento sicuro ed efficiente delle infrastrutture stradali, tra l’altro attraverso tasse destinate a scopi specifici e attraverso il Fondo per le strade nazionali e il traffico d’agglomerato. Appare essenziale introdurre una tassa sostitutiva per i veicoli che non sono soggetti alle tasse sul carburante e che quindi non contribuiscono al finanziamento per l’utilizzo delle infrastrutture stradali. Daniel Hofer, Presidente di strasseschweiz, afferma: «Anche i veicoli elettrici devono dare il loro contributo. Si tratta di garantire la parità di trattamento e il finanziamento a lungo termine delle nostre infrastrutture».
Tassare l’elettricità anziché i chilometri
Per quanto riguarda le due varianti presentate, strasseschweiz respinge l’introduzione di una tassa chilometrica. Ciò aprirebbe la strada all’introduzione di sistemi di pedaggio generali e non premierebbe l’efficienza dei veicoli economici. Inoltre, i veicoli ibridi plug-in, che detengono una quota di mercato significativa, sarebbero penalizzati. strasseschweiz preferisce quindi la variante prevista che mira a una tassazione basata sull’elettricità caricata. Tuttavia, il sistema proposto, che si basa sulle stazioni di ricarica, non è convincente. Questa variante richiederebbe costose modifiche all’infrastruttura di ricarica, sarebbe facile da aggirare (ad esempio utilizzando una presa industriale) e non sarebbe compatibile con la ricarica bidirezionale. In questo contesto, strasseschweiz raccomanda di tassare l’energia elettrica caricata nel veicolo con un sistema di tassazione basato sulla variante della tassa chilometrica. Olivier Fantino, direttore di strasseschweiz, aggiunge: «Una tassa sull’elettricità caricata ha più possibilità di ottenere la maggioranza popolare e cantonale rispetto all’introduzione di un sistema di pedaggio».
Impatto sugli obiettivi relativi alle emissioni di CO2
L’introduzione della tassa sostitutiva deve avvenire in modo graduale e coordinato, per non influire negativamente sul raggiungimento degli obiettivi fissati per il settore automobilistico. In Svizzera le condizioni sono già oggi meno favorevoli rispetto all’UE, ma gli obiettivi da raggiungere sono gli stessi. Sarà quindi indispensabile prevedere misure compensative per tenere conto degli effetti della nuova tassa sul mercato automobilistico.
Garanzia dei flussi finanziari per il Fondo FSTA
Dal 2024 il Consiglio federale trasferisce una parte delle entrate del FSTA [DH1] al bilancio generale della Confederazione. Ciò nonostante la Costituzione preveda che “di norma” il 10 % delle entrate derivanti dall’imposta sugli oli minerali – ovvero circa 180 milioni di franchi all’anno! – sia destinato al fondo stradale. Olivier Fantino sottolinea: «Prima di introdurre una nuova tassa, i fondi previsti devono tornare integralmente all’FSTA».
[DH1]dall’imposta sugli oli minerali invece che al FSTA



















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