La Volkswagen Golf compie mezzo secolo, raggiungendo un traguardo emulato da ben poche concorrenti. È vero che la sua progenitrice, la VW Maggiolino, è rimasta in produzione dalla fine della Seconda guerra mondiale (escludendo i prototipi realizzati prima di inizio conflitto) ai primi anni 2000 (l’ultimo vero Maggiolino è stato assemblato a Puebla, in Messico, nel 2003 e la successiva New Beetle aveva in comune solo la denominazione), ma mentre la prima ha soddisfatto le necessità di mobilità, autonomia e libertà – cardini di quella grande invenzione che è l’auto – di un’Europa e un mondo che si stava ricostruendo dopo gli orrori della guerra, la seconda è diventata protagonista della vita di milioni di persone che l’hanno scelta di fronte a una concorrenza ben più agguerrita, sempre, rispetto a quella con cui si è confrontata la sua antesignana.







Si tratta di una vettura che ha entusiasmato generazioni di guidatrici e guidatori, che ancora adesso è una delle presenze più popolari sulle strade ticinesi, svizzere, europee e internazionali ed è pure entrata nel lessico di tutti i giorni: quando si voleva sminuire un venditore non era raro segnalare che si trattava “un venditore da Golf”, ossia uno che “vinceva facile”, non facendo fatica a vendere giacché offriva un veicolo valido, affermato, amato e desiderato come il capolavoro Volkswagen, che pure sul mercato dell’usato ha spesso “tenuto il suo prezzo” assai meglio di tante avversarie – semplificando la vita ai venditori…
Sulle Alpi austriache abbiamo avuto modo di provare, qualche settimana fa, tutte e otto le generazioni della Golf, confermando il principio secondo il quale, serie dopo serie, era proprio un’auto perfettamente adattata all’epoca in cui era commercializzata. Così se la prima Golf del 1974 (e rimasta in sella quasi dieci anni) era diventata un riferimento preciso nella sua epoca e un termine di paragone per le marche concorrenti, così è stato il caso anche nelle sette “edizioni” successive, sempre al passo (se non in anticipo) con i tempi, dal look personale ma sempre “tipicamente Golf”, con la stessa qualità costruttiva e realizzativa e una meccanica che pur evolvendosi generazione dopo generazione, garantiva alla clientela un livello adeguato alle sue esigenze di prestazioni, economia d’esercizio, affidabilità, comfort.
Certo negli ultimi anni la Golf ha dovuto affrontare la concorrenza interna dei crossover del marchio Volkswagen e quella quasi esterna di svariati modelli di marche del Gruppo come la Skoda Octavia o la Seat Leon o l’Audi A3, ma è sempre rimasta un riferimento nella sua classe e in generale, come se fosse diventata una “scuola di pensiero” al momento in cui si decide di comprare un’auto. Quanto sia popolare questa vettura passe-partout lo ribadisce il fatto che sono davvero un’infinità le automobiliste e gli automobilisti ormai entrati negli “anta” che hanno posseduto almeno una Golf delle otto generazioni finora prodotte. Nel caso di chi scrive, negli anni si sono avvicendate una Golf IV TDI, una Golf V Cabrio 2,0i a benzina e un’altra Golf a benzina, una sesta generazione azionata da un generoso 1,8 TSI in grado di generare 160 CV (e c’erano tutti), a ulteriore riprova che la Golf è un modello di sicuro “trasversale”, capace di farsi apprezzare anche in varianti molto diverse tra loro.






Negli anni, come detto, la Golf si è adattata all’evoluzione dei gusti e delle necessità della gente, dando vita a varianti come le Syncro e le 4Motion per chi viveva (o andava spesso) in montagna, le sportive GTI, R32 e R (senza dimenticare le GTD a gasolio sempre grintosissime), le raffinate Cabriolet, le pratiche Combi – meno diffuse del previsto nonostante le evidenti qualità da Golf – e le versioni più economiche alla base delle varie gamme, che di fatto erano comunque già più che dignitosamente accessoriate.
In sostanza la Golf è un fenomeno della nostra epoca come pure di quelle precedenti degli ultimi cinquant’anni. Un’esponente del costume e del tempo di varie epoche, capace di attraversarle rimanendo una costante a molti livelli, come si è scritto in precedenza. E anche una costante che rimarrà tale in prospettiva, visto che l’attuale Golf VIII rimane molto “gettonata” e apprezzata. Ed è lecito pensare che così sarà anche per quelle che seguiranno.
CLEofe



















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