La nuova Alpine A110 si è mostrata al pubblico per la prima volta al Salone di Ginevra 2017. Dopo alcuni mesi l’erede della mitica coupé (lunga 418 cm e alta 125) degli anni Cinquanta e Sessanta è arrivata sulle strade con tutto il suo fascino. Un fascino che evidentemente deve aver colpito parecchio visto che i primi 1955 esemplari della Première Edition (1955 come l’anno di fondazione della piccola casa francese, poi assorbita dalla Renault) sono stati venduti a scatola chiusa (i clienti li vedranno a fine anno in una rete di showroom dedicati, di cui 5 in Svizzera), mentre chi decide di ordinare ora una A110 non la vedrà prima della metà del 2018 visto che la produzione di “serie” inizia solo fra qualche settimana, anche se comunque già prenotabile da subito (VIDEO). Il prezzo degli esemplari della Première Edition, andati a ruba in soli 5 giorni (superaccessoriati e ordinabili tramite una app) era di circa 62’000 franchi.
Ma cos’ha di speciale la Alpine A110, oltre a riportare in vita un marchio blasonato scomparso negli anni 90? Senza dubbio, c’è l’estetica: le linee morbide, slanciate ed eleganti riprendono da vicino, pur attualizzandole, quelle delle A110 degli anni 60 e 70: il modello più famoso della casa, che aveva trionfato nei rally di tutto il mondo, vincendo, tanto per capire il periodo, contro le Porsche 911 e le Lancia Fulvia. Ma sotto le forme rétro si nasconde una tecnologia super moderna, per poter ottenere, come dice il numero uno del marchio francese, Michael Van der Sande, “una sportiva di grande agilità e leggerezza”. Da notare che il modello viene oggi equipaggiato con luci anteriori diurne a LED così come sono a LED i fari posteriori le cui luci formano una sorta di X con indicatori di direzione dinamici che aggiungono personalità, dinamismo e un tocco di modernità all’intera vettura.
L’intera struttura (pianale, telai di supporto della meccanica e pannelli della carrozzeria) è in lega di alluminio. Il peso della vettura, è di 1080 kg (La Première Edition pesa una trenitna di chili in più rispetto alla futura produzione). L’Alpine A110 punta a essere una biposto utilizzabile tutti i giorni (cosa che non è sempre vera per le dirette concorrenti del coupé francese) pur mantenendo al contempo le prestazioni e la maneggevolezza di una vera sportiva. E le promesse per trasferire tutte queste doti nella realtà non mancano certo. La vettura, oltre che molto maneggevole e con prestazioni da sportiva di razza, si può ricordare che l’accessibilità all’abitacolo (ben rifinito e con elementi che richiamano le A110 “storiche”, come i pannelli delle porte parzialmente verniciati e con inserti in pelle cucita a rombi) non richiede doti da contorsionista, e la capacità di carico è discreta, ovvero di 200 litri: 100 nel vano anteriore (sopra il serbatoio della benzina) e 100 in quello posto dietro il motore, al termine della coda. Impianto di scarico sportivo; sistema audio Focal; sedili sportivi monoscocca Sabelt completano il look e le dotazioni della vettura che beneficia anche di vetri elettrici, climatizzatore automatico, sistema di infotainement con schermo tattile da 7 pollici, per la gestione della navigsazione, dell’impianto audio, eccetera. Non mancano i retrovisori regolabili elettricamente, riscaldabili, il radar di retromarcia. La A110 viene proposta nel classico Blu Alpine, in Bianco o Nero.
Il motore della Alpine A110 è posto subito dietro i sedili, in posizione trasversale: si tratta di un 1.8 turbo a iniezione diretta derivato dal quattro cilindri 1.6 montato, tra l’altro, nella Renault Clio RS. La cilindrata maggiore, un diverso turbo e un nuovo sistema di scarico con valvola attivata elettronicamente (per variare il percorso dei gas, aumentando o riducendo il “sound” tramite un pulsante) consentono di ottenere 252 cavalli. Il cambio è di tipo robotizzato a doppia frizione (a bagno d’olio) prodotto dallo specialista tedesco Getrag. L’innesto delle sette marce può avvenire anche tramite le levette in alluminio ancorate al piantone dello sterzo. Le prestazioni diventano quindi decisamente da pista anche grazie alla distribuzione dei pesi che ha una certa prevalenza sulle ruote dietro (il 56%) e al fatto che le ruote posteriori sono nettamente più larghe (255 mm) di quelle anteriori (205 mm); i cerchi sono di 18 pollici.
La guida trae beneficio dallo schema raffinato delle sospensioni (a quadrilatero deformabile davanti e dietro), dallo sterzo diretto (dotato di “servo”) e dai freni a disco (con supporti in alluminio, che complessivamente fanno risparmiare 2,5 kg) prodotti dall’italiana Brembo. Tre le modalità di guida selezionabili (normale, Sport e da pista), mentre le prestazioni sono proprio da sportiva: 0-100 km/h in 4,5 secondi e 250 km/h di punta (velocità autolimitata elettronicamente, forse perché l’assenza di appendici aerodinamiche causerebbe un’eccessiva portanza se l’andatura fosse ancora più elevata). La coppia massima è di 320 Nm. Il tutto, con emissioni di CO2 di soli 138 grammi al km e un consumo medio omologato di 6,1 litri/100 km, tutti dati forniti dal costruttore). La Alpine A110 viene prodotta negli storici stabilimenti di Dieppe, nel Nord della Francia, da dove uscivano le A110 degli anni 60 e 70 e dove continueranno a essere prodotte le berline del comparto Renault Sport, come la Clio RS. A essere precisi il primo modello fu ideato e realizzato dall’appassionato pilota Jean Rédélé nel 1954, su base di una Renault 4CV modificata. La «Societe Anonyme des Automobiles Alpine» nasceva a Dieppe e proprio qui, come detto, viene prodotta la nuova A110, un progetto tutto francese, sviluppato dal Technocentre di Guyancourt, il centro di sviluppo dei veicoli del Gruppo Renault, in collaborazione con il centro tecnico di Renault Sport.
Per maggiori dettagli sulla storia del marchio alpine leggere la versione francese





















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