40 anni fa venne lanciata sul mercato svizzero la Subaru 1600 4WD. Inizialmente accolta con derisione, la station wagon a trazione integrale conquistò il Paese in modo travolgente. Una mostra al Museo Emil Frey Classics a Safenwil ripercorre la storia di successo di Subaru.
Quando la Streag AG (gruppo Emil Frey) ne iniziò l’importazione, la Subaru 1600 4WD non aveva il successo garantito dalla culla, in quanto non corrispondeva realmente all’ideale di bellezza automobilistica prevalente nel nostro Paese. In compenso era robusta, pratica ed economicamente abbordabile: grazie all’ampia luce libera da terra e alla trazione integrale inseribile, si disimpegnava egregiamente sia su neve e ghiaccio, sia sui sentieri boschivi e prati umidi.
Walter Frey, patron dell’azienda importatrice, ebbe per l’ennesima volta il fiuto giusto, quando assunse Bernhard Russi come ambasciatore del marchio. Il popolare campione del mondo di discesa libera e campione olimpico originario di Andermatt presentò la vettura il 9 febbraio 1979 in uno spot televisivo di tre minuti(!). A quanto pare in modo estremamente convincente, visto che il suo “Truckli”, come chiamava la sua Subaru lontano dai microfoni, conquistò la Svizzera in un baleno: già due anni dopo, la 1600 4WD era la station wagon più venduta nel nostro Paese.
All’inizio, la versatile auto dal prezzo abbordabile era molto popolare tra gli abitanti delle Prealpi, del Giura e delle regioni di montagna, visto che agevolava loro i trasporti di materiale, bambini e animali nelle regioni più remote anche in presenza di condizioni stradali difficili.
L’automobile poco appariscente si trovava all’inizio del boom delle auto a trazione integrale in Svizzera. Fino ad allora, la quota di mercato delle 4×4 era inferiore all’un per cento e riguardava esclusivamente i veicoli fuoristrada; oggi un’auto su due venduta in Svizzera è dotata di questo sistema di trazione. Subaru, la casa pioniera della trazione integrale, ha innescato questo boom in modo decisivo. Lo dimostrano le cifre: nel dicembre 2018 è stata infatti importata in Svizzera la 350 000esima Subaru.
Presto la Subaru propose sul mercato varie gamme di modelli a quattro ruote motrici, dalla piccola utilitaria all’auto sportiva. Ormai la casa pioniera della trazione integrale è entrata da tempo a far parte dell’establishment automobilistico del nostro Paese. Tutte le Subaru presentano una caratteristica esclusiva: sono dotate della trazione integrale simmetrica abbinata a un motore boxer montato longitudinalmente.
Ma fu solo con l’Impreza GT Turbo che la Subaru costruì anche un’auto che destava emozioni. Era stata mutuata dai bolidi da rally, con cui la Subaru vinse il titolo piloti nel Campionato del mondo di rally (WRC) del 1995, 2001 e 2003. In seguito, i giapponesi resero felici i loro appassionati di sport con la WRX STI 4×4, un’auto dotata di boxer turbo di 2,5 litri da 300 CV. Nel 1996, 1997 e 1998 la Subaru si aggiudicò anche il titolo costruttori nel Campionato del mondo di rally (WRC).
Pioniera della trazione integrale. Vincitrice di rally. Auto cult.
La mostra speciale allestita al Museo Emil Frey Classics di Safenwil in occasione dei 40 anni di Subaru in Svizzera durerà dall’8 febbraio al 4 maggio 2019. Saranno esposti diversi modelli Subaru degli ultimi 40 anni, tra cui le auto da rally dei campioni del mondo Colin McRae e Richard Burns, nonché la prima Subaru di Bernhard Russi targata “UR 5000”.




















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