{"id":994,"date":"2020-04-01T18:33:00","date_gmt":"2020-04-01T16:33:00","guid":{"rendered":"https:\/\/autoestrada.ch\/30-000-auto-made-in-switzerland\/"},"modified":"2021-08-25T11:43:05","modified_gmt":"2021-08-25T09:43:05","slug":"30-000-auto-made-in-switzerland","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/autoestrada.ch\/it\/30-000-auto-made-in-switzerland\/","title":{"rendered":"30 000 auto \u00abmade in Switzerland\u00bb"},"content":{"rendered":"<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">Con aziende come Martini, Turicum e altre, la Svizzera vantava una produzione propria di automobili e dotava i modelli dei marchi prestigiosi di carrozzerie esclusive. Ma in terra elvetica si effettuava anche l\u2019assemblaggio completo di vetture straniere. Poco dopo la sua creazione, AMAG avvia la produzione di automobili nello stabilimento di Schinznach-Bad.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">Nel 1947, a Schinznach-Bad si prospetta la possibilit\u00e0 di acquistare un ex cementificio con annessi capannoni di produzione. La fabbrica era fallita gi\u00e0 prima della Seconda guerra mondiale e durante il conflitto i capannoni erano stati usati dall\u2019esercito come magazzini per la paglia e il fieno. Lo stesso anno la fabbrica viene convertita in un impianto di assemblaggio di automobili all\u2019avanguardia per i tempi. Nel 1949 l\u2019azienda ASAG (Automontage Schinznach AG) inizia ad assemblare le prime berline dei marchi Plymouth e Standard.<\/p><div class=\"autoestrada-nel-contenuto autoestrada-entity-placement\" id=\"autoestrada-3253755264\" style=\"position: relative;padding: 30px;border: 2px solid red;margin: 25px auto 35px;text-align: center;width: fit-content;\"><div class=\"autoestrada-adlabel\">Annuncio<\/div><div id=\"autoestrada-3177866119\"><!-- START ADVERTISER: from tradedoubler.com -->\r\n<script type=\"text\/javascript\">\r\nvar uri = 'https:\/\/impfr.tradedoubler.com\/imp?type(img)g(25401758)a(2263928)' + new String (Math.random()).substring (2, 11);\r\ndocument.write('<a href=\"https:\/\/clk.tradedoubler.com\/click?p=320153&a=2263928&g=25401758\" target=\"_BLANK\"><img src=\"'+uri+'\" border=0><\\\/a>');\r\n<\/script>\r\n<!-- END ADVERTISER: from tradedoubler.com -->\r\n<\/div><\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">Automontage ASAG, non AMAG<br \/>Anche se per l\u2019opinione pubblica era AMAG ad assemblare le automobili a Schinznach-Bad, giuridicamente non era cos\u00ec. L\u2019attivit\u00e0 di assemblaggio era gestita da un\u2019azienda legalmente distinta, ovvero ASAG Automontage Schinznach AG, che come AMAG apparteneva al gruppo Walter Haefner Holding AG.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">Ma perch\u00e9 mai un\u2019azienda che importava automobili avrebbe dovuto assemblare i veicoli nel proprio paese? Come spesso accade in questi casi, il motivo era di natura fiscale. Le autorit\u00e0 doganali svizzere imponevano dei dazi quasi protezionistici sulle auto assemblate provenienti dagli USA, mentre le importazioni di componenti erano molto economiche perch\u00e9 creavano posti di lavoro.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">Con gli anni si fa di necessit\u00e0 virt\u00f9: l\u2019attivit\u00e0 avviata a Schinznach per ragioni fiscali diventa ben presto un marchio di qualit\u00e0. Le lavorazioni delle carrozzerie grezze, i trattamenti antiruggine e i materiali in parte di produzione svizzera sono decisamente migliori. Ed ecco un\u2019altra peculiarit\u00e0 tutta elvetica: le auto \u00abMontage Suisse\u00bb sfoggiano dotazioni pi\u00f9 esclusive rispetto ai modelli americani.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">Willy Huter, direttore unico di Automontage per molti anni, gi\u00e0 negli anni \u201850 aveva le idee chiare: \u00abLa piccola scritta \u2039Montage Suisse\u203a che applichiamo su tutti i veicoli da noi assemblati deve essere sempre garanzia della massima qualit\u00e0.\u00bb Nel 1954 tutti i collaboratori ricevono la seguente comunicazione: \u00abFin dal primissimo intervento gli operai specializzati di Automontage devono essere consapevoli del fatto che si tratta di un impegno serio e che dal loro lavoro dipendono il successo delle vendite, la soddisfazione dei clienti e la loro sicurezza esistenziale. Ogni uomo che si rispetti ha il proprio orgoglio e motto: \u2039Lavoro come si deve!\u203a. Ed \u00e8 risaputo che la Plymouth \u2039Suisse\u203a \u00e8 uno dei pi\u00f9 grandi successi sul mercato svizzero.\u00bb<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">Gli anni della Plymouth di Automontage<br \/>\u00abGli anni della Plymouth\u00bb: cos\u00ec si potrebbe chiamare il primo decennio dello stabilimento di assemblaggio. Solo nel primo anno, a Schinznach-Bad si producono ben 66 veicoli ed entro il 1959 le auto assemblate salgono a oltre 7100. Una cifra notevole, se la si confronta con le 42 Chrysler e le circa 250 DeSoto e Dodge fabbricate. All\u2019inizio degli anni \u201850 non si poteva assolutamente fare affidamento sulle forniture da Detroit. Nel frattempo dunque lo stabilimento \u00e8 ben contento di poter fabbricare anche oltre 500 Vanguard Standard per sfruttare appieno le sue capacit\u00e0. Alla fine degli anni \u201850, con le auto americane che si fanno sempre pi\u00f9 grandi e la domanda in calo, Schinznach-Bad ha la fortuna di poter assemblare in Svizzera circa 1000 unit\u00e0 dell\u2019allora nuovissima coup\u00e9 Karmann Ghia per alleggerire la produzione a Osnabr\u00fcck. Mentre le auto americane venivano spedite totalmente smontate, Karmann consegnava le carrozzerie complete e in Svizzera si assemblavano solo le portiere e i cofani. Oltre al trattamento antiruggine e alla verniciatura, in Svizzera si portava a termine \u00absolo\u00bb l\u2019assemblaggio finale.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">La produzione a breve termine dei veicoli Studebaker a partire dal 1959 pu\u00f2 essere considerata un intermezzo, perch\u00e9 ben presto la societ\u00e0 americana fallisce, impedendo cos\u00ec una maggiore diffusione del marchio.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">Il decennio delle Valiant e delle Dart<br \/>Gli svizzeri si rendono conto che le ingombranti americane non sono poi cos\u00ec pratiche, mentre i modelli europei risultano pi\u00f9 compatti e funzionali. Emerge dunque la richiesta di alternative. La soluzione? I modelli Chrysler Valiant (1960) e Dodge Dart (1961), due berline di fascia media molto compatte per i canoni americani del tempo, alimentate da un motore a sei cilindri in linea. AMAG posiziona la Valiant addirittura come marchio indipendente, proprio per sottolineare che non si tratta di \u00abun\u2019ammiraglia americana\u00bb. Fino alla cessazione dell\u2019attivit\u00e0 di assemblaggio a Schinznach-Bad si costruiscono circa 14 000 Valiant. La Dodge Dart, sorella della Valiant dal punto di vista ingegneristico, si ferma a circa 4700 unit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">Concorrenza interna e fine dell\u2019azienda<br \/>Verso la fine degli anni \u201860 l\u2019industria automobilistica americana cede nuovamente alle manie di grandezza, stavolta in fatto di cilindrata e potenza. L\u2019interesse verso le Valiant e le Dart scema sempre di pi\u00f9. Nel frattempo, con l\u2019acquisizione di Auto Union AG da parte di Volkswagen, AMAG si ritrova improvvisamente a disporre di una nuova offerta a bassi consumi per la fascia media e medio-alta con modelli come l\u2019Audi 90, l\u2019Audi 100 o la NSU RO 80.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">La richiesta di vetture assemblate in Svizzera subisce un calo progressivo e l\u2019attivit\u00e0 di Automontage cessa di essere redditizia: nel 1972 l\u2019assemblaggio nello stabilimento di Schinznach, iniziato con una Plymouth, termina con una Plymouth Valiant dopo 29 227 unit\u00e0 fabbricate.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con aziende come Martini, Turicum e altre, la Svizzera vantava una produzione propria di automobili e dotava i modelli dei marchi prestigiosi di carrozzerie esclusive. Ma in terra elvetica si effettuava anche l\u2019assemblaggio completo di vetture straniere. 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