{"id":13925,"date":"2020-05-14T18:44:00","date_gmt":"2020-05-14T16:44:00","guid":{"rendered":"https:\/\/autoestrada.ch\/storie-alfa-romeo-quarta-puntata-alfa-romeo-e-il-primo-costruttore-a-vincere-in-formula-1\/"},"modified":"2021-08-25T11:42:59","modified_gmt":"2021-08-25T09:42:59","slug":"storie-alfa-romeo-quarta-puntata-alfa-romeo-e-il-primo-costruttore-a-vincere-in-formula-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/autoestrada.ch\/it\/storie-alfa-romeo-quarta-puntata-alfa-romeo-e-il-primo-costruttore-a-vincere-in-formula-1\/","title":{"rendered":"\u201cStorie Alfa Romeo\u201d, quarta puntata: Alfa Romeo \u00e8 il primo costruttore a vincere in Formula 1"},"content":{"rendered":"<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">Il legame tra l\u2019Alfa Romeo e la Formula 1 ha scritto la storia dell\u2019automobilismo sportivo: fu proprio il marchio del Biscione ad aggiudicarsi il primo Gran Premio e l\u2019edizione inaugurale della massima competizione motoristica nel 1950 con Nino Farina a bordo di un\u2019Alfa Romeo Gran Premio Tipo 158 \u201cAlfetta\u201d, e il successo \u00e8 stato bissato nel 1951 da Juan Manuel Fangio sull\u2019Alfetta 159.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">La millesima gara<\/p><div class=\"autoestrada-nel-contenuto autoestrada-entity-placement\" id=\"autoestrada-2231119929\" style=\"position: relative;padding: 30px;border: 2px solid red;margin: 25px auto 35px;text-align: center;width: fit-content;\"><div class=\"autoestrada-adlabel\">Annuncio<\/div><div id=\"autoestrada-1156165507\"><a href=\"https:\/\/get.1li.ch\" target=\"_blank\" aria-label=\"1LI_AES_10_Promo\"><img src=\"https:\/\/autoestrada.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/1LI_AES_10_Promo.jpg\" alt=\"\"  srcset=\"https:\/\/autoestrada.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/1LI_AES_10_Promo.jpg 1920w, https:\/\/autoestrada.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/1LI_AES_10_Promo-300x169.jpg 300w, https:\/\/autoestrada.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/1LI_AES_10_Promo-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/autoestrada.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/1LI_AES_10_Promo-768x432.jpg 768w, https:\/\/autoestrada.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/1LI_AES_10_Promo-1536x864.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 1920px) 100vw, 1920px\" class=\"no-lazyload\" width=\"1920\" height=\"1080\"   \/><\/a><\/div><\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">Il 13 maggio \u00e8 l\u2019anniversario del primo Gran Premio di Formula\u00a0 1, uno dei grandi miti sportivi del nostro tempo. La nascita della competizione (Silverstone, 1950) viene celebrata dalla Federazione Internazionale a Shangai il 14 luglio 2019 (in occasione della millesima gara), e il 13 maggio 2020 (quando la Formula 1 compie settant\u2019anni).<br \/>Due ere a confronto: nel 1950 il casco per i piloti non \u00e8 ancora obbligatorio, non esiste la televisione e gli spettatori sono tutti a bordo pista. Oggi il \u201ccircus\u201d \u00e8 un\u2019industria globale ultratecnologica, capace di raggiungere milioni di persone a stagione attraverso TV e web.<br \/>In comune solo due cose: la passione del pubblico, e Alfa Romeo \u2013 tornata a correre nel 2018 insieme con Sauber, e che dal 2020 d\u00e0 il suo nome al team Alfa Romeo Racing ORLEN.<br \/>Alfa Romeo non era la stessa senza la Formula 1. E, forse, anche la Formula 1 non era la stessa senza Alfa Romeo.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">L\u2019Alfetta 158<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">L\u2019Alfetta del 1938 \u00e8 un gioiello tecnologico. Il motore 8 cilindri in linea con compressore monostadio e carburatore a triplo corpo \u00e8 sviluppato da Gioacchino Colombo, capo della progettazione, che lo vuole potente, pronto nelle accelerazioni e molto affidabile. La distribuzione \u00e8 azionata da un doppio albero a camme in testa. L\u2019uso di leghe leggere (elektron per il monoblocco, acciaio al nichel-cromo per l\u2019albero motore) consente di ridurre il peso del propulsore a soli 165 chilogrammi. Il cambio trova posto al retrotreno, in blocco con il differenziale. \u00c8 il famoso schema \u201ctransaxle\u201d, che garantisce minore ingombro e una distribuzione ottimale dei pesi sui due assi: una soluzione che il Marchio porter\u00e0 in seguito anche sulle vetture di serie.<br \/>Il conflitto mondiale spezza il filo della ricerca, e interrompe l\u2019evoluzione delle macchine: ma il progetto prevedeva soluzioni tecniche tanto sofisticate da arrivare fino al dopoguerrra \u2013 e, in qualche caso, fino ai giorni nostri.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">La fuga ad Abbiategrasso<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">C\u2019\u00e8 una continuit\u00e0 fisica, non solo progettuale, tra la prima e le successive 158: perch\u00e9 le auto con cui Alfa Romeo ricomincia a correre sono letteralmente le stesse \u2013 nascoste in attesa della fine delle ostilit\u00e0.<br \/>Siamo nel 1943. Milano \u00e8 occupata, rastrellamenti e sequestri sono all\u2019ordine del giorno. Al Portello sono conservate alcune Alfetta 158, che rischiano di diventare bottino di guerra. I tecnici e gli operai dell\u2019Alfa Romeo decidono di farle sparire, e organizzano clandestinamente prelievo e spostamento. Alcuni appassionati Alfisti si offrono di ospitare le vetture: tra essi, il pilota di motonautica Achille Castoldi, che nel 1940 aveva fissato il record mondiale di velocit\u00e0 proprio con un motore Alfa Romeo 158.<br \/>Ma qualcosa non funziona. Una pattuglia della Wehrmacht interviene e chiede chiarimenti con le armi spianate. Per fortuna, il collaudatore Pietro Bonini \u00e8 svizzero, e ha vissuto a lungo a Berlino. Parlando in perfetto tedesco e sventolando un lasciapassare riesce a salvare la situazione. I camion partono. Le 158 saranno portate in officine e fattorie, nascoste da muri e coperte da cataste di legna \u2013 in attesa di tempi migliori.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">L\u2019atto di nascita della F1<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">Gi\u00e0 nel primissimo dopoguerra, quelle 158 vengono riportate al Portello, restaurate e rimesse in condizione di correre. E tornano subito a vincere, anche se un Campionato vero e proprio non c\u2019\u00e8 ancora. Tra il 1947 e il 1948, Nino Farina trionfa a Ginevra al Gran Premio delle Nazioni, Varzi taglia per primo il traguardo del Gran Premio del Valentino a Torino e Trossi stravince il Gran Premio di Milano. Il messaggio \u00e8 forte e chiaro: Alfa Romeo \u00e8 sempre la squadra da battere.<br \/>Il British Grand Prix di Silverstone del 1950 \u00e8 la prima delle sette gare del neonato Campionato mondiale FIA di Formula 1. Paesi che erano in guerra solo pochi anni prima sono uniti da una competizione sportiva: \u00e8 un momento storico. E storica \u00e8 l\u2019affermazione Alfa Romeo.<br \/>Ai primi quattro posti della griglia di partenza ci sono quattro Alfetta 158. Giuseppe \u201cNino\u201d Farina conquista la pole position, il giro pi\u00f9 veloce e la vittoria finale. Secondo \u00e8 Luigi Fagioli, terzo Reg Parnell. Il primo podio della F1 \u00e8 tutto Alfa Romeo.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">La squadra delle 3 F<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">Per la combinazione di velocit\u00e0, maneggevolezza e affidabilit\u00e0 che offre, la 158 rappresenta il punto pi\u00f9 alto della tecnologia automobilistica del tempo. Al momento della sua nascita, nel 1938, ha un motore 1.5 litri con compressore da 185 cavalli. Nel dopoguerra, il compressore diventa a doppio stadio e il motore raggiunge i 275 \u2013 per poi arrivare a 350 (a 8.600 giri) nel 1950. Grazie all\u2019estrema leggerezza della vettura, il rapporto peso\/potenza \u00e8 di soli 2\u00a0kg\/CV \u2013 un valore in linea con le supersportive stradali di oggi.<br \/>La superiorit\u00e0 tecnica si traduce in vittorie. Farina, Fangio e Fagioli diventano per i giornali \u201cla squadra delle 3 F\u201d, che sbaraglia gli avversari. I tre piloti Alfa Romeo vincono tutti i Gran Premi a cui partecipano, vanno a podio dodici volte e ottengono cinque giri veloci. Come dir\u00e0 Giuseppe Busso, storico progettista Alfa Romeo e ai tempi collaboratore di Colombo, \u201cil problema principale era\u00a0decidere quale\u00a0dei nostri tre piloti avrebbe dovuto vincere la gara\u201d.<br \/>Al Gran Premio di Monza, il 3 settembre 1950, Alfa Romeo anticipa le soluzioni tecniche della 159 sviluppata per partecipare al Campionato dell\u2019anno successivo. La nuova Alfetta esordisce con una vittoria: al volante Nino Farina \u2013 che diventa cos\u00ec il primo Campione del Mondo di Formula 1.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">L&#8217;Alfetta 159<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">L\u2019anno successivo il campionato rimane aperto fino all\u2019ultima gara: a contendersi il successo Alfa Romeo e Ferrari. Dopo 17 anni, lo straordinario motore dell&#8217;Alfetta \u00e8 arrivato alla fine del suo potenziale di sviluppo \u2013 ma nel corso del 1951 i tecnici riescono ancora a estrarre potenza, buttando nella mischia fino a 450 cavalli. Grazie a questo sforzo (e alla bravura dei piloti), la 159 vince in Svizzera, Belgio, Francia e Spagna, raccoglie 11 podi e stabilisce il giro pi\u00f9 veloce in tutte e sette le gare disputate.<br \/>Il mito delle \u201c3 F\u201d e delle loro vittorie porta Alfa Romeo nel mondo del cinema. I due produttori del momento (Dino De Laurentiis e Carlo Ponti) scelgono gli attori del momento (Amedeo Nazzari e una bellissima Alida Valli) per realizzare \u201cUltimo incontro\u201d, un film interamente ambientato sui circuiti della F1 e nelle officine della Squadra Corse Alfa Romeo. Alla sceneggiatura collabora anche Alberto Moravia.<br \/>Il film esce nelle sale il 24 ottobre 1951, e quattro giorni dopo Juan Manuel Fangio vince il Gran Premio di Spagna, diventando Campione del Mondo con l\u2019Alfetta 159. \u00c8 la seconda vittoria consecutiva. Alfa Romeo ha vinto i primi due titoli di Formula 1, e pu\u00f2 ritirarsi imbattuta per dedicarsi interamente alla produzione di serie.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il legame tra l\u2019Alfa Romeo e la Formula 1 ha scritto la storia dell\u2019automobilismo sportivo: fu proprio il marchio del Biscione ad aggiudicarsi il primo Gran Premio e l\u2019edizione inaugurale della massima competizione motoristica nel 1950 con Nino Farina a bordo di un\u2019Alfa Romeo Gran Premio Tipo 158 \u201cAlfetta\u201d, e il successo \u00e8 stato bissato [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":13926,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[],"class_list":["post-13925","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-special-stories"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/autoestrada.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13925","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/autoestrada.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/autoestrada.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/autoestrada.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/autoestrada.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13925"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/autoestrada.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13925\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":26427,"href":"https:\/\/autoestrada.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13925\/revisions\/26427"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/autoestrada.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/13926"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/autoestrada.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13925"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/autoestrada.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13925"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/autoestrada.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13925"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}