{"id":13920,"date":"2020-06-16T15:57:00","date_gmt":"2020-06-16T13:57:00","guid":{"rendered":"https:\/\/autoestrada.ch\/storie-alfa-romeo-ottava-puntata-design-sportivita-e-innovazione-la-156-e-un-autentica-alfa-romeo-di-grande-successo\/"},"modified":"2021-08-25T11:42:56","modified_gmt":"2021-08-25T09:42:56","slug":"storie-alfa-romeo-ottava-puntata-design-sportivita-e-innovazione-la-156-e-un-autentica-alfa-romeo-di-grande-successo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/autoestrada.ch\/it\/storie-alfa-romeo-ottava-puntata-design-sportivita-e-innovazione-la-156-e-un-autentica-alfa-romeo-di-grande-successo\/","title":{"rendered":"\u201cStorie Alfa Romeo\u201d, ottava puntata \u2013 design, sportivit\u00e0 e innovazione: la 156 \u00e8 un\u2019autentica Alfa Romeo di grande successo"},"content":{"rendered":"<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">Un milione di persone all\u2019esordio in concessionaria e oltre 680.000 vendite complessive: sono i numeri a fare della 156 una delle Alfa Romeo di maggior successo della storia. Presentata nel 1997, convince pubblico e critica e si aggiudica l\u2019ambito riconoscimento di \u201cAuto dell\u2019anno\u201d nel 1998. Lo stile della 156 \u00e8 un sorprendente mix di forza, innovazione e classicit\u00e0, e la vettura riprende la ricerca cromatica che gi\u00e0 era stato un tratto distintivo di Carabo e Montreal. \u00c8 un\u2019auto straordinaria anche dal punto di vista tecnico, con soluzioni che la rendono una sportiva evoluta, capace di combinare potenza, leggerezza e controllo: caratteristiche peculiari di Alfa Romeo. Bella, divertente e vincente: si aggiudica ben 13 titoli in 10 anni nei campionati Turismo.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">Berlina dal cuore sportivo<br \/>Quasi un milione di persone in concessionaria nella prima domenica di \u201cporte aperte\u201d. Oltre 100 mila ordini in pochi mesi. 680mila vendite complessive tra il 1997 e il 2005. Numeri che fanno della 156 una delle Alfa Romeo di maggior successo della storia.<\/p><div class=\"autoestrada-nel-contenuto autoestrada-entity-placement\" id=\"autoestrada-1683030849\" style=\"position: relative;padding: 30px;border: 2px solid red;margin: 25px auto 35px;text-align: center;width: fit-content;\"><div class=\"autoestrada-adlabel\">Annuncio<\/div><div id=\"autoestrada-2921019604\"><!-- START ADVERTISER: from tradedoubler.com -->\r\n<script type=\"text\/javascript\">\r\nvar uri = 'https:\/\/impfr.tradedoubler.com\/imp?type(img)g(25401758)a(2263928)' + new String (Math.random()).substring (2, 11);\r\ndocument.write('<a href=\"https:\/\/clk.tradedoubler.com\/click?p=320153&a=2263928&g=25401758\" target=\"_BLANK\"><img src=\"'+uri+'\" border=0><\\\/a>');\r\n<\/script>\r\n<!-- END ADVERTISER: from tradedoubler.com -->\r\n<\/div><\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">La 156 viene presentata alla stampa internazionale nel 1997, al Centro Cultural de Bel\u00e9m di Lisbona. Le intenzioni dell\u2019azienda sono dichiarate: creare una berlina che unisca l\u2019eccellenza di stile a un comportamento dinamico ineccepibile, in perfetto equilibrio tra prestazioni e handling. Una formula di prodotto al 100% Alfa Romeo. L\u2019obiettivo \u00e8 molto ambizioso \u2013 e il risultato \u00e8 una delle migliori auto a trazione anteriore di sempre.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">Alfa Romeo e la trazione anteriore<br \/>L\u2019auto nasce a trazione posteriore \u2013 ma fin dagli inizi, l\u2019ipotesi della trazione anteriore affascina i progettisti. L&#8217;idea si affaccia in Alfa Romeo nel primo dopoguerra. Satta Puliga e Busso sono convinti delle potenzialit\u00e0 di questa soluzione, e avviano un programma di sviluppo che punta a fare della 1900 la prima trazione anteriore della Casa. L\u2019azienda decide per\u00f2 di andare in un\u2019altra direzione: All\u2019inizio degli anni cinquanta si inizia a pensare a una \u201cvetturetta\u201d Alfa Romeo, la \u201cV\u201d, una trazione anteriore per cui vengono studiati diversi tipi di motorizzazione.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">Nessuno di questi progetti arriver\u00e0 per\u00f2 all\u2019industrializzazione. La decisione \u00e8 solo rimandata. Alfa Romeo vuole allargare la gamma con un modello al di sotto della Giulietta: una compatta \u201ctutto avanti\u201d in grado di far decollare i volumi.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">A seguire il nuovo progetto l\u2019azienda richiama Rudolf Hruska, il \u201cpadre\u201d delle Giuliette. A lui Alfa Romeo affida una doppia responsabilit\u00e0: disegnare contemporaneamente la nuova vettura e lo stabilimento in cui deve essere costruita. Cos\u00ec nasce l\u2019Alfasud, la prima trazione anteriore Alfa Romeo<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">Alfasud nasce \u201cda foglio bianco\u201d e \u201cda prato verde\u201d: \u00e8 uno dei non frequenti casi in cui una fabbrica di automobili viene progettata e costruita per produrre uno specifico modello. La vettura non ha vincoli tecnici da rispettare, se non essere fedele ai suoi obiettivi di prodotto.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">\u201cEra scontato che fosse a trazione anteriore. E doveva essere un\u2019utilitaria di lusso, una vettura a 5 posti con bagagliaio molto capiente\u201d. Cos\u00ec Hruska descrive il progetto qualche anno dopo. Il motore 1.2 litri \u201cboxer\u201d (a cilindri contrapposti) viene preferito al 4 cilindri in linea perch\u00e9 pi\u00f9 basso, e pi\u00f9 adatto a un profilo aerodinamico. L\u2019inedito body due volumi nasce per migliorare l\u2019accesso al bagagliaio, che raggiunge 400 litri anche grazie alla posizione del serbatoio \u2013 collocato sotto il sedile posteriore anzich\u00e9 tra sedile e vano bagagli. Una impostazione innovativa, funzionale e sicura che fa subito scuola.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">Alfasud \u00e8 la prima commessa importante di Giorgetto Giugiaro e si riveler\u00e0 un grande successo commerciale. Per rispettare tutti i vincoli di spazio e dimensione, il giovane stilista inventa la caratteristica \u201ccoda alta\u201d, e la collega al frontale aerodinamico con una linea semplice e filante. Alfasud entra in produzione nel 1972, l\u2019anno in cui il Marchio supera il milione di unit\u00e0 dalla fondazione. Da sola riuscir\u00e0 quasi a eguagliare questo record, con 900.925 esemplari prodotti tra il 1972 e il 1984 (senza contare le versioni Sprint). \u00c8 l\u2019Alfa Romeo pi\u00f9 venduta di sempre.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">Dalla razionalizzazione produttiva alla centralit\u00e0 del Brand <br \/>Nel 1986 l\u2019IRI (proprietaria di Alfa Romeo dal 1933) cede il Marchio al Gruppo Fiat \u2013 e, come in tutti i processi di integrazione industriale, i primi anni sono dedicati alla razionalizzazione delle catene produttive e di fornitura.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">Negli anni ottanta, per tutte le Case la parola d\u2019ordine \u00e8 \u201csinergie\u201d. Processo e prodotto sono sempre pi\u00f9 standardizzati. Molti componenti vengono condivisi per ragioni di costi. Ai designer si chiede di rispettare vincoli rigidi (come le dimensioni dell\u2019anello porte), che condizionano fortemente la creativit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">Negli anni successivi, queste regole si allentano. I clienti non amano l\u2019eccesso di omologazione, e vanno alla ricerca di auto pi\u00f9 riconoscibili. La personalit\u00e0 del Brand torna a pesare nella scelta. \u00c8 una svolta che cambia la storia della progettazione auto di fine secolo.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">Guida sportiva, prestazioni, innovazione (e stile)<br \/>Per Alfa Romeo, \u00e8 un ritorno alle origini. Il primo passo per rilanciare le caratteristiche distintive del Marchio \u00e8 far rinascere Alfa Corse, la gloriosa scuderia dove aveva mosso i primi passi anche il giovane Enzo Ferrari. Nel 1993, la 155 GTA partecipa al DTM, il campionato turismo in Germania, e lo vince con Nicola Larini \u2013 che arriva primo in 11 gare su 20, e riporta Alfa Romeo sul gradino pi\u00f9 alto del podio del N\u00fcrburgring.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">Ancora pi\u00f9 importante \u00e8 il contributo del design. La 164 del 1987, prima ammiraglia a trazione anteriore del Marchio, \u00e8 firmata da Pininfarina \u2013 ma da quel momento in avanti si fa sempre pi\u00f9 importante il ruolo del Centro Stile Alfa Romeo.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">Ad Arese cambiano le tecnologie, cambiano le persone, cambia il processo. Vengono introdotti nuovi sistemi \u201ccomputer-assisted\u201d per la progettazione e il prototyping. Il team del Centro Stile viene integrato nelle piattaforme progettuali, e partecipa a tutte le scelte tecnologiche \u2013 perch\u00e9 quello che \u00e8 funzionale deve anche essere bello, e viceversa. Forma e sostanza vanno sempre insieme: \u00e8 la &#8220;bellezza necessaria&#8221; Alfa Romeo.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">Disegnare una nuova gamma <br \/>Al Centro Stile non viene commissionato un modello soltanto, ma il progetto di una gamma completa. E in pochi anni il sogno si avvera. Nel 1995 il Marchio porta nel segmento \u201cC\u201d una inedita due volumi (la 145), a cui l\u2019anno successivo affianca la versione due volumi e mezzo (la 146). Seguono le sportive GTV e Spider, realizzate in collaborazione con Pininfarina. Ma la vera svolta \u00e8 con la 156.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">Lo stile della 156 \u00e8 un sorprendente mix di forza, innovazione e classicit\u00e0. Lo scudo riprende importanza, e proietta le sue linee sul cofano. In vista frontale, i parafanghi \u201ccadono sulle ruote\u201d a filo carrozzeria, per comunicare robustezza e aderenza a terra. Il rapporto tra superfici vetrate e metallo \u00e8 pi\u00f9 da coup\u00e9 che da berlina. Scompaiono le maniglie posteriori, integrate in modo quasi invisibile nella cornice dei finestrini, e la fiancata pulita evidenzia il profilo slanciato e dinamico della vettura. \u201cSembra che si muova anche quando sta ferma\u201d commenta de\u2019 Silva.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">La 156 riprende la ricerca cromatica che gi\u00e0 era stata caratteristica di Carabo e Montreal. I designer Alfa Romeo trovano ispirazione nella collezione del Museo, conservata nello stesso edificio di oggi: osservando il colore della 8C 2900 B del 1938 inventano l\u2019azzurro \u201cNuvola\u201d, ottenuto con una vernice micalizzata a pi\u00f9 strati che d\u00e0 alla vettura riflessi iridescenti.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">Sportivit\u00e0 evoluta <br \/>156 \u00e8 un\u2019auto straordinaria anche dal punto di vista tecnico. Ai progettisti viene chiesto di sviluppare il concetto di \u201csportivit\u00e0 evoluta\u201d combinando potenza, leggerezza e controllo. \u00c8 da sempre la formula della guida Alfa Romeo.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">Per raggiungere questo obiettivo, vengono introdotti nuovi materiali (come il magnesio e gli acciai \u201ctailored blank\u201d), vengono progettati sistemi di sospensioni molto raffinati (come il quadrilatero alto anteriore), viene soprattutto dedicata una cura particolare alla messa a punto meccanica, per esaltare lo handling e la precisione delle traiettorie. La 156 mette d\u2019accordo tutti: \u00e8 la berlina pi\u00f9 divertente da guidare della sua generazione. E la sua versione sportiva vince ben 13 titoli in 10 anni nei campionati Turismo.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">La nascita del \u201ccommon rail\u201d<br \/>Al lancio i propulsori sono sei. Il V6 Busso viene affiancato da tre motori \u201cTwin Spark\u201d che per la prima volta combinano la doppia accensione (una tecnologia gi\u00e0 utilizzata da Giuseppe Merosi nel 1914) con quattro valvole per cilindro.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">Secondo le regole del mercato europeo di allora, l\u2019offerta a benzina prevale; ma queste regole stanno per cambiare. Sar\u00e0 proprio Alfa Romeo a dare inizio alla rivoluzione: la 156 \u00e8 la prima auto del mondo a lanciare il \u201ccommon rail\u201d. I giornalisti che provano le versioni 1.9 e 2.4 JTD a Lisbona rimangono a bocca aperta: per la prima volta i motori diesel offrono prestazioni, silenziosit\u00e0 e comfort \u201cda benzina\u201d.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">\u201cAuto dell\u2019Anno\u201d<br \/>La 156 convince pubblico e critica, e nel 1998 porta per la prima volta in casa Alfa Romeo il riconoscimento internazionale \u201cAuto dell\u2019Anno\u201d. La sorella minore 147 (che condivide non solo il \u201cfamily feeling\u201d stilistico, ma anche pianale, sospensioni e motori) la seguir\u00e0 pochi anni dopo, vincendo lo stesso premio nel 2001.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un milione di persone all\u2019esordio in concessionaria e oltre 680.000 vendite complessive: sono i numeri a fare della 156 una delle Alfa Romeo di maggior successo della storia. Presentata nel 1997, convince pubblico e critica e si aggiudica l\u2019ambito riconoscimento di \u201cAuto dell\u2019anno\u201d nel 1998. 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