{"id":13890,"date":"2020-05-27T07:44:00","date_gmt":"2020-05-27T05:44:00","guid":{"rendered":"https:\/\/autoestrada.ch\/gazzelle-e-pantere-sulle-strade-italiane-le-berline-sportive-alfa-romeo-al-servizio-della-legge\/"},"modified":"2021-08-25T11:42:58","modified_gmt":"2021-08-25T09:42:58","slug":"gazzelle-e-pantere-sulle-strade-italiane-le-berline-sportive-alfa-romeo-al-servizio-della-legge","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/autoestrada.ch\/it\/gazzelle-e-pantere-sulle-strade-italiane-le-berline-sportive-alfa-romeo-al-servizio-della-legge\/","title":{"rendered":"\u201cGazzelle\u201d e \u201cPantere\u201d sulle strade italiane: le berline sportive Alfa Romeo al servizio della legge"},"content":{"rendered":"<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">La quinta puntata delle \u201cStorie Alfa Romeo\u201d racconta l\u2019Italia del dopoguerra, dalla ricostruzione al boom economico. In quegli anni si consolida il mito Alfa Romeo: le pi\u00f9 veloci su pista e su strada, diventano uno status symbol oltre che le vetture perfette per servire lo Stato con la livrea della Polizia e quella dei Carabinieri. Dalla 1900 del 1950 alla Giulia di oggi, le Forze dell\u2019Ordine hanno arruolato tutti i pi\u00f9 significativi modelli del Biscione. Negli stessi anni Alfa Romeo evolve e si modernizza, imbocca la strada della produzione in serie mantenendo immutato il fascino e il calore dell\u2019artigianalit\u00e0. Il successo va di pari passo con l\u2019evoluzione e le vendite crescono: la Giulietta \u2013 oltre 177 mila unit\u00e0 dal 1954 \u2013 \u00e8 \u201cla fidanzata d\u2019Italia\u201d, e la sua erede Giulia, venduta in pi\u00f9 di 570 mila esemplari, un\u2019icona tricolore.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">Le auto dei Corpi dello Stato<\/p><div class=\"autoestrada-nel-contenuto autoestrada-entity-placement\" id=\"autoestrada-2117915155\" style=\"position: relative;padding: 30px;border: 2px solid red;margin: 25px auto 35px;text-align: center;width: fit-content;\"><div class=\"autoestrada-adlabel\">Annuncio<\/div><div id=\"autoestrada-453286614\"><a href=\"https:\/\/get.1li.ch\" target=\"_blank\" aria-label=\"1LI_AES_10_Promo\"><img src=\"https:\/\/autoestrada.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/1LI_AES_10_Promo.jpg\" alt=\"\"  srcset=\"https:\/\/autoestrada.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/1LI_AES_10_Promo.jpg 1920w, https:\/\/autoestrada.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/1LI_AES_10_Promo-300x169.jpg 300w, https:\/\/autoestrada.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/1LI_AES_10_Promo-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/autoestrada.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/1LI_AES_10_Promo-768x432.jpg 768w, https:\/\/autoestrada.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/1LI_AES_10_Promo-1536x864.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 1920px) 100vw, 1920px\" class=\"no-lazyload\" width=\"1920\" height=\"1080\"   \/><\/a><\/div><\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">Nell\u2019Italia del dopoguerra, le Alfa Romeo sono un mito. Hanno dimostrato su pista e su strada di essere pi\u00f9 veloci di qualsiasi altra auto. Sono potenti, e vincono sempre \u2013 come il bene sul male. Hanno tutte le caratteristiche tecniche e simboliche per diventare le auto dei Corpi dello Stato.<br \/>Il legame tra Alfa Romeo e le Forze dell&#8217;Ordine \u00e8 un piccolo pezzo di storia della Repubblica. A partire dagli anni cinquanta, le Alfa Romeo vengono selezionate per il servizio di pronto intervento. Diventano le \u201cvolanti\u201d, una presenza familiare per i cittadini, ed entrano nel linguaggio comune: quelle della Polizia sono ribattezzate \u201cPantere\u201d, e quelle dei Carabinieri \u201cGazzelle\u201d. Due metafore che sottolineano potenza e agilit\u00e0.<br \/>La prima Pantera \u00e8 un\u2019Alfa Romeo 1900 del 1952: le sue linee aggressive ispirano il nome stesso. La prima Gazzella \u00e8 di pochi anni dopo. La pi\u00f9 famosa di tutte \u00e8 la Giulia Super; ma le Forze dell\u2019Ordine arruolano moltissimi altri modelli Alfa Romeo, praticamente tutti i pi\u00f9 importanti,\u00a0 dalla Matta all\u2019Alfasud, dall\u2019Alfa 75 all\u2019Alfetta, dalla 156 alla Giulia di oggi.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">Alfa Romeo \u00e8 un modo di vivere<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">La storia del rapporto con le Forze dell\u2019Ordine corre parallela alla storia dell\u2019evoluzione Alfa Romeo. E questo tema ci porta a fare la conoscenza di un altro protagonista: il torinese di origine sarda Orazio Satta Puliga, un grande innamorato di Alfa Romeo. A lui si deve la famosa frase: \u201cCi sono molte Marche di automobili, e tra esse l\u2019Alfa occupa un posto a parte. \u00c8 una specie di malattia, l\u2019entusiasmo per un mezzo di trasporto. \u00c8 un modo di vivere, un modo tutto particolare di concepire un veicolo a motore\u201d.<br \/>Nominato direttore della progettazione nel 1946, Satta Puliga ha davanti a s\u00e9 un arduo compito: non solo ricostruire quanto la guerra ha distrutto, ma anche trasformare un\u2019azienda artigianale in una manifattura moderna, continuando sulla strada avviata da Ugo Gobbato.<br \/>Satta Puliga inizia subito. Al suo arrivo, Alfa Romeo produce al Portello ogni singola parte meccanica, in base a criteri di alta artigianalit\u00e0; lui razionalizza il processo, esternalizza i componenti secondari e abbatte i costi. E intanto pensa a creare le nuove Alfa Romeo \u201cdi serie\u201d, da costruire con le pi\u00f9 efficienti metodologie tecniche e organizzative disponibili.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">1900, la prima pantera<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">La 1900 di Satta Puliga del 1950 \u00e8 la prima Alfa Romeo con la guida a sinistra, e la prima ad adottare una struttura a scocca autoportante. Ha abbandonato i tradizionali 6 e 8 cilindri per un nuovo motore con frazionamento a 4 cilindri, testata in alluminio e due assi a camme comandati da catena. Il motore \u00e8 alimentato da un solo carburatore, e offre brillantezza con una classe fiscale contenuta. La 1900 eroga 80 cavalli, \u00e8 scattante e veloce come ci si aspetta sia un\u2019Alfa Romeo, ma \u00e8 anche molto facile da guidare. In altre parole, si rivolge a un mercato pi\u00f9 grande. Lo slogan che accompagna il lancio \u00e8: \u201cLa vettura di famiglia che vince nelle corse\u201d.<br \/>La 1900 \u00e8 anche la prima Alfa Romeo a nascere su catena di montaggio. Una vera rivoluzione: i tempi di produzione dell\u2019auto completa scendono da 240 a 100 ore. Il nuovo approccio porta a un successo commerciale mai visto: da sola, 1900 vende pi\u00f9 di quanto avesse fatto l\u2019intera Alfa Romeo fino a quel momento.<br \/>Il risultato nasce anche da un\u2019accorta gestione del ciclo di prodotto. Vengono introdotte varianti ad alte prestazioni (la 1900 TI,\u00a0 la 1900 C Sprint e Super Sprint, la 1900 Super) che vincono importanti competizioni internazionali di categoria. E continua la collaborazione con i carrozzieri: su meccanica 1900 nasce la serie delle concept car BAT (Berlinetta Aerodinamica Tecnica), firmate da Bertone e disegnate dal giovane Franco Scaglione.<br \/>Lo stesso motore della 1900 viene anche adottato dall\u2019AR51, pi\u00f9 nota come \u201cMatta\u201d: un 4&#215;4 nato per sostituire i fuoristrada post-bellici delle Forze Armate italiane.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">Un milanese che ama la cultura e la boxe<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">Se con la 1900 Alfa Romeo ha imboccato la strada della produzione in serie, \u00e8 con Giulietta che si trasforma in una grande fabbrica di automobili. L\u2019uomo che guida la trasformazione \u00e8 Giuseppe Luraghi.<br \/>Nato a Milano, nei suoi anni universitari alla Bocconi ha anche praticato la \u201cnobile arte\u201d della boxe. Quando entra nelle nostre storie \u00e8 gi\u00e0 riconosciuto come un manager di grande spessore, con una lunga esperienza in Pirelli. Dal 1951 al 1958 \u00e8 direttore generale di Finmeccanica, la holding che controlla Alfa Romeo. Dopo un breve parentesi in Lanerossi, torna nel 1960 come presidente di Alfa Romeo stessa, ruolo che manterr\u00e0 fino al 1974.<br \/>Scrittore, giornalista, editore, Luraghi \u00e8 promotore di iniziative culturali anche in ambito aziendale. Nel 1953 affida a Leonardo Sinisgalli, \u201cil poeta ingegnere\u201d, il compito di creare una rivista che unisca in dialogo la cultura umanistica, la conoscenza tecnica e l&#8217;arte. Nasce cos\u00ec \u201cLa Civilt\u00e0 delle Macchine\u201d, su cui scrivono anche Ungaretti e Gadda.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">Alla vigilia del \u201cboom\u201d<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">Al suo arrivo in Alfa Romeo, Luraghi rivoluziona la struttura chiamando in azienda il progettista Rudolf Hruska, e Francesco Quaroni per riorganizzare i processi industriali. C\u2019\u00e8 una grande opportunit\u00e0 da cogliere: il Marchio ha eccezionale visibilit\u00e0, le sue vittorie sportive esaltano e fanno sognare milioni di persone. Occorre dare a tutto questo un riscontro commerciale. Siamo alla vigilia del boom economico, e l\u2019auto \u00e8 il bene pi\u00f9 desiderato: il possesso di un\u2019Alfa Romeo deve diventare la prova visibile del raggiunto benessere.<br \/>Da prodotto di \u00e9lite a oggetto aspirazionale: la Casa concentra in questa direzione le sue risorse progettuali e industriali. E Giulietta nasce per essere il modello della svolta \u2013 che fa crescere le vendite, ma al tempo stesso conferma la tradizione tecnica e la vocazione sportiva del Marchio.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">Giulietta, la prima gazzella<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">Il nuovo modello ci riporta al legame di Alfa Romeo con le Forze dell\u2019Ordine. La prima Gazzella dei Carabinieri \u00e8 proprio una Giulietta destinata al servizio di pattuglia, ed entra in servizio gi\u00e0 equipaggiata con impianto radio per il collegamento con la Centrale. Nel linguaggio dell\u2019Arma, la Gazzella rappresenta il pilota di radiomobile: veloce, agile e resistente. Queste caratteristiche vengono immediatamente trasferite alla vettura.<br \/>Pi\u00f9 corta, pi\u00f9 stretta, pi\u00f9 leggera della 1900, Giulietta porta Alfa Romeo in un segmento nuovo, per un nuovo pubblico. Offre linee moderne e filanti all\u2019esterno e grande abitabilit\u00e0 all\u2019interno, insieme con tenuta di strada, ripresa e velocit\u00e0. Il suo motore (interamente in alluminio) eroga 65 cavalli per una velocit\u00e0 massima di 165 chilometri orari.<br \/>Al Salone di Torino del 1954, Giulietta fa il suo esordio in versione coup\u00e9. Giulietta Sprint, disegnata da Bertone, \u00e8 una vetturetta bassa, compatta e slanciata che diventa un \u201cinstant classic\u201d. Da notare che la sportiva nasce prima del modello standard: una scelta poco convenzionale (e molto Alfa Romeo), riproposta pochi anni fa da Giulia Quadrifoglio.<br \/>Giulietta raggiunge un livello di popolarit\u00e0 eccezionale, che le vale il soprannome di \u201cfidanzata d&#8217;Italia\u201d. Il risultato di vendite \u00e8 altrettanto straordinario: oltre 177 mila unit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">Giulia, la rivoluzione<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">Solo una vettura rivoluzionaria potr\u00e0 sostituire Giulietta. Satta Puliga lo sa bene. E la sua squadra (Giuseppe Busso, Ivo Colucci, Livio Nicolis, Giuseppe Scarnati e il collaudatore Consalvo Sanesi) sviluppa una vettura che \u00e8 decisamente avanti rispetto al suo tempo.<br \/>Giulia \u00e8 una delle prime vetture al mondo con struttura portante a deformazione differenziata. La parte anteriore e posteriore \u00e8 studiata per assorbire gli urti, e l\u2019abitacolo \u00e8 estremamente rigido per proteggere gli occupanti: soluzioni che diventerannno obbligatorie solo molto pi\u00f9 tardi.<br \/>Il motore biabero 1.6 litri della Giulia rappresenta una evoluzione del 1.3 quattro cilindri, e si distingue per le valvole di scarico raffreddate con inserti di sodio.<br \/>Anche il design di Giulia \u00e8 rivoluzionario. Giulia \u00e8 compatta, ben proporzionata nei volumi e con uno stile unico. Il frontale basso e la coda tronca sono ispirati da motivazioni aerodinamiche. \u201cDisegnata dal vento\u201d, recita la pubblicit\u00e0 di lancio. Grazie all\u2019innovativo lavoro di sviluppo in galleria del vento, il Cx di Giulia \u00e8 straordinario per l\u2019epoca: solo 0,34.<br \/>Il modello riscuote un successo eccezionale: oltre 570 mila vendite complessive (pi\u00f9 del triplo di Giulietta). Giulia diventa un\u2019icona italiana.<br \/>Chi visita il Museo Storico di Arese trova una sala dedicata all\u2019Alfa Romeo nel cinema. Tra molte presenze illustri, Giulia spicca come protagonista assoluta di molti film \u201cpoliziotteschi\u201d del tempo \u2013 nati come \u201cB-movie\u201d, e diventati poi oggetto di culto. In queste pellicole dove \u201cguardie e ladri\u201d si sfidano, Giulia \u00e8 spesso l\u2019auto di entrambi.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La quinta puntata delle \u201cStorie Alfa Romeo\u201d racconta l\u2019Italia del dopoguerra, dalla ricostruzione al boom economico. In quegli anni si consolida il mito Alfa Romeo: le pi\u00f9 veloci su pista e su strada, diventano uno status symbol oltre che le vetture perfette per servire lo Stato con la livrea della Polizia e quella dei Carabinieri. 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