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Costruttori escludono tilt delle consegne

Costruttori escludono tilt delle consegne
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Il 1° settembre il ciclo WLTP entrerà nella seconda fase. Stando ai costruttori, questa volta non scoppierà il caos. Quasi tutti i modelli sarebbero infatti disponibili.

Quando entrò in vigore circa un anno fa, il WLTP scatenò il putiferio. Sia le autorità che le case automobilistiche avevano sottovalutato gli effetti del nuovo protocollo, rivelatosi notevolmente più lungo e impegnativo. I banchi di prova si trasformarono così in una strettoia e persino le autorità andarono in tilt. Per farla breve: il ciclo di omologazione richiese molto più tempo del previsto e causò ritardi nelle consegne. Per mesi e mesi decine di modelli non furono disponibili. 

Per dare un’idea dell’entità dell’impasse del 2018, basti pensare che VW parcheggiò migliaia di auto nuove sull’area del futuro aeroporto di Berlino, che così si trasformò in una gigantesca rimessa provvisoria. Il WLTP costò al gruppo di Wolfsburg quasi un miliardo di Euro.

Il cessato allarme dei costruttori

 

Dunque, niente intoppi in vista per il 1° settembre, data in cui scatterà la seconda fase del WLTP. Come affermato mercoledì da Udo Rügheimer, portavoce di Audi, all’agenzia stampa DPA, l'esordio del ciclo è stato «un balzo enorme, una terra assolutamente inesplorata» e quindi non paragonabile alla seconda fase. 
Stando a Daimler, alle 700 pagine di regolamenti ora se ne aggiungono altre 300. «La maggior parte delle modifiche sono correzioni, precisazioni e migliorie», spiega l’associazione tedesca dell’industria automobilistica Verband der deutschen Autoindustrie (VDA). Tra le novità figurano tolleranze di misurazione ulteriormente ridotte e obblighi di documentazione più estesi. Sono cambiati anche i punti di cambiata e le curve dei test. 

BMW è pronta ...
Come dichiarato dal portavoce di BMW Martin Tholund, si è trattato di dare una limata ad alcuni punti. Il costruttore di Monaco è dunque pronto. «Abbiamo già in tasca tutte le omologazioni», spiega Tholund a DPA.

... e Audi pure
Anche Audi si sente pronta. Il costruttore ha fatto sapere che le modifiche sono state minime rispetto al 2018, che ha aumentato di un terzo le sue capacità di prova e ridotto di un terzo le varianti del gruppo motore-trasmissione, ora pari a 170 circa. Questa volta, poi, non è neanche necessario farle passare tutte sul banco di prova. Giacché molti modelli rispondono ai nuovi requisiti dal 2018 le omologazioni possono essere trascritte. Udo Rügheimer: «Quasi tutte le varianti di Audi sono già omologate.» Il resto seguirà tra poche settimane.

Fonte: UPSA

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